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Benvenuto sul canale Spreaker di Spazio70.
Qui proponiamo le nostre serie audio di approfondimento, che affrontano eventi e aspetti misconosciuti dell’Italia contemporanea (e non solo): dalla violenza politica agli anni di piombo, dalla criminalità organizzata ai segreti di Stato, fino alle tensioni globali della Guerra fredda. La maggior parte degli episodi si basa su un lavoro di ricerca d’archivio, capace di comprendere atti giudiziari e testimonianze dirette, per offrire un racconto rigoroso e coinvolgente, lontano da sensazionalismi e semplificazioni.
Il nostro obiettivo è dare profondità e contesto agli eventi che hanno segnato l’Italia e mostrarne i legami con la storia internazionale, restituendo al pubblico uno sguardo critico e documentato. Iscriviti per ascoltare i nuovi episodi, scoprire le playlist tematiche e seguire il lavoro editoriale di Spazio70.
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- 465 - [465] Dalla «guerra» Miceli-Maletti alla riforma dei servizi segreti (1977)
Dalla guerra interna al SID tra Vito Miceli e Gianadelio Maletti alla riforma dei servizi del 1977. Sullo sfondo, lo scontro politico tra Moro e Andreotti, i rapporti con il PCI e l’ascesa di uomini legati alla P2 ai vertici di SISMI e SISDE. Una storia di apparati, faide, coperture e continuità che mostra quanto fosse profondo il rapporto tra politica, intelligence e potere occulto.
Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.
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Licio Gelli prima della P2: il passato fascista, il doppio gioco, i rapporti con il CLN e la collaborazione con esponenti comunisti nel dopoguerra. Un capitolo poco conosciuto della sua biografia, tra protezioni, servizi segreti, informative riservate e ambiguità mai del tutto chiarite. Una storia che riemerge negli anni Settanta e che diventa uno degli aspetti più controversi del caso Gelli.
Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.
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Quanto sapeva davvero la politica italiana della P2 prima del marzo 1981? Andreotti, Craxi, Fanfani, Berlinguer, Spadolini, Forlani e gli altri leader dell’epoca dissero di aver visto poco, saputo poco, capito poco. Ma documenti, rapporti e testimonianze raccontano una storia più complessa: quella di una loggia profondamente intrecciata con partiti, servizi segreti, finanza ed editoria.
Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.
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Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, il Corriere della Sera finì al centro della rete di interessi della loggia P2. Una storia di potere, finanza e controllo dell’informazione, tra Rizzoli, Gelli, Ortolani e Calvi. La storia di un grande giornale «piduistizzato».
Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.
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Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro rappresentano uno dei passaggi più drammatici e controversi della recente storia repubblicana. Durante i quasi due mesi del sequestro, quale fu il ruolo degli apparati dello Stato incaricati della ricerca del presidente della Democrazia cristiana?
Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.
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Roberto Calvi, il Banco Ambrosiano e i finanziamenti ai partiti politici italiani.
Proponiamo la lettura di alcuni passi della relazione di minoranza prodotta dall'onorevole Massimo Teodori, già membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2.
Al centro della documentazione i rapporti finanziari, riconducibili al Banco Ambrosiano e a Roberto Calvi, con il Partito socialista italiano (PSI) e il Partito comunista italiano (PCI).
Di particolare interesse risulta il tema dei finanziamenti concessi al PCI: un capitolo poco ricordato della recente storia politica e finanziaria italiana, ricostruito attraverso quanto riportato nella relazione Teodori.
L'episodio qui presentato, in formato podcast, propone passi scelti del documento mantenendo al centro la fonte e lasciando alle carte il racconto dei fatti.
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Il 6 maggio 2026, presso Mondolibro – Libreria italiana a Berlino (Torstraße 159), Gianluca Falanga ha presentato la nuova edizione de «Il ministero della paranoia. Storia della Stasi». L'incontro è stato moderato da Maria Grazia Orlandini.
Gianluca Falanga è consulente scientifico del Museo della Stasi. Tra le sue pubblicazioni: «Labirinto Stasi. Vite prigioniere negli archivi della Germania Est» (Feltrinelli, 2021)
Maria Grazia Orlandini è formatrice e studiosa attiva a Berlino presso memoriali e musei dedicati alla storia della DDR. La sua ricerca e attività didattica si concentrano sulla costruzione e trasmissione della memoria storica nell'Europa contemporanea, con particolare attenzione all'elaborazione del passato della divisione tedesca e della dittatura socialista nella Germania orientale.
Tra i temi toccati nell'incontro:
1) «La Stasi? Non mi sarebbe mai venuto in mente di occuparmi di Germania Est»; 2) «Sulla Stasi escono decine di libri all'anno»; 3) La paranoia non come elemento patologico, ma «fenomeno politico e costitutivo» del potere nella Germania orientale; 4) «La storia dei comunisti tedeschi? E' tra le più tragiche in Europa»; 5) L'Hotel Lux durante il terrore staliniano; 6) «Senza il potere si muore»; 7) Sulla «onnipresenza e onniscienza» della Stasi; 8) L'interesse per la «cibernetica»; 9) La raccolta delle informazioni «slegata dal sospetto»; 10) La figura di Werner Irmler; 11) «I contatti con la Stasi? Dipende dalla vita che facevi»; 12) «Conoscere serviva soprattutto per prevenire»; 13) «Anche i poliziotti venivano verificati periodicamente»; 14) «Le informazioni, anche solo di carattere commerciale, raccolte oggi? Sono di gran lunga più vaste di quelle raccolte dalla Stasi»; 15) «In Brandeburgo, circa tredicimila funzionari sono finiti nell'amministrazione pubblica e nella polizia»; 16) La figura di Matthias Warnig.
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Perugia 1° Marzo 1997. Il teste Gaspare Mutolo risponde alle domande dell'avvocato Franco Coppi (difesa Andreotti). Momenti di tensione nel corso di un'udienza del processo Pecorelli.
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Palermo, 13 luglio 1998. Vittorio Mangano depone in qualità di teste nel corso di un'udienza del processo Dell'Utri.
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Perugia 1° Marzo 1997. Il teste Gaspare Mutolo risponde alle domande del Pubblico ministero nel corso di un'udienza del processo Pecorelli.
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Roma, 11 dicembre 1984. Appello processo Moro uno/bis. Depone Norma Andriani.
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Roma martedì 20 giugno 1995. Franco Catracchi depone nel corso di un'udienza del processo Grazioli
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Roma, 29 maggio 1996. Processo alla Banda della Magliana. Depongono Giovanni Tigani, detto Paperino, Alessandro D'ortenzi, detto Zanzarone e Antonio Mancini, detto Accattone.
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Napoli, 23 giugno 1998.
In questa data, nel corso del processo noto come «Gava–Alfieri», viene ascoltato come testimone Enrico Nicoletti.
Quello che state per ascoltare è, appunto, un documento processuale.
Non una ricostruzione, non una narrazione a posteriori, ma una deposizione resa in aula, all’interno di un procedimento giudiziario, con le sue regole, i suoi tempi e il suo linguaggio.
Per comprenderne il significato, è necessario soffermarsi, sia pure brevemente, sulla figura di Enrico Nicoletti.
Nicoletti è stato indicato da più fonti come il cosiddetto «cassiere» della Banda della Magliana.
Un ruolo che, al di là delle semplificazioni, rinvia a una funzione precisa: la gestione dei flussi finanziari.
All’interno di una realtà criminale come quella romana degli anni 70-80, il controllo del denaro rappresenta un elemento centrale. Non solo per il sostentamento delle attività illecite, ma per la possibilità di stabilire relazioni, investire capitali, costruire collegamenti con ambienti economici e professionali.
Figure come Nicoletti operano in una dimensione meno visibile rispetto a quella dei gruppi armati o degli esecutori materiali.
Non sono, nella maggior parte dei casi, i protagonisti delle azioni violente.
Ma sono coloro che rendono possibile la continuità e la stabilità dell’organizzazione.
È attraverso la gestione delle risorse che un gruppo criminale può radicarsi, diversificare le proprie attività, e in alcuni casi interagire con ambiti esterni al mondo strettamente criminale.
Per questo motivo, l’attenzione verso figure di questo tipo consente di cogliere un aspetto spesso trascurato nelle rappresentazioni più diffuse: la dimensione economica e relazionale dei fenomeni criminali.
Una dimensione meno appariscente, ma decisiva.
La deposizione che ascolterete si inserisce in un contesto processuale specifico, quello del procedimento Gava–Alfieri, e risponde alle domande poste in aula, secondo le modalità proprie di un’udienza.
Non si tratta, quindi, di un racconto lineare, ma di un documento che va ascoltato tenendo conto della sua natura: frammentaria, talvolta tecnica, legata alle esigenze del dibattimento.
È proprio in questa forma, però, che risiede il suo valore.
Perché consente di avvicinarsi direttamente a una voce, a un linguaggio, a un modo di rappresentare fatti e relazioni che appartiene a un preciso momento storico.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
Buon ascolto da Spazio70.Thu, 19 Mar 2026 - 451 - [451] Il «memoriale della Repubblica». Parla Miguel GotorDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Siena, 18 maggio 2011, nona giornata del seminario «Il lavoro culturale» organizzato dall'associazione «Level Five. Centro studi Marco Dinoi». Presentazione del libro di Miguel Gotor «Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l'anatomia del potere italiano». Intervento iniziale e moderazione del dibattito a cura di Francesco Zucconi.
Tra gli argomenti toccati da Gotor: a) i tre «pilastri» di un lavoro complesso: l'intrigo del caso Moro, le dinamiche di funzionamento del potere italiano, il taglio e la riflessione di carattere generazionale; b) che cos'è il memoriale Moro? Dal carattere di «memoria difensiva» al valore «testamentario o testimoniale»; c) la genesi del libro e il rapporto con le lettere dalla prigionia; d) «non mi limito a raccontare» cosa c'è scritto nel memoriale, «ma come questi testi sono arrivati fino a noi»; e) un memoriale «che non esiste in originale» e che «compare in due diversi momenti nel tempo»; f) 1 ottobre 1978. L'irruzione dei carabinieri in via Monte Nevoso, a Milano; g) il secondo «ritrovamento» del 1990; h) la polemica della «manina» e della «manona» tra Craxi e Andreotti; i) un problema metodologico. Il tema e il ruolo delle note all'interno di un'opera a carattere storico; l) il concetto di verità storica; m) il tentativo di far sì che la ricerca sia un momento di formazione dell'opinione pubblica; n) lo studio sul come funzionino le istituzioni democratiche sotto l'attacco del terrorismo politico; o) le fotocopie di manoscritto «osservate, censurate e ricollocate» al loro posto; p) una prova storica e logica; q) «gli originali degli scritti? Le Br se ne sono privati»; r) «un ostaggio che muore e gli originali delle sue carte che scompaiono»; s) il pianto di Bonisoli durante «La notte della Repubblica»; t) «un deserto attraversato da una intera generazione»Fri, 26 Dec 2025 - 450 - [450] Torture ai Br del caso Dozier. Parlano Frascella, Libera e PersichettiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Con il presente contributo proponiamo due deposizioni processuali e un’intervista radiofonica. Le deposizioni (Padova, 1983) sono riferibili alle brigatiste Emanuela Frascella ed Emilia Libéra, chiamate a ricostruire la propria versione dei fatti in relazione al blitz del NOCS che, il 28 gennaio 1982, portò alla liberazione del generale statunitense James Lee Dozier e all’arresto dei militanti B.R. coinvolti nel sequestro. L’intervista radiofonica, trasmessa nel 2011 su Radio Onda Rossa, è invece a Paolo Persichetti, saggista ed ex militante dell’Unione dei Comunisti Combattenti.
1) «Volevano sapere nomi di battaglia e identità»;
2) «Sentivo gli altri urlare";
3) «L'accento di chi picchiava? Secondo me era romano»;
4) «Ci minacciavano che ci avrebbero ammazzati»;
5) «Dicevano che Ciucci era morto»;
6) «Spesso riuscivo a identificare le voci degli altri»;
7) «I maltrattamenti? Hanno inciso su dei problemi che già c'erano rispetto alla linea politica dell'organizzazione»;
8) «Le domande? Erano inutili, perché sapevano chi eravamo»;
9) «Sentivo la Frascella urlare»;
10) Poliziotto «buono» e poliziotto «cattivo»;
11) «Savasta? M'era preso un mezzo attacco isterico»;
12) Sul «professor De Tormentis»;
13) Sui «divulgatori della tortura moderna».Tue, 23 Dec 2025 - 449 - [449] «Sono un vecchio fascista degli anni 70». Speciale Massimo CarminatiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Col presente contributo proponiamo cinque deposizioni di Massimo Carminati.
Nel primo estratto (Roma, 1996) Carminati depone nel corso di un'udienza del processo alla Banda della Magliana, affermando di aver conosciuto in maniera approfondita soltanto Franco Giuseppucci, di non aver partecipato all'agguato Marchesi-Parenti e di non sapere nulla delle armi custodite al Ministero della Sanità.
Nel secondo estratto, ancora nel corso del processo alla Banda della Magliana, Carminati si confronta in aula con Maurizio Abbatino, che lo accusa di aver preso parte all'agguato Marchesi-Parenti (nell'ambito della faida per vendicare la morte di Giuseppucci) e aver avuto accesso a un deposito di armi presso il Ministero della Sanità. Carminati nega ogni addebito e verrà assolto dall'accusa del tentato omicidio Marchesi-Parenti grazie all'alibi del suo ricovero presso l'Ospedale Militare Celio.
Tra i temi toccati durante le deposizioni: 1) «Mi ricordo di aver conosciuto abbastanza bene esclusivamente Giuseppucci. I rapporti erano personali, non di gruppo»; 2) «Avevamo amicizie e interessi differenti»; 3) «L'accusa di far parte dei servizi segreti deviati? E' quella che mi fa più male»; 4) «Sicilia e Abbatino? Li ho conosciuti dopo l'81 o 82, in carcere»; 5) «De Pedis? Può essere che l'ho incontrato da qualche parte in carcere»; 6) «Maragnoli? Era una frequentazione di bar"; 7) «Banda della Magliana? E' una definizione giornalistica»; 8) «I rapporti con De Tomasi? La mia famiglia vendette una gioielleria. Fu acquistata nell'89-90 dal cognato o nipote»; 9) «Droga? Non l'ho mai trattata»; 10) «Negli ultimi anni, tra ricoveri ospedalieri e altro, non ho proprio avuto lo spazio fisico per una attività lavorativa»; 11) «Le condizioni economiche della mia famiglia? Agiate»; 12) «Tu hai venduto carne a peso»; 13) «Il nero di Romanzo criminale? Mi prendevano in giro. Sono diventato una macchietta»; 14) «La katana che mi hanno regalato? Serve a sfilettare i tonni»; 15) L'analisi della «katana» regalata a Carminati; 16) «Sono un vecchio fascista degli anni Settanta»; 17) «Sono sempre stato ostile al traffico di stupefacenti»; 18) «E' più facile che trovino droga nelle tasche di chi mi pedina, che nelle mie»; 19) «Scamarcio e Romanzo Criminale? Chi mi conosceva, sapeva che quello era un argomento che non andava toccato»; 20) «Michele Senese? Lo conosco benissimo. Ci ho fatto tre o quattro anni a Rebibbia. E quando esce, lo vado a salutare».Fri, 19 Dec 2025 - 448 - [448] Speciale Adriana FarandaDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Col presente contributo, proponiamo due deposizioni di Adriana Faranda. La prima è riconducibile a una udienza del maxiprocesso alle Br per insurrezione (anno 1989). La seconda, al processo Moro quinquies (anno 1996) nella quale l'ex brigatista parla dell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro.
Classe 1950, originaria di Tortorici (Messina), dopo un primo percorso in gruppi della sinistra armata, attivi a Roma, nella prima metà degli anni Settanta, Faranda entra nelle Brigate rosse, assieme a Valerio Morucci, nell'estate del 1976.
I due svolgono un ruolo importante e controverso durante i drammatici giorni del sequestro Moro, per poi abbandonare l'organizzazione nelle prime settimane del 1979 ed essere arrestati nel maggio dello stesso anno. In qualità di dissociata, Faranda beneficerà in seguito degli sgravi di pena previsti dalla legislazione premiale antiterrorismo introdotta in Italia negli anni Ottanta.
Tra i temi toccati durante le deposizioni: 1) «Partecipando a Potere operaio ritengo di avere perseguito un fine rivoluzionario così come tutti gli appartenenti ai gruppi extraparlamentari nati attorno al 68-69»; 2) Dall'impegno «politico effettivo come militante» al «proponimento di lotta armata»; 3) «I progetti rivoluzionari nati alla sinistra del Pci? Non vennero mai sostanziati»; 4) «Non ho mai fatto parte di strutture direttive, in Potere operaio»; 5) «Il fine delle Br? Sovvertire lo Stato e instaurare una dittatura del proletariato come detto e ripetuto in tutti i documenti brigatisti»; 6) «L'insurrezione in una società capitalistica avanzata? E' impensabile e illusoria»; 7) La lotta armata «come unica strada possibile»; 8) Sul superamento della «propaganda armata»; 9) «A un certo punto si cominciò a portare avanti delle azioni armate per la sopravvivenza stessa della organizzazione»; 10) «Era ovvio che se fosse andata male tutta l'operazione, Moro sarebbe stato ucciso. Però era una eventualità che si tendeva a evitare»; 11) «L'8 maggio, in una riunione in via Chiabrera, venne detto da Moretti che sarebbe stato ucciso nel garage di via Montalcini»; 12) «Mi assumo io la responsabilità», disse Moretti; 13) «L'uomo di copertura? Si decise sarebbe stato il quarto uomo, Maccari»; 14) Sul «trasbordo"» e l'arrivo nei pressi «di piazza del Gesù»; 15) «Era previsto l'uso della Skorpion silenziata. Venne detto che era più sicura, perché a raffica»; 16) «Di copertura? Una calibro 9, silenziata».Tue, 16 Dec 2025 - 447 - [447] Speciale Moby PrinceDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Col presente contributo, di quasi quattro ore e mezza complessive, proponiamo un approfondito focus sul disastro del Moby Prince, avvenuto il 10 aprile 1991, davanti al porto di Livorno.
La prima registrazione, risalente al 25 luglio 2019, Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, documenta la presentazione del volume «Il caso Moby Prince. La strage impunita», di Francesco Sanna e Gabriele Bardazza.
La seconda registrazione, risalente al 31 marzo 2016, documenta una seduta della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince e reca l'Audizione di Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume «Moby Prince: un caso ancora aperto».
La terza e ultima registrazione, risalente al 24 gennaio 2018, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, documenta la Presentazione della relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta (2015-2018) sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince. Tra gli altri, segnaliamo gli interventi di Angelo Chessa e Loris Rispoli, in rappresentanza dei parenti delle vittime del disastro.
Tra gli argomenti toccati durante la prima registrazione: 1) Il tema delle «cose non vere» dette e scritte sul caso Moby Prince; 2) «Che cosa avvenne di inconfessabile nella rada di Livorno» quel 10 aprile 1991?; 3) Un caso «volutamente nascosto dai più importanti media»; 4) Il lavoro di una Commissione «che ha storicamente ribaltato il caso Moby Prince»; 6) «Non è vero che fu la nebbia la causa della collisione»; 7) «Non è vero che fu colpa dell'equipaggio e del comandante Chessa»; 8) «Non è vero che le persone» all'interno della nave «morirono tutte nell'arco di trenta minuti»; 9) Il tema del disinteresse, anche attuale, mostrato dai grandi media sulla vicenda e i lavori della Commissione; 10) «Perché i soccorsi non partirono per tempo?»; 11) «Lì c'è stata una omissione di soccorso»; 12) «L'equipaggio distratto dalla partita? Una post-verità nazionalpopolare abilmente costruita»; 13) «Arriverà qualche querela? Macché...»; 14) «Com'è possibile che uno Stato abbia abdicato alle sue funzioni di sicurezza e all'accertamento della verità?»; 15) Le parole «tombali» contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Livorno (2010); 16) Il tema delle navi militarizzate americane che «non aiutarono i soccorsi»
Tra i temi toccati durante la seconda registrazione: 1) «Nessuno sapeva, quella sera, di essere registrato»; 2) «La nebbia? Non c'era, né prima né dopo» il disastro; 3) «Al momento della collisione la visibilità era perfetta»; 4) Le testimonianze degli ufficiali Thermes e Olivieri; 5) «Non è stato adottato alcun piano di soccorso». Il caso del capitano Roffi; 6) Il «canale riservato»; 7) «La prima cosa che succede» in rada a Livorno «è la fuga dal punto in cui c'è stata la collisione»; 8) La «misteriosa» nave Theresa; 9) «Le registrazioni radar? Nemmeno un banco di triglie sarebbe passato inosservato quella sera»; 10) «Querele? Non ho mai avuto alcun tipo di problema»; 11) «Difficile pensare a errori a catena che vanno tutti in una direzione specifica»; 12) Il «video Canu» e «il taglio-giunzione fatto in modo non professionale»; 13) Il tema dei mancati soccorsi; 14) Sulla «troppa fretta» usata per chiudere la vicenda
Tra gli argomenti toccati durante la terza registrazione: 1) Un puzzle da scomporre e ricomporre aggiungendo le (tante) tessere mancanti; 2) «La nebbia non c'era. Tutte le persone audite dalla Commissione, presenti prima dell'impatto, sulla costa e in mare, non confermano minimamente la nebbia»; 3) Sulla posizione della petroliera Agip Abruzzo; 4)...Fri, 12 Dec 2025 - 446 - [446] Speciale Walter Sordi (Pecorelli, Gelli, Libano)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Col presente contributo pubblichiamo tre distinte deposizioni dell'ex terrorista NAR, e collaboratore di giustizia, Walter Sordi.
Romano, classe 1961, militante, da giovanissimo, nella organizzazione di estrema destra denominata "Terza Posizione", Sordi è stato parte attiva di un gruppo i cui punti di riferimento sono stati Luigi Ciavardini, Giorgio Vale, Stefano Soderini, Pasquale Belsito e altri, poi tutti passati, con alterne vicende, nei cosiddetti "Nuclei armati rivoluzionari".
Nella prima deposizione (Roma, 17 marzo 1993), Sordi depone nel corso di un'udienza del processo alla P2. Nella seconda deposizione, parla dei suoi rapporti con Avanguardia Nazionale, davanti ai giudici di Bologna, durante il processo per la strage del 2 agosto 1980.
Nella terza deposizione, Sordi, ancora nel corso di un'udienza del processo per la strage di Bologna, parla dell'addestramento militare in Libano (al fianco delle milizie cristiane) al quale presero parte vari militanti italiani di estrema destra tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti.Tue, 09 Dec 2025 - 445 - [445] Ustica: «Sul luogo dell'incidente, c'era un forte traffico militare»Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 5 giugno 2001. Processo sui depistaggi relativi al caso Ustica. Depone Roberto Bruschina, maresciallo dell'aeronautica militare in servizio a Ciampino la sera del 27 giugno 1980.
Tra i principali temi toccati durante la deposizione: 1) «I turni di servizio? Spesso, per questioni di servizio, si facevano 24 ore di fila»; 2) «Entrò un civile, che lavorava al radar. Mi disse di trasmettere a Martina Franca che, sul luogo dell'incidente, c'era un forte traffico militare»; 3) «La mia deduzione è che fosse americano, di una portaerei»; 4) «Il civile? L'avevo visto molte volte lì»; 5) Civile o militare?;
6) «Non sono mai stato interessato a capire. Per me era un incidente come gli altri»; 7) La registrazione della telefonata; 8) «Il traffico poteva esserci sia al momento dell'incidente» sia al momento dei soccorsi in zona; 9) Quale ruolo dell'ambasciata americana? 10) Differenze fra trascrizione e audio della telefonata.Fri, 05 Dec 2025 - 444 - [444] «Abbruciati ha avuto rapporti con la Massoneria». Parla Alfredo Fiorelli (SISDE)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Deposizione del dottor Alfredo Fiorelli, già funzionario Sisde e capo della Dia di Roma, nel corso del processo Pecorelli. L'anno di registrazione è il 1998.
Tra gli argomenti toccati, i possibili rapporti di Danilo Abbruciati con uomini dei Servizi e della Massoneria.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
1) «Rapporti di Abbruciati con la massoneria? Con alcuni esponenti, per esempio Flavio Carboni, emersero dei rapporti»;
2) Su un possibile incontro Abbruciati-Pazienza;
3) Le dichiarazioni di Mancini su un incontro Abbruciati-Ortolani;
4) «A Milano ho accompagnato più volte Abbruciati. Aspettava una persona che lo avrebbe dovuto portare a incontrare Ortolani»;
5) «I riferimenti dati da Mancini? Generici»;
6) «La morte di Danilo? Un agguato, non una disgrazia»;
7) Sulla cosiddetta «riunione di Acilia».Tue, 02 Dec 2025 - 443 - [443] Nuove Brigate rosse: parla Nadia Desdemona LioceDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Bologna, 7 febbraio 2005. Nel corso di un'udienza del processo per l'omicidio, da parte delle cosiddette «Nuove brigate rosse», del giuslavorista Marco Biagi, l'imputata Nadia Desdemona Lioce legge un comunicato in aula.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti toccati durante l'udienza: 1) «L'azione dello Stato non si è mai fermata al solo piano militare della neutralizzazione delle avanguardie combattenti»;
2) Sugli «schemi di guerra psicologica»;
3) La «spettacolarizzazione della forza militare dello Stato»;
4) Sul «rilancio della strategia della lotta armata»;
5) «Il duplice processo controrivoluzionario» degli anni 80 e 90;
6) «L'imperialismo» dopo l'11 settembre;
7) «Non riconosciamo alcuna legittimità a giudicarci alle corti che, dello Stato, sono i tramiti».Fri, 28 Nov 2025 - 442 - [442] «Oggi è la nostra responsabilità». L'ultimo discorso di Aldo Moro (versione integrale)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 28 febbraio 1978. Aldo Moro interviene nel corso della riunione dei gruppi parlamentari della Democrazia cristiana. Si tratta del suo ultimo discorso pubblico.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti toccati durante il discorso: 1) «Parecchi amici pensano, a torto, che io abbia la chiave per il superamento delle nostre comuni difficoltà»; 2) Una vita «spesa al servizio del partito»; 3) Il tema degli «interrogativi angosciosi» e della «fiducia nella Democrazia cristiana»; 4) «Qualche cosa, da anni, s'è arruginito nel normale meccanismo della vita politica italiana»; 5) «Il Paese, in un soprassalto di consapevolezza, ci ha riconfermato nel ruolo di primo partito italiano»; 6) Sulla Dc «non più in grado di aggregare una maggioranza politica»; 7) «I due vincitori» alle politiche del 1976. Il tema del mancato scioglimento delle Camere dopo il risultato elettorale; 8) Sulla «abitudine di addebitare tutti i mali alla Democrazia cristiana»; 9) Sull'approfondimento di una linea «di contatto reciprocamente istruttivo» con il Pci; 10) Sul «contributo» del Partito comunista «in forma di astensione»; 11) Un accordo «sulle cose da fare» e «per un certo tempo»; 12) Il «nervosismo di base» nel Pci; 13) «Noi abbiamo saputo cambiare quando era necessario e possibile»; 14) «La nostra flessibilità ha salvato la democrazia» in Italia; 15) Un «terreno nuovo e più esposto»; 16) «Io temo l'emergenza, sul terreno economico sociale. Perché so che c'è»; 17) Sulla «forma di anarchismo dilagante»; 18) La necessità di «avere un certo respiro» per il 1978; 19) «Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità»; 20) Sulla importanza di «preservare l'unità della Democrazia cristiana».Tue, 25 Nov 2025 - 441 - [441] Speciale P2. Parla Bettino CraxiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 17 gennaio 1994. Bettino Craxi testimonia nel corso di un'udienza del processo alla Loggia P2. Tra gli argomenti trattati: l'incontro con Licio Gelli; gli incontri con il presidente del Banco Ambrosiano, Roberto Calvi; la vicenda «Eni-Petromin»; la vicenda del cosiddetto «Conto protezione».
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti.
1) Il ruolo di Vanni Nisticò affinché Craxi incontrasse «l'ingegner Luciani»;
2) L'incontro all'hotel Raphael;
3) «Noi abbiamo molta influenza sulla stampa»;
4) «Informai il capo dello Stato, Sandro Pertini»;
5) «A brigante, brigante e mezzo»;
6) Sulla vicenda «Eni-Petromin»;
7) Il tentativo di «rovesciare" Craxi dalla segreteria del Psi;
8) La vicenda del «Conto Protezione»;
9) «Verso altri non c'è la medesima attenzione e spasmodica ricerca del particolare»;
10) «Si ripetono cose che, a furia di ripeterle, diventano vere»;
11) Il suicidio del tenente-colonnello Luciano Rossi;
12) Il tentato suicidio di Calvi nel carcere di Lodi;
13) «Non confermo né il cretino, né altro»;
14) «Ero restìo a incontri con persone che non conoscevo. Si vociferava in modo confuso su questa realtà massonica»;
15) «Martelli, invitato alla festa d'insediamento di un presidente americano, vide Gelli»;
16) «Calvi? Dopo che l'ho conosciuto, l'ho incontrato diverse volte. Ma non parlava di questioni amministrative»;
17) «Non mi ha mai dato l'impressione di essere del gruppo della P2»;
18) «Parlava un italiano influenzato da una sorta di gergo bancario»;
19) «Lei deve tener conto di chi conta veramente nel mondo»;
20) «Non stare a perdere tempo con Craxi, perché sarà rovesciato»;
21) «Un problema insolubile? Far corrispondere entrate e spese nei partiti politici»;
22) «Non so come il Pci abbia risolto il problema con Calvi. Come ha restituito i finanziamenti? Voi siete informatissimi»Fri, 21 Nov 2025 - 440 - [440] Omicidio Mattarella. Parla Francesco CossigaDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 15 marzo 1995. Il senatore della Repubblica italiana Francesco Cossiga, è chiamato a deporre in qualità di testimone nel corso di un'udienza del processo per i delitti politici commessi a Palermo tra il 1979 e il 1982.
Tra i temi toccati, l'omicidio del Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
1) «Non ho mai avuto particolari rapporti con la vita politica siciliana»;
2) «Ero a conoscenza delle ombre pesanti che si addensavano su uomini e fatti della Dc siciliana»;
3) «Come ministro dell'Interno l'attività era focalizzata nella lotta contro il terrorismo»;
4) «Piersanti Mattarella? Era un innovatore»;
5) «La contattazione di ambienti mafiosi durante il caso Moro? Non volli prenderla neanche in lontana considerazione»;
6) «Non ho mai creduto all'ipotesi terroristica»;
7) Bernardo Mattarella;
8) «I terroristi? Si guardarono bene dal metter piede in Sicilia»;
9) «Gladio? Sono stato assolto con una sentenza del tribunale dei ministri che qualifica Gladio come istituzione legittima dello Stato»;
10) «Ho assunto la difesa di Stay behind come reazione ai non so di tanti miei colleghi di governo».Tue, 18 Nov 2025 - 439 - [439] Stay behind. Parla Giulio Andreotti (processo Gladio)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 2 novembre 1999. Il senatore della repubblica italiana Giulio Andreotti è chiamato a deporre in qualità di testimone nel corso di una udienza del processo Gladio. Tra gli argomenti affrontati: iniziative della magistratura, rapporti con i servizi segreti, basi e depositi della organizzazione.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
1) «Stay behind? Lo seppi nella seconda parte del mio primo mandato al ministero della difesa»; 2) «Il personale? Potevano essere reclutate anche le donne»; 3) Una struttura «nella Nato, ma non della Nato»; 4) «Che vi fossero depositi di armi, l'ho saputo dopo il 1990»; 5) Sulle lettere del giudice Casson; 6) «Su un deposito di armi, fu costruita una chiesa»; 7) «Il patto atlantico e la comunità europea sono punti di riferimento fondamentali della politica estera italiana»; 8) Sulla riforma dei servizi segreti del 1977; 9) «I 622? Era la consistenza di coloro che erano stati arruolati. Alcuni erano passati al mondo migliore»; 10) «Lamentele sul disvelamento della struttura? A livello governativo-diplomatico, nessuna»; 11) Gli accenni alla possibilità di potersi attivare nella «lotta alla droga» o «alla criminalità organizzata»; 12) «La direzione politica? Era del servizio»; 13) Sul Craxi «non informato».Fri, 14 Nov 2025 - 438 - [438] Speciale Prima Linea. Parlano Donat Cattin, Sandalo e ViscardiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Nel primo contributo proponiamo la deposizione di Marco Donat Cattin, ex dirigente dell'organizzazione armata Prima Linea, nel corso di una udienza del processo alla rivista Metropoli (Roma, 21 ottobre 1986). Nel secondo contributo, l'ex Prima Linea Roberto Sandalo parla in qualità di collaboratore di giustizia nel corso di un'udienza del Processo 7 Aprile (1983). Nel terzo e ultimo contributo, il collaboratore di giustizia, ed ex Prima Linea, Michele Viscardi, noto alla stampa come «il killer dagli occhi di ghiaccio», risponde alle domande della Corte nell'ambito di un'udienza del processo 7 Aprile (1984).
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Tra i principali temi toccati durante le deposizioni: 1) «Il sequestro Moro? Ci siamo meravigliati dell'impresa e abbiamo cercato di prendere contatti con le Br»; 2) «Dicemmo che non avremmo appoggiato l'operazione Moro»; 3) Sul «comando unificato» Prima linea-Formazioni comuniste combattenti; 4) «La colonna romana? La consideravamo la più movimentista e per questo la più vicina a noi»; 5) Il primo incontro a Roma col bierre Seghetti; 6) Il secondo incontro a Roma con Seghetti e Gallinari; 7) Sulle «difficoltà di comprensione» delle rispettive «terminologie»; 8) Sull'ipotesi di un «aggancio-comune» Br-PL; 9) Sulla rivista Metropoli e il ruolo di Oreste Scalzone; 10) «I Comitati comunisti rivoluzionari? Ci offrirono alcune armi provenienti dal Libano»; 11) L'interesse per la Fiat di Cassino e Napoli; 12) «I primi contatti coi brigatisti? All'inizio del '77, a Torino»;
13) «Prima Linea? Nel '79 ebbe un bilancio di oltre un miliardo di lire»; 14) Sul ruolo delle rapine di autofinanziamento e il reperimento di armi; 15) «Il fine? Era quello di scatenare la guerra civile in Italia»; 16) «Abbiamo confuso il malcontento con la disponibilità di prendere un mitra in mano»; 17) Il corteo del 1° maggio 1977 a Milano; 18) La «ricerca» di un dirigente della Magneti Marelli per sparargli alle gambe;
19) «Oggi mi sono reso conto del nulla che c'era dietro la lotta armata»; 20) «Alessandrini? E' stata una operazione difensivistica»;Tue, 11 Nov 2025 - 437 - [437] Per un «inquadramento storico» dei NAR. Parla Valerio FioravantiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Nel primo contributo proponiamo la deposizione, in qualità di imputato, di Valerio Fioravanti (Bologna, 22 dicembre 1993) nel corso di un'udienza del secondo appello per la strage del 2 agosto 1980. Nel secondo contributo (Roma, 10 novembre 1989), durante un'udienza del processo d'appello per la strage di Bologna, Fioravanti racconta alla Corte i dettagli dell'assalto a Radio Città Futura, avvenuto a Roma il 9 gennaio 1979.
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Tra i principali temi toccati durante le deposizioni: 1) «I vecchi gruppi? Hanno lavorato per anni e non hanno prodotto niente»; 2) «Ci hanno attribuito 35 omicidi. E c'è un motivo se sono stati fatti»; 3) «Nessuno dei pentiti Nar ha detto qualcosa sulla strage di Bologna»; 4) Sulla teoria della «banda super segreta»; 5) «Non bisogna confondere un gruppo misterioso come Avanguardia nazionale con un gruppo esplicito, noto, dissezionato in tutti i modi»; 6) «Il pregiudizio verso di noi? Essere troppo giovani per aver fatto tutto da soli»; 7) «Dopo Acca Larentia volevamo vendicarci del Msi»; 8) «Le 250 mila pagine di atti processuali? Strategia della confusione»; 9) Sulla vicenda delle cartelle cliniche di Massimo Sparti; 10) «La strage? Ho una mia idea»; 11) Sul «tatuaggio» di Picciafuoco; 12) «Il nostro controllo sulla piazza romana? Non attraverso i libri»; 13) L'azione a Radio città futura; 14) I «messaggi verso destra» e verso «la sinistra».Fri, 07 Nov 2025 - 436 - [436] Loggia P2. Berlusconi e Costanzo raccontano la loro adesioneDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Nel primo contributo proponiamo la deposizione di Silvio Berlusconi nel corso di un'udienza del processo alla Loggia Massonica P2 (1993). Nel secondo, la deposizione di Maurizio Costanzo in qualità di testimone nel corso del processo per il crack del Banco Ambrosiano Veneto (1991). Entrambe le deposizioni sono incentrate sulla adesione dei due importanti personaggi pubblici alla Loggia massonica di Licio Gelli.
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Tra i principali temi toccati durante le deposizioni: 1) B: «La P2? Tutto quanto si risolse nella mia adesione, sollecitatami dall'amico Roberto Gervaso»; 2) B: «Gervaso mi parlò di Gelli in termini molto positivi. Appariva circondato da buona considerazione generale»; 3) B: «Incontrai Gelli due volte. Mi riempì di complimenti»; 4) B: «Appariva come un Rotary o un Lions. Gervaso insistette particolarmente»; 5) B: «Mi mandarono una tessera con su scritta una cosa ridicola: apprendista»; 6) B: «Non ne trovai traccia nei miei diari»; 7) B: «Gervaso voleva scrivere sul Corriere della Sera»; 8) B: «Si vedeva in me una persona di sicuro avvenire»; 9) B: «Tassan Din? Lo conobbi per l'acquisto del settimanale Tv sorrisi e canzoni»; 10) B: «Ero amico di Franco Di Bella»; 11) B: «Avevo della massoneria una impressione positiva, perché anche in casa c'erano delle tradizioni al riguardo»; 12) B: «Gelli? Era risaputo che aveva una importante influenza in casa Rizzoli»; 13) B. «Non sapevo che Corona e Carboni fossero massoni»; 14) C: «L'intervista a Gelli sul Corriere? Faceva parte di una serie che si chiamava "Il fascino discreto del potere occulto"»; 15) C: «Fu Tassan Din a dirmi che Gelli voleva essere per forza intervistato da me»; 16) C: «Fu una intervista faticosissima. E non dettata»; 17) C: «Ricevetti tante telefonate di complimenti»; 18) C: «Ho conosciuto Gelli per invitarlo alla trasmissione televisiva Bontà loro. Era il luglio-settembre 1977»; 19) C: «All'Excelsior, primi del 1978, mi fece l'offerta di iscrizione»; 20) C: «Al momento della iscrizione ero ai massimi professionali»; 21) C: «Vivevo un difficile momento psicologico. Ho aderito per cretinismo»; 22) C: «Il settimanale l'Occhio? Fu un processo complesso».Tue, 04 Nov 2025 - 435 - [435] Franco Freda: «Izzo? Con lui c'erano rapporti di tolleranza e di indulgenza»Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Brescia, 1987. Franco Freda depone in qualità di teste nel corso di un'udienza del processo Piazza della Loggia.
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Tra i temi toccati durante la deposizione: 1) «Trani? Erano periodi di permanenza ridotti. Accettai l'ospitalità di Concutelli»; 2) «Ferri? Avevo un ricordo di una persona molto attenta sotto il profilo della preparazione dottrinaria»; 3) «Non ho mai conosciuto Buzzi»; 4) «Per indole, sono distratto in fatto di dicerie»; 5) «Latini, Izzo e Concutelli? Erano nella stessa cella, a periodi alterni»; 6) «Il passeggio, a Trani, veniva effettuato tutti assieme. Per una ragione igienica»; 7) «Izzo? Con lui c'erano rapporti di tolleranza e di indulgenza»; 8) Sulle possibilità di «rigenerazione» di Izzo; 9) Sul possibile inserimento di Izzo all'interno della rivista carceraria «Quex»; 10) «Buzzi collaboratore dei carabinieri? E' agli atti».Fri, 31 Oct 2025 - 434 - [434] Caso Moro. Confronto Morucci-FarandaDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Adriana Faranda e Valerio Morucci, ex militanti delle Brigate Rosse, vengono messi a confronto nel corso del processo Moro Quinquies (1996). Tra gli argomenti trattati: l'assassinio dell'onorevole Aldo Moro, la mitraglietta Skorpion utilizzata per l'omicidio e i ruoli dei brigatisti coinvolti.
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Tra i principali temi trattati durante il confronto: 1) F: «Morucci? Mi riportò dei particolari dolorosi sull'omicidio Moro»; 2) F: «Ambedue sapevamo che lì, in via Montalcini, c'era Maccari»; 3) M: «Dopo la telefonata a Tritto, non ho alcun ricordo»; 4) F: «Non ricordo che mi si parlò di inceppamento tecnico dell'arma, ma del blocco di Moretti»; 5) M: «L'unica cosa che ho trattenuto nella memoria è che ci fosse stato un inconveniente con le armi»; 6) F: «Sbobinavano? Non lo sapevamo, così come che stessero registrando»; 7) Sul ruolo di Gallinari all'interno dell'appartamento di via Montalcini; 8) M: «Che uno stesso soggetto utilizzasse due armi? Tutto è possibile»; 9) Sulla «candidatura» di Maccari per via Montalcini; 10) «Moretti? Oltre alla Skorpion era in possesso della propria arma. Non essendo silenziata, non fu usata per uccidere Moro.»Tue, 28 Oct 2025 - 433 - [433] «Prodi? Era tra i più increduli». Sequestro Moro, la seduta spiritica del 2 aprile 1978Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 23 giugno 1998. Seduta della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi (presidenza Giovanni Pellegrino). Parla il professore Alberto Clò, uno dei partecipanti alla nota seduta spiritica del 1978.
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Tra i principali temi toccati durante l'audizione: 1) «A noi colpì che il piattino si muovesse con grande rapidità»; 2) «Gradoli venne fuori in risposta a una domanda specifica»; 3) «Qualsiasi medium escluderebbe che un fatto medianico possa avvenire in una atmosfera scherzosa»; 4) «E' impossibile che qualcuno governasse il piattino senza che gli altri potessero accorgersene»; 5) «Il fatto che il piattino si muovesse resta un fatto a me assolutamente inspiegabile»; 6) «Prodi? Ha fatto domande anche lui. Ed era tra i più increduli»; 7) «La domanda vivo o morto? La risposta fu che era vivo»; 8) «Escludo che qualcuno tra i presenti avesse conoscenze nella Autonomia».Fri, 24 Oct 2025 - 432 - [432] Bruno Tassan Din: «L'acquisto del Corriere della Sera? Trascendeva il fatto economico»Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Milano, 4 marzo 1991. Bruno Tassan Din depone in qualità di imputato nel corso del processo per il crack del Banco Ambrosiano, raccontando la vicenda dell'acquisto del Corriere della sera da parte della Rizzoli e l'incontro con Licio Gelli, il «Maestro venerabile» della Loggia P2.
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Tra i temi toccati durante la deposizione: 1) Settembre 1973. Da Montedison alla Rizzoli; 2) «La Rizzoli? Si presentava come una azienda sana, pur con uno sviluppo dei costi»; 3) «La decisione più importante di un editore è la scelta di un buon direttore»; 4) «La Comit era, all'epoca, la banca preferenziale del Gruppo Rizzoli»; 5) «Ho cercato di impostare un controllo di gestione. L'azienda era vecchia industrialmente»; 6) «Abbiamo 25 miliardi di debiti a breve termine. Cerchiamo di metterne metà a medio termine»; 7) «L'acquisto del Corriere della Sera? Vengo informato dopo»; 8) Un acquisto «a scatola chiusa»; 9) «Non costa 50 miliardi. Costa 100 miliardi»; 10) «La decisione fu di Andrea Rizzoli, supportata discontinuamente da Angelo»; 11) «Il Corriere della Sera trascendeva il fatto economico»; 12) L'accordo con la Montedison; 13) «L'azienda Corriere della Sera, che perdeva 15 miliardi all'anno, aveva una produttività bassissima»; 14) Non solo Montedison, Comit e Agnelli. «Dovevamo pagare 10 mila persone»; 15) «I Rizzoli si erano smarriti»; 16) «Ci spostiamo su Roma per cercare di ottenere i finanziamenti»; 17) «Il Corriere è comunista»; 18) «Cerchiamo disperatamente altre soluzioni»; 19) Primavera 1975. L'avvocato Ortolani; 20) «Vi presento una persona che vi può molto aiutare».Tue, 21 Oct 2025 - 431 - [431] Banda della Uno bianca, la strage del Pilastro. Parla Roberto SaviDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Bologna, 12 dicembre 1994. Roberto Savi, membro della Banda della Uno bianca, depone al processo per la strage del Pilastro (4 gennaio 1991) che costò la vita a tre carabinieri.
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Tra i temi toccati durante la deposizione: 1) «Dovevamo procurarci delle auto»; 2) «Pensai volessero fermarci»; 3) «Ero messo abbastanza male»; 4) «Colpi di grazia? Non sono in grado di confermare»; 5) «Perché li abbiamo uccisi? Per non essere fermati»; 6) «Il mio Ar 70? Non ha mai avuto un dispositivo per lo sparo a raffica»; 7) «Sì, ho usato un raccogli-bossoli»; 8) «Il driver? Spesso ero io»; 9) «I depistaggi di Macauda? Probabilmente avrà avuto i suoi buoni motivi»; 10) «L'azione contro i campi nomadi? Un depistaggio».Fri, 17 Oct 2025 - 430 - [430] Alessandro D'Ortenzi: «La batteria con De Pedis? Era la migliore di Roma»Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 4 marzo 1996. Alessandro D'Ortenzi, detto «Zanzarone», depone nel corso di un'udienza del processo alla Banda della Magliana.
Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.
Tra i temi toccati durante la deposizione: 1) «Aldo Semerari? E' stato un mio carissimo amico»; 2) «Mi dichiaro un nazifascista. Di fatto e di nome»; 3) «La batteria di Testaccio con De Pedis? Era la migliore di Roma»; 4) «A fine 1978 io, Abbatino e Toscano, abbiamo tentato di ricostruire una batteria»; 5) «Le perizie compiacenti? Io sono stato dichiarato totale infermo di mente»; 6) «Se qualcuno dei servizi mi vuole sparare addosso, non ho paura»; 7) «Abbatino e Toscano? Volevano conoscere soprattutto le potenzialità del prof. Semerari»; 8) «Le riunioni? Si parlava della destabilizzazione del Paese»; 9) Sulla ipotesi di un delitto a Londra; 10) Sulla perizia Colafigli; 11) «Dopo la morte di Semerari, mi sono ritirato, in buon ordine, a Rieti»; 12) «Non c'è gente della malavita romana che non conosca Zanzarone»; 13) «Abbatino Maurizio? E' un pentito depistante».Tue, 14 Oct 2025 - 429 - [429] Banda della Magliana: parla un ex funzionario dei servizi segretiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Perugia, 5 febbraio 1998. Il colonnello Giancarlo Paoletti, funzionario del SISDE in pensione, depone, in qualità di testimone, nel corso di un'udienza del processo Pecorelli.
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Tra i temi toccati durante la deposizione: 1) «Rapporti istituzionali con Abbruciati e De Pedis? Questa domanda potrebbe essere auto-indiziante...»; 2) «L'incontro con Abbruciati? Fu casuale e non voluto»; 3) «Prendevamo contatti con il direttore del carcere di Rebibbia»; 4) «Ricordo di avere avuto incontri in carcere o con De Pedis o con Maragnoli»; 5) «Non vi furono sviluppi operativi»; 6) «Abbruciati? Mi chiese più di quanto io fossi disposto a dargli»; 7) «Le richieste di denaro? Era più facile assecondarle. Gli interventi a livello processuale venivano respinti»; 8) «La risposta negativa ad Abbruciati? Ritengo sia stata decisa a livello centro»; 9) «Per raccogliere info su Carminati e altri ambienti della destra, chiedemmo a Barbera di favorire contatti con De Pedis, Abbruciati e Maragnoli»; 10) «Nomi di copertura? Nei rapporti con la malavita organizzata, si cercava di non usarli»; 11) «Si viveva un periodo intensissimo di lavoro»; 12) «La fonte logistica? Pur non dando notizie su un certo argomento, può collaborare alla buona riuscita di una operazione»; 13) «L'ambiente del terrorismo di sinistra era più blindato, più difficile da penetrare»; 14) «Al di là di un premio in danaro o alla restituzione della patente, non si andava»; 15) Sul tema dei rapporti, non sempre di natura istituzionale, tra banda della Magliana ed esponenti delle forze dell'ordine.Fri, 10 Oct 2025 - 428 - [428] Processo a Ordine Nuovo, parla Sergio CaloreDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Roma, 28 novembre 1988. Sergio Calore, ex ordinovista e collaboratore di giustizia, risponde alle domande del Presidente della Corte, Severino Santiapichi, nel corso di un'udienza del processo a Ordine Nuovo.
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Tra i temi toccati durante l'interrogatorio: 1) Gennaio 1984. L'inizio della «collaborazione» di Sergio Calore; 2) Novembre 1976. Sulla compravendita di hashish per «autofinanziamento»; 3) I «dépliant di armi» in un albergo di Monteporzio Catone; 4) Estate '76. Concutelli «esautora di ogni responsabilità» il gruppo dirigente all'estero di ON; 5) I «GAO» (Gruppi d'Azione Ordinovista); 6) La cena «Da Nino» alla Camilluccia. Il «contrasto» tra Concutelli e Signorelli; 7) Lo «Stato di tipo organico» teorizzato da ON; 8) Azioni rivendicate e non; 9) Un «gruppo che si raccoglieva attorno a Concutelli»; 10) «Contro l'Utopia marxista».Tue, 07 Oct 2025 - 427 - [427] Tra lo stregone e il generale. La controversa figura di Isabel Perón (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 16 (3/10/2025)
María Estela Martínez Cartas, detta «Isabelita», ballerina diventata presidente dell’Argentina, rimane una figura enigmatica e controversa. Dal legame con Perón e l’influenza di López Rega fino al golpe del 1976, la sua parabola mescola spiritismo, potere, intrighi e oblio. Una storia che segna le ombre del peronismo e dell’intera nazione argentina.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) «No me atosigués!». Un emblema della distanza di Isabelita dalla realtà argentina; 2) Il golpe del 24 marzo 1976 e l’indifferenza del Paese alla sua deposizione; 3) Oblio e rimozione dalla memoria storica e politica argentina; 4) Origini e famiglia «adottiva»; 5) Lo spiritismo e la costruzione di una nuova identità; 6) Una carriera artistica deludente. Le accuse di essere stata una «bataclana»; 7) L’incontro con Perón. Da semplice a presenza stabile nella vita del caudillo; 8) Il ruolo a Puerta de Hierro; 9) L’ingresso del «Brujo» López Rega; 10) La vicepresidenza e la «Triple A»; 11) Un silenzio durato decenni.Fri, 03 Oct 2025 - 426 - [426] Kabul e l'eroina. Alla ricerca di «Paolo», disperso in Afghanistan (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 15 (26/9/2025)
Milano, 1974. Due ragazzi tornano da Kabul con una storia inquietante: feste, droga, ospedali improvvisati e un amico rimasto in Afghanistan. Il racconto dei giovani e l’inchiesta del giornalista Giovanni Belingardi svelano un fenomeno che toccò migliaia di occidentali tra anni Sessanta e Ottanta: la «via della droga» verso Oriente, tra illusioni mistiche, eroina a basso costo e destini spezzati.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Una intervista del Corriere d’Informazione; 2) I viaggi in Oriente. La droga a Kabul; 3) Il caso di «Paolo»; 4) Le famiglie in allarme; 5) L’indagine del ministero dell’Interno; 6) Un reporter alla ricerca di «Paolo». Giovanni Belingardi; 7) La «Chicken Street» di Kabul; 8) Testimonianze dirette; 9) Padre Angelo Panigati, il «prete dei drogati»Fri, 26 Sep 2025 - 425 - [425] Sui fondi sovrani cinesi. Parla Alessandro ArduinoDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Università statale di Milano, 11 marzo 2010. Audio della presentazione del libro di Alessandro Arduino Il fondo sovrano cinese (O Barra O Edizioni).
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati all'interno della registrazione: 1) La Cina. Da «fabbrica del mondo» a «player globale» nelle acquisizioni estere; 2) Il «socialismo di mercato». Da ossimoro capace di strappare sorrisi a possibile modello alternativo; 3) L'errata «profezia» di James Chanos sulla Cina;
4) Visioni catastrofiste o eccessivamente ottimistiche; 5) «Non è possibile che la Cina cresca così tanto. Giocano sui numeri»; 6) Il tema dello «sviluppo a lungo termine»; 7) Il fondo sovrano cinese. Alcune caratteristiche; 8) Sulla «velocità» dello sviluppo cinese; 9) L'accumulo di riserve in valuta estera per investire nei Paesi in crisi o in via di sviluppo; 10) Gli «altri» fondi sovrani cinesi; 11) L'invecchiamento della popolazione cinese; 12) «Gli obiettivi cinesi non sono soltanto di carattere economico»; 13) Due figure-chiave: Lou Jiwei e Gao Xiqing; 14) I fondi sovrani come strumenti per «affievolire» la concorrenza straniera sui mercati esteri; 15) «Meglio il Giappone della Cina»; 16) Dall'export ai consumi interni; 17) Sulla «ristrutturazione» delle forze armate secondo «criteri aziendali»; 18) «La stragrande maggioranza dei tecnocrati cinesi ha una laurea in ingegneria»; 19) Domande e risposte.Fri, 19 Sep 2025 - 424 - [424] La mafia a Milano. Parla Giampiero RossiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Milano, aprile 2012. Intervento del giornalista Giampiero Rossi, coautore con Mario Portanova e Franco Stefanoni del libro Mafia a Milano. Sessant'anni di affari e delitti(Melampo editore, 2012).
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati all'interno della registrazione: 1) «Andreotti ha qualcosa a che vedere con la mafia. A Milano c'è un partito trasversale della corruzione e secondo noi Craxi ne sa qualcosa»; 2) «A Milano c'è la mafia». La reazione di Pillitteri e Craxi; 3) Il «fortino di via Bianchi»; 4) La prima edizione del libro «Mafia a Milano. Quarant'anni di affari e delitti» (1996); 5) Cosa Nostra italo-americana. Primi anni Cinquanta, a Milano; 6) Joe Adonis e Lucky Luciano; 7) Lacune normative e soggiorni obbligati; 8) L'arresto di Liggio; 9) La Direzione distrettuale antimafia di Milano; 11) «Gettate fango». Si continua a negare; 12) La fase di «inabissamento»; 13) Imprenditoria «impermeabile» e politica «negazionista"».Fri, 12 Sep 2025 - 423 - [423] La strategia della tensione in Europa. Parlano Giannuli, Deliolanes, DondiDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Università degli Studi di Milano, aprile 2011.
Registrazione parziale del convegno «Chi è Stato? La strategia della tensione in Europa (1969-1974)», organizzato dal Laboratorio Lapsus.
Interventi:Aldo Giannuli, già docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano e consulente di diverse procure (tra cui Milano, per la strage di piazza Fontana, e Brescia, per la strage di piazza della Loggia). Titolo dell’intervento: «Lo scenario internazionale tra consolidamento e rotture».Dimitri Deliolanes, corrispondente della TV greca ERT e autore di numerosi lavori sul contesto storico-politico greco. Titolo dell’intervento: «L’attività eversiva del regime dei colonnelli in Italia e in Grecia».Mirco Dondi, docente di Storia contemporanea all’Università di Bologna. Titolo dell’intervento: «L’Italia e la democrazia anomala».Tra gli argomenti trattati all'interno della registrazione: 1) Sulla corretta definizione di «strategia della tensione»; 2) La politica della distensione; 3) La teoria della «guerra rivoluzionaria»; 4) Grecia, Indonesia, America latina; 5) Il ruolo della Francia; 6) Destabilizzare per stabilizzare; 7) La firma dei trattati di Helsinki; 8) «All'insaputa della CIA». Sul regime del colonnelli, in Grecia; 9) Cipro; 10) Sulla attività eversiva dei colonnelli in Italia; 11) Il «piano Demagnetize»; 12) Le «Stay behind» europee; 13) Uomini del negoziato e trame repressive; 14) Forze armate e Confindustria; 15) Tra illegalità e complicità internazionali.Fri, 05 Sep 2025 - 422 - [422] Il ritorno del populismo in Italia. Parla Roberto BiorcioDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Milano, 2015. Lezione del professor Roberto Biorcio (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca).
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la lezione: 1) Sulla rinascita del populismo, in Italia; 2) Il problema del populismo come «intrinseco alla democrazia»; 3) Una «rinascita» che parte dagli anni Ottanta; 4) Il tramonto dei partiti di massa. L'appello al popolo «contro le élite»; 5) Sulle varie «tipologie» di populismo; 6) Il ruolo dei partiti di sinistra; 7) La destra populista; 8) La Prima repubblica e il «limitato spazio» per il populismo; 9) La «crisi» di fine anni Ottanta; 10) Tangentopoli e l'inizio della cosiddetta «Seconda repubblica»; 11) Gli anni Novanta. La Lega Nord; 12) Berlusconi e il «tele-populismo»; 13) I Cinque stelle; 14) «I politici sono un po' spaventati quando la gente va a votare su un argomento»; 15) Renzi.Fri, 29 Aug 2025 - 421 - [421] Danilo Abbruciati e i misteri della sua sepoltura (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 14 (22/8/2025)
Danilo Abbruciati, detto «er Camaleonte», è una delle figure più enigmatiche della cosiddetta Banda della Magliana. La sua parabola criminale, dalle borgate romane fino all’attentato a Milano contro Roberto Rosone, vicepresidente del Banco Ambrosiano, intreccia rapporti con servizi segreti, faccendieri e mafiosi. Ma i misteri non finiscono con la sua morte: dalle tumulazioni anomale al Verano emergono domande senza risposta che coinvolgono anche la famiglia De Pedis.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Un uomo, una identità inesistente. Enrico Branceto; 2) Lo spostamento della salma di Abbruciati per far posto ad Antonio De Pedis; 3) Il «Lord Brummel del crimine». Sulla figura di Danilo Abbruciati; 4) L’attentato a Roberto Rosone; 5) Mandanti ignoti; 6) I rapporti con elementi dell'intelligence; 7) I permessi di guida rilasciati da Nigeria e (forse) Nicaragua; 8) Una strana tumulazione.
L'immagine di anteprima utilizzata per questo episodio è frutto di una nostra rielaborazione delle più diffuse foto di Abbruciati presenti on line.Fri, 22 Aug 2025 - 420 - [420] L'Operazione Thesaurus-Rubikon. Come CIA, NSA e BND spiavano il mondo (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 13 (15/8/2025)
Per decenni, attraverso la società svizzera Crypto AG, CIA e BND hanno spiato governi e servizi segreti di mezzo mondo, fornendo macchine cifranti manipolate. Dall’America Latina alla guerra delle Falkland, fino agli odierni dibattiti su 5G e backdoor, l’Operazione Rubikon mostra come il controllo dell’informazione resti una posta strategica globale.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Alle origini dell’Operazione Thesaurus/Rubikon; 2) Il tema delle deliberate «vulnerabilità crittografiche»; 3) La «portata globale» dell'Operazione Thesaurus/Rubikon; 4) Casi emblematici; 5) Il ruolo della Svizzera; 6) A un passo dallo scandalo; 7) La fine ufficiale del programma; 8) L’eredità (molto attuale) di «Rubikon».Fri, 15 Aug 2025 - 419 - [419] Mino Pecorelli e il trionfo di Bettino. L’ascesa di Craxi negli articoli di OP (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 12 (8/8/2025)
Mino Pecorelli fu tra i primi a intuire l’ascesa di Craxi, grazie a fonti riservate e un acuto fiuto politico. Dalle colonne dell’Osservatore Politico anticipò il cambio di rotta del PSI, il ruolo degli USA, l’isolamento del PCI e le convergenze tra socialisti, DC e ambienti piduisti. Un’analisi lucida, giocata in anticipo sul futuro della politica italiana.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Craxi segretario del Psi. L'anticipazione di Pecorelli nel 1975; 2) Il PSI come «nuovo» perno politico italiano; 3) Il sostegno degli Stati Uniti; 4) L’anticomunismo craxiano come linea guida; 5) Il caso Moro come «spartiacque»; 6) La «copertura culturale» contro il Pci; 7) Il consolidamento della segreteria Craxi all'interno del Psi; 8) Gli appoggi occulti e il ruolo della P2; 9) Le fonti e il «metodo» Pecorelli.Fri, 08 Aug 2025 - 418 - [418] «Operazione Alex». L'agguato contro Emilio Alessandrini (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 11 (1/8/2025)
Il 29 gennaio 1979, a Milano, Prima Linea uccide il giudice Emilio Alessandrini. Trentasette anni, figura chiave delle indagini sugli anni di piombo e sulla criminalità economica, Alessandrini era un magistrato riservato e meticoloso. L’attentato, compiuto da un commando guidato da Sergio Segio e Marco Donat-Cattin, fu pianificato nei minimi dettagli e portato a termine in pochi secondi.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) 29 gennaio 1979; 2) La dinamica dell’agguato; 3) Un magistrato simbolo delle inchieste più delicate sugli anni di piombo; 4) Il rifiuto della scorta; 5) Il gruppo di fuoco; 6) Le indagini seguite da Alessandrini; 7) Le «motivazioni» dell’attentato; 8) Il contesto milanese; 9) Il profilo umano di Alessandrini; 10) Milano e l'ondata di sdegno dopo l'attentato.Fri, 01 Aug 2025 - 417 - [417] Lo chiamavano «Cocomero». La storia violenta di Cristiano Fioravanti (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 10 (25/7/2025)
Dall’infanzia all’ombra del fratello «Giusva» al crimine: la parabola di Cristiano Fioravanti, tra conflitti familiari, militanza neofascista, rapine e sangue. Un racconto che attraversa gli anni di piombo romani, fino al pentimento e alle rivelazioni che segnarono la storia dei NAR e delle loro vittime.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Un'infanzia difficile; 2) Dalla pubblicità alla militanza neofascista; 3) La ricerca di «alternative» a una famiglia instabile; 4) L'escalation di violenza; 5) L’omicidio di Walter Rossi; 6) Rapine e banda armata; 7) Il ruolo nei NAR e la deriva criminale; 8) Arresto e pentimento.Fri, 25 Jul 2025 - 416 - [416] Gli agenti seduttori della DDR. Il «metodo Romeo» (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 9 (18/7/2025)
Negli anni della Guerra fredda, la Germania Est affidò a uomini addestrati alla seduzione una missione precisa: conquistare il cuore — e i segreti — di segretarie e funzionarie operanti in strutture chiave del mondo politico-militare occidentale. Nasce così il «metodo Romeo», strategia spionistica fondata sulla manipolazione affettiva e psicologica. Relazioni costruite con pazienza, fiducia guadagnata a caro prezzo, documenti trafugati nel silenzio di uffici e camere da letto. Ma dopo il crollo del Muro, a finire sotto processo, più che gli agenti, furono le vittime. In questo episodio, ricostruiamo le origini, le tecniche e le storie dimenticate di una delle più subdole operazioni della Stasi: la guerra condotta con «l’amore» come arma.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) I processi degli anni Novanta. Le vittime degli «agenti Romeo» sul banco degli imputati; 2) Sedurre per spiare. La strategia dell’HV A; 3) Una condivisione di lingua e cultura capace di favorire l’infiltrazione; 4) Casi «celebri». Da Ursel Lorenzen a Gabriele Gast; 5) Le coperture «false flag»; 6) Carisma, empatia, discrezione. L’addestramento dei «Romeo»; 7) Dettagli tecnici, profili psicologici e organizzazione delle operazioni; 8) Imparare a mimetizzarsi nella società capitalista. l ruolo dell’Accademia di Belzig; 9) La gestione psicologica delle vittime; 10) Gli abbandoni improvvisi. Le vite distrutte e l'assenza di riflessione sui costi umani del «metodo».Fri, 18 Jul 2025 - 415 - [415] Klaus Barbie. Dalla Gestapo al narcotraffico internazionale (MONDO CONTEMPORANEO)Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.
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Puntata 8 (11/7/2025)
Dalla Gestapo di Lione al Cartello di Medellín, passando per i servizi segreti occidentali. La parabola inquietante di Klaus Barbie racconta una verità scomoda: l’ex SS sopravvisse al Terzo Reich grazie all’intelligence americana e tedesca, riciclato prima nella lotta al comunismo, poi nel traffico globale di droga e armi. Un viaggio tra processi, documenti declassificati e complicità rimaste nell’ombra.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1. Il «boia di Lione»; 2. La protezione, dopo la guerra, dei servizi segreti americani e tedeschi; 3. La «lotta anticomunista» e la fuga in Sud America; 4. In Bolivia con l’identità di Klaus Altmann; 5. Un punto di riferimento per reti paramilitari, regimi autoritari e trafficanti di droga; 6. Il Batallón de Inteligencia 601; 7. Il «lavoro» in parallelo con il narcotraffico internazionale; 8. La cattura e l’estradizione in Francia nel 1983; 9. Il processo Barbie; 10. Sulla continuità tra «personale nazista» e operazioni clandestine della Guerra FreddaFri, 11 Jul 2025 - 414 - [414] MONDO CONTEMPORANEO: «Reimparare a stare insieme? Un problema di specie». Parla Renato CurcioAmazon (vetrina): clicca qui
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Puntata 7 (30/5/2025)
Roma, 23 maggio 2025, sede dellaAssociazione Che Guevara ONLUS . Presentazione del libro «Sovraimplicazioni. Le interferenze del capitalismo cibernetico nelle pratiche di vita quotidiana» (Renato Curcio, Sensibili alle Foglie, 2024). Registrazione dell'evento a cura di Sebastiano Palamara (Spazio 70).
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Sulla «industria dell'intelligenza artificiale»; 2) Un tipo di macchine «diverso da quello del Novecento» in un «modo di produzione identico»; 3) Il concetto di «sovraimplicazione»; 4) Sulla «infrastruttura sociale di internet»; 5) L'intelligenza artificiale come «infrastruttura» gestita, nel suo insieme, da «un gruppo di potere infinitamente piccolo e infinitamente potente»; 6) La «razionalità tecnica» come «moltiplicatore dell'irrazionalità»; 7) Una riflessione sulla differenza tra intelligenza artificiale e intelligenza sociale; 8) Domande e risposte.Fri, 30 May 2025 - 413 - [413] MONDO CONTEMPORANEO. Alberto Franceschini. La parabola di un fondatore delle Brigate rosseElevenLabs (prova gratuita): clicca qui
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Puntata 6 (23/5/2025)
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: Origini familiari e formazione politica
Nato in una famiglia antifascista, Franceschini cresce nel mito della cosiddetta «Resistenza tradita», elemento fondante della sua futura scelta rivoluzionaria.Dalla FGCI alla rottura con il PCI
Dopo una prima fase di impegno, abbandona la FGCI nel 1969 deluso dalla moderazione del partito e attirato dalla sinistra extraparlamentare.La nascita delle Brigate Rosse
Nel 1970, Franceschini è tra i fondatori delle BR. Assume un ruolo centrale nell’organizzazione della lotta armata e diventa il primo latitante dell'organizzazione.Il sequestro Sossi come salto di qualità
Alberto Franceschini guida, insieme a Mara Cagol, il primo sequestro politico delle BR: un’operazione che proietta l’organizzazione sulla scena nazionale.L’arresto del 1974 e il ruolo di «Frate Mitra»
Catturato a Pinerolo, in un’operazione organizzata dai Carabinieri, Franceschini sospetterà sempre di un tradimento interno legato a Mario Moretti.Processi, condanne e carcere duro
Condannato per banda armata, sequestro e omicidio, trascorre diciotto anni in carcere, mantenendo una linea di totale intransigenza negli anni iniziali.Scissioni interne e adesione al «Partito guerriglia»
In carcere si schiera con la corrente più radicale guidata da Giovanni Senzani, prendendo parte anche a una fallita evasione dal carcere nuorese di Badu ’e Carros.Il caso Moro e il sospetto di etero-direzione
Pur detenuto, segue il sequestro Moro e sospetta in seguito che l’operazione sia stata condizionata da poteri occulti. Testimonierà in tal senso davanti alla Commissione Stragi nel 1999.Dissociazione, scarcerazione e reinserimento
Aderisce alla dissociazione ideologica, ottiene una riduzione della pena e viene scarcerato nel 1992. Lavora all’ARCI e si mantiene lontano dai riflettori.Memoria critica e rifiuto della violenza
Rifiuta il ritorno al terrorismo nei primi anni 2000, criticando la deriva «lottarmatista» delle cosiddette «nuove Brigate rosse».Fri, 23 May 2025 - 412 - [412] Fine della lotta armata e riflessione sui prigionieri politici. Parlano Curcio, Moretti e Balzerani➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca qui
Contatti: redazione@Spazio70.com
Speciale TG1, 21 marzo 1988. Ennio Remondino intervista Mario Moretti, Barbara Balzerani e Renato Curcio. Tra i principali temi sollevati durante l'intervista: 1) «Con Moretti non ci vedevamo da dieci anni»; 2) «Noi valutiamo che il ciclo sociale di lotte entro il quale sono nate le Br sia sostanzialmente esaurito»; 3) «Non abbiamo vinto, ma non è molto chiaro chi è che ha vinto...»; 4) Sulla «differenza» tra lotta armata e terrorismo; 5) Il problema della «soluzione politica»; 6) Il tema delle «condizioni di libertà per i prigionieri»; 7) «Se il problema fosse soltanto quello della libertà, potrei cavarmela con le leggi sui pentiti e la dissociazione»; 8) «Moro? E' stata una scelta politica, coerente con la lotta armata»; 9) «Ai partiti fu posta la questione dei prigionieri»; 10) «Non esistono retroscena, non esiste niente che non sia stato pubblicato. Non esistono memoriali né bobine. Non esiste niente che non sia noto per una analisi storica corretta»; 11) «Le bobine e le docce che si rompono? Sono fatti di cronaca di nessuna importanza, che nascondono l'importanza reale dei dati politici»; 12) «Via Gradoli? Un episodio di una banalità sconcertante»; 13) «I prigionieri? Non hanno mai partecipato all'elaborazione, anche politica, di azioni armate»; 14) «Un uomo non è mai solo il simbolo che rappresenta»; 15) «Io sono entrato in tutte le grandi fabbriche. Ho fatto comizi, fino al 1974, con due o tremila persone»; 16) «Il lancio della nostra proposta è indirizzato a tutti»;
Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.Fri, 02 May 2025 - 411 - [411] MONDO CONTEMPORANEO. Papa Francesco: il Pontefice che ha cambiato la ChiesaElevenLabs(prova gratuita): clicca qui
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Puntata 5 (25/4/2025)
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Origini e formazione del futuro Pontefice; 2) La carriera ecclesiastica in Argentina; 3) L'elezione; 4) Lo stile pastorale; 5) L'impegno sociale e l'attenzione ai migranti; 6) Le encicliche e il magistero sull’ambiente; 7) Rapporti internazionali e diplomazia; 8) Tensioni e controversie; 9) Problemi di salute e ultimi anni; 10) Eredità spirituale e pastorale.
Sigla: Loopster (Kevin MacLeod);
Brano all'interno dell'episodio: Bach - Violin Concerto in A minor - Complete - BWV1041- GregorQuendelFri, 25 Apr 2025 - 410 - [410] MONDO CONTEMPORANEO. Dopoguerra tedesco: la sfida tra ex nazisti e stalinisti nei ServiziElevenLabs(prova gratuita): clicca qui
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Il ministero della paranoia: clicca qui
Gli uomini diHimmler:clicca qui
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Puntata 4 (18/4/2025)
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio:- Dopo la Seconda guerra mondiale, i Servizi segreti delle due Germanie si riorganizzano sulle ceneri del Terzo Reich, sotto influenze opposte: americana e sovietica.Il BND tedesco-occidentale nasce dall’Organizzazione Gehlen, diretta dal generale Reinhard Gehlen, che offrì agli USA documenti e competenze sul fronte orientale.La narrazione mitica di Gehlen come fondatore dell’intelligence democratica viene smontata dai documenti d’archivio: incompetenza, inefficienza e retaggi autoritari.Gehlen recluta numerosi ex funzionari di Gestapo, SD ed Einsatzgruppen, responsabili diretti di crimini di guerra e della Shoah.Negli anni Sessanta, scandali e infiltrazioni sovietiche rivelano la fragilità del BND, che arriva a contare fino al 20 per cento di personale proveniente dagli apparati nazisti.La Stasi nasce sotto stretto controllo sovietico e viene modellata sul modello del KGB, con una struttura altamente politicizzata e centralizzata.Il personale della Stasi proviene da comunisti «russificati», ex deportati politici, prigionieri rieducati in URSS e giovani formati all'interno del regime.La cultura del «cekismo» staliniano, improntata al fanatismo ideologico e al culto della sorveglianza, permea la mentalità della Stasi fino agli anni Ottanta.Mentre il BND diventa una roccaforte del conservatorismo e dell’anticomunismo, la Stasi si radicalizza nella lotta di classe e nel controllo totalitario.Entrambi i Servizi operano ben oltre i confini nazionali, collaborando con regimi autoritari e partecipando a operazioni controverse durante la Guerra fredda.
Sigla: Loopster (Kevin MacLeod);
Brano all'interno dell'episodio:destiny (Synthwave Music)-Helkimer
Effetti: ElevenLabsFri, 18 Apr 2025 - 409 - [409] MONDO CONTEMPORANEO. La strage di via Schievano (1980, Brigate rosse)ElevenLabs (prova gratuita): clicca qui
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Puntata 3 (11/4/2025)
Tra i principali argomenti trattati: 1) Milano, 8 gennaio 1980, via Schievano; 2) Una tecnica operativa «simile» a quella utilizzata in via Fani; 3) Due uomini, di cui uno a volto scoperto, e una donna; 4) L’appuntato Antonio Cestari; 5) Il vicebrigadiere Rocco Santoro; 6) La guardia Michele Tatulli; 7) Sul contenuto del volantino di rivendicazione brigatista; 8) Il «benvenuto» al generale Dalla Chiesa; 9) L'articolo di Walter Tobagi del 9 gennaio 1980; 10) La partecipazione di Mario Moretti all'agguato.
Sigla: Loopster (Kevin MacLeod);
Brano all'interno dell'episodio: Horror Background Music (DELOSound);
Effetti: ElevenLabsFri, 11 Apr 2025 - 408 - [408] MONDO CONTEMPORANEO: La composizione sociale dell'area eversiva di estrema destraElevenLabs (prova gratuita): clicca qui
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Puntata 2 (04/04/2025).
Tra i principali argomenti trattati: 1) "Un campione composto da 462 individui schedati come militanti o fiancheggiatori" di formazioni eversive neofasciste; 2) Alcune differenze rilevanti tra militanza maschile e femminile; 3) La militanza nell'Italia centrale; 4) Analisi particolareggiata di un opuscolo neofascista.
NOTA METODOLOGICA: Per comprensibili ragioni abbiamo scelto di non leggere l'intero documento, ma soltanto alcune parti. Per queste ultime, il testo è stato riportato fedelmente a esclusione di piccole modifiche apportate per rendere il podcast più fruibile. Ricordiamo che il documento Sisde, oggetto di queste due prime puntate di Mondo contemporaneo, intitolato Rapporto sull'eversione e sul terrorismo di estrema destra, risalente al 1982, originariamente classificato SEGRETO (S), è stato oggetto di declassifica ed è liberamente consultabile dal 22/12/2014.
Sigla: Loopster (Kevin MacLeod);
Brano della pausa pubblicitaria: Synthwave Longing - 80's Emo (Sonican)Fri, 04 Apr 2025 - 407 - [407] MONDO CONTEMPORANEO (NUOVO FORMAT): Aspetti psicopatologici del terrorismo neroElevenLabs (prova gratuita): clicca qui
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Oggi, 28 marzo 2025, inauguriamo Mondo contemporaneo, il nuovo radio-podcast di Spazio70. Un progetto che unisce interviste, approfondimenti e analisi tra cronaca, storia e attualità. Alcuni episodi seguiranno un taglio classico, altri avranno uno stile più radiofonico, con dialoghi e contributi inediti. Un format dinamico per raccontare il presente con lo sguardo di sempre.
Abbiamo scelto di dedicare il primo episodio a un interessante rapporto Sisdesull'eversione di estrema destra. Il documento, intitolato Rapporto sull'eversione e sul terrorismo di estrema destra,risalente al 1982, originariamente classificato SEGRETO (S), è stato oggetto di declassifica ed è liberamente consultabile dal 22/12/2014.
NOTA METODOLOGICA: Per comprensibili ragioni abbiamo scelto di non leggere l'intero documento, ma soltanto alcune parti. Per queste ultime, il testo è stato riportato fedelmente a esclusione di piccole modifiche apportate per rendere il podcast più fruibile.
Tra i principali argomenti trattati all'interno dell'episodio: 1) Sui «nuovi Servizi di Informazione e Sicurezza con competenze specifiche per il terrorismo e l'eversione (SISDE) e per la sicurezza militare e la controingerenza (SISMI)»; 2) «Un mostro sopito, ma mai sconfitto». Il terrorismo di marca neofascista all'alba degli anni Ottanta; 3) Sulle «radici ideologiche dell'estrema destra neofascista»; 4) I «tratti salienti del neofascismo» secondo De Luna e De Felice; 5) Julius Evola; 6) Clemente Graziani; 7) I «campi Hobbit»; 8) Le indagini della magistratura nella prima metà degli anni Settanta; 9) Il «raggruppamento Gelli»; 10) Sugli «aspetti psicopatologici del terrorismo nero»; 11) Sulla «personalità gregaristico-autoritaria». Alcuni tratti «essenziali».Fri, 28 Mar 2025 - 406 - [406] Sul ruolo della controinformazione negli anni Settanta (Giannuli, Gironda, Lucarelli, Scaramucci)
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Milano, Università Statale, marzo 2008. Presentazione del libro Bombe a inchiostro (Aldo Giannuli, BUR, 2008). Assieme all'autore, sono intervenuti Carlo Lucarelli, Piero Scaramucci e Francesco Gironda (portavoce dell'Associazione italiana volontari Stay Behind). Introduzione a cura di Martino Iniziato (Laboratorio Lapsus).
Tra gli argomenti trattati durante la presentazione: 1) Sul ruolo (antico) della controinformazione; 2) «Adesso è molto difficile suscitare scandalo»; 3) Sul libro «La strage di Stato»; 4) La controinformazione come «fenomeno tipicamente italiano»; 5) Sul ruolo «attivo della controinformazione nel difendere la democrazia» italiana; 6) «Una notizia diventa una informazione quando è verificata»; 7) Genova; 8) Il caso Aldrovandi; 9) «Le Br? In quel caso la controinformazione diede poco e niente».
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.Fri, 21 Mar 2025 - 405 - [405] I servizi segreti in Italia. Parlano De Lutiis, Barbacetto, Giannuli e Ilari
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Milano, Università statale, marzo 2010. Presentazione del libro di Giuseppe De Lutiis «I servizi segreti in Italia. Dal fascismo all'intelligence del XXI secolo». Assieme all'autore, sono intervenuti Gianni Barbacetto, Aldo Giannuli e Virgilio Ilari.
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la presentazione: 1) Sulla sottovalutazione della «presenza e forza dei poteri non trasparenti»; 2) «I servizi segreti in uno Stato occidentale? Sul crinale tra la trasparenza democratica e una opacità strutturale»; 3) Sul «livello occulto» della storia italiana; 4) Che cosa si è disposti a tollerare in nome della lotta al terrorismo?; 5) Una storia istituzionale «non più soltanto nazionale»; 6) «Fare storia ignorando il ruolo dei servizi di informazione e sicurezza dopo la seconda guerra mondiale? Impossibile»; 7) «I servizi segreti deviati? Non esistono»; 8) La «via giudiziaria» come alternativa alle «verità dei servizi».Fri, 14 Mar 2025 - 404 - [404] Metodologia e fonti nello studio della strategia della tensione
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Università Statale di Milano, 2010. Lezione sui problemi metodologici nel lavoro storiografico di indirizzo contemporaneista. Il caso della strategia della tensione. Interventi di: Alfredo Canavero, Andrea Saccoman e Aldo Giannuli.
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la lezione: 1) I problemi metodologici nel lavoro storiografico; 2) Il tema delle fonti; 3) Il «guaio della storia come scienza umana»; 4) La lettura (spesso frustrante) delle sentenze giudiziarie; 5) Problematiche specifiche sul tema della strategia della tensione; 6) «Lo storico le spiegazioni le cerca, non le postula»; 7) «Lo storico contemporaneo? Si trova davanti al rischio di annegare nelle sue fonti»; 8) Sulle differenze tra «file», manoscritto e dattiloscritto; 9) Il tema della «complessità del Novecento»; 10) «La strategia della tensione? Non è la spiegazione dei misteri d'Italia»; 11) Domande e risposte.Fri, 07 Mar 2025 - 403 - [403] Cento fuochi. La lotta armata nel '77 (con Emilio Mentasti)
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Milano, 18 dicembre 2022, libreria Calusca (via Conchetta, 18). Presentazione del libro di Emilio Mentasti Cento fuochi. La lotta armata nel '77(DeriveApprodi, 28 ottobre 2022).
Tra i temi toccati durante il dibattito: 1) Il 1977 in Italia. Il contesto; 2) Gli anni Settanta «come ultimo periodo nel quale è stato possibile immaginare un cambiamento radicale della società»; 3) Un movimento «anticapitalista, internazionalista, anti-autoritario e per la classe operaia»; 4) Sulla «irripetibilità» di un movimento fatto di «donne, lavoratori, detenuti, studenti»; 5) Il ruolo «depotenziante» del Pci; 6) In «vista» del Settantasette. Il 1973; 7) Il «riformismo come nemico»; 8) L'uso della violenza come «uno degli aspetti caratterizzanti» del Settantasette; 8) Prima linea, Brigate comuniste, Fcc, Azione rivoluzionaria; 9) L'incremento «esponenziale» del numero di attentati dal '76 al '77; 10) La «guerriglia diffusa»; 11) Sulla assenza di «ricostruzioni collettive»; 12) Sulla «non coniugabilità» tra movimento del Settantasette e «geometrica potenza» brigatista; 13) Sulla «centralità» del 1973; 14) Domande e risposte.Fri, 28 Feb 2025 - 402 - [402] Il ruolo della guerra nel mondo contemporaneo. Parla Giorgio Galli
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Università Statale di Milano, 2010. Lezione del professor Giorgio Galli sul tema della guerra (rivoluzionaria) nel mondo moderno e contemporaneo.
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la lezione:1) «Il problema della guerra fredda? Il fatto che l'Occidente abbia dovuto fronteggiare una rivoluzione anticolonialista appoggiata dai partiti comunisti e dall'Urss»; 2) Le guerre «asimmetriche» pre-1989; 3) Le «tentazioni» sull'utilizzo del nucleare tattico negli anni Cinquanta; 4) Esempi storici di «guerra di guerriglia»; 5) «L'Urss? Non ebbe mai come strategia di politica estera una espansione militare nell'Europa occidentale»; 6) La «competizione asimmetrica»; 7) I «convegni» italiani del 1961 e del 1965; 8) «Se guardo verso il mare, vedo la bandiera rossa a Cuba. Se alzo lo sguardo al cielo, vedo la bandiera rossa nello spazio»; 9) I movimenti arabi nazionalisti; 10) I «colonnelli della guerra rivoluzionaria»; 11) «La strategia della tensione? Non ci fu un pericolo di golpe, ma si volle favorire una soluzione politica per mantenere l'Italia nella Nato»; 12) «Il partito armato? Fu un fenomeno prevalentemente italiano»; 13) Domande e risposte.Fri, 21 Feb 2025 - 401 - [401] Il «golpe» di via Fani. Parlano Galli, De Lutiis e Giannuli
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Università Statale di Milano, marzo 2008. Presentazione del libro «Il golpe di via Fani», di Giuseppe De Lutiis. Assieme all'intervento dell'autore, proponiamo quelli di Giorgio Galli, Aldo Giannuli e Piero Colaprico.
Si ringrazia ilLaboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la presentazione: 1) «Il progetto di Moro? A mio avviso, non comportava l'ingresso dei comunisti al governo»; 2) «Moro aveva recuperato la fiducia degli Stati Uniti»; 3) «L'evoluzione in senso socialdemocratico del Pci? Dopo un decennio, con Moro al Quirinale»; 4) «Un problema non risolto: l'accelerazione dell'iniziativa delle Brigate rosse»; 5) Sulla «identità» tra primo comunicato e comunicato falso (lago della Duchessa); 6) Il tema della «telefonata bierre» del 30 aprile; 7) Uno «strano libro»; 8) Sugli «intrecci tra certi settori finanziari, criminalità organizza, settori dei servizi e alcuni misteri vaticani» ancora non del tutto chiariti; 9) I due «partiti» sul caso Moro; 10) «Perché le Br osservano ancora la consegna del silenzio?»; 11) «Perché Cossiga si innervosisce quando gli si fa il nome di Steve Pieczenik?»; 12) «In nome di chi uno, oggi, deve rischiare?»; 13) «La cabina di regia? Parigi»; 14) L'obiettivo della «destabilizzazione del Paese»; 15) «Un gruppo diverso per censo e per cultura»; 16) «I contatti con Hyperion? Li tenevano Moretti prima, Senzani poi»; 17) «Chiami de Grossouvre e gli dica che sto per essere arrestato»; 18) «La destabilizzazione? Era il lungo sequestro, non l'omicidio di Moro»; 19) «Gli ultimi giorni di Moro al ghetto? Vi sono degli indizi».Fri, 14 Feb 2025 - 400 - [400] Violenza, tortura e «managerial science» in ambito militare e poliziesco. Parla Charlie Barnao
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Milano, 30 ottobre 2021, libreria Calusca (via Conchetta, 18). Registrazione del dibattito intolato: La (mala)educazione militare e poliziesca. Violenza, tortura e «managerial science». Durante l'evento — che ha visto la partecipazione di Charlie Barnao, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Magna Græcia di Catanzaro — sono stati presentati alcuni risultati di una interessante ricerca etnografica condotta da diversi anni sull’addestramento militare e di polizia.
Tra i temi toccati durante il dibattito: 1) «Di un uomo si può farne un poliziotto, un paracadutista. Perché non se ne potrebbe fare un uomo?»; 2) L'università di Paris-Nanterre alla fine degli anni Sessanta; 3) I «Provincial Reconstruction Team (PRT)» operanti in Afghanistan; 4) Il «report di ricerca» sui crimini di guerra compiuti dalle forze speciali australiane in Afghanistan; 5) L'operazione «Ibis» in Somalia; 6) Il caso di Emanuele Scieri; 7) Bolzaneto; 8) Abu Ghraib; 9) Il caso Tony Drago; 10) Il caso Andrea Soldi; 11) Occasionalità e «mele marce»?; 12) Sulla possibile correlazione tra il «modello addestrativo delle forze armate» ed episodi di tortura; 13) Il processo della «doppia conversione»; 14) Militarizzazione e arruolamento. La legge Martino; 15) Un approccio etnografico; 16) Addestramento militare, «guerra tecnologica» e «scienza manageriale»; 17) Corea e Vietnam; 18) «Blindare la mente»; 19) Il modulo «SERE»; 20) Sui limiti del modello comportamentista.Fri, 07 Feb 2025 - 399 - [399] Le Br a Milano. La colonna Walter Alasia
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Milano, 10 aprile 2022. Presentazione del libro Le Brigate Rosse a Milano. La colonna Walter Alasia – Testimonianze e documenti(Pgreco, 15 aprile 2021). L'evento si è tenuto presso i locali della Libreria Calusca (via Conchetta, 18).
Tra i temi toccati all'interno della presentazione: 1) Scuole e fabbriche. Il contesto milanese alla fine degli anni Sessanta; 2) Collettivo politico metropolitano e Sinistra proletaria; 3) Siemens e Pirelli; 4) La critica brigatista alla «teoria dei due tempi» del processo rivoluzionario; 5) «Internità alla classe e progettualità strategica»; 6) Il 1981 e i «cinque sequestri di lunga durata»; 7) La brigata Alfa Romeo; 8) Il sequestro Sandrucci; 9) La brigata ospedalieri; 10) La situazione, attuale, dei detenuti politici; 11) Dopo il 1973, Ristrutturazione e finanziarizzazione; 12) Il ruolo del Pci; 13) La normativa emergenziale e quella sul «pentitismo»; 14) Il rapimento Dozier e i casi di tortura ai danni dei Br; 15) Il fascicolo su via Fracchia «sparito».Fri, 31 Jan 2025 - 398 - [398] Sulle orme del «Mostro». Il fenomeno del guardonismo nei primi anni Ottanta
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Domenica, 7 giugno 1981, ore dieci circa. Un brigadiere, durante una passeggiata col proprio figlio in località Villa Bianchi a Scandicci, nota un’auto Fiat Ritmo color rame col vetro anteriore sinistro frantumato. A poca distanza, una borsetta da donna e oggetti personali per terra. Avvicinandosi, nota che vi è un ragazzo privo di vita al posto di guida: si scoprirà essere Giovanni Foggi. Non vede il corpo di Carmela De Nuccio, la fidanzata di Foggi, celato all’altro lato della strada nella vegetazione, ma si reca comunque al bar più vicino, in Piazza di Vingone, da dove chiama il 113.
Cinque minuti più tardi, al bar arriva una volante con due funzionari. Con loro il brigadiere ritorna sulla piazzola, dove gli agenti finalmente rilevano anche la presenza del corpo della giovane ragazza sotto il ciglio della strada sterrata. Successivamente vengono raggiunti dalla Squadra Mobile con il funzionario e il magistrato di turno. Intanto alle ore 10:15 si presentano in stazione le famiglie dei due ragazzi, per denunciarne il mancato ritorno a casa.
Di quanto avvenuto in quella tragica notte, sembrano a conoscenza due tizi che bazzicano nella zona ormai da diverso tempo: Enzo S. di Montelupo Fiorentino, trentasei anni, e Fosco F. di Scandicci, quarantotto anni. Il primo è un guardone ben attrezzato, per questo suo «viziaccio» già destinatario di alcuni «avvertimenti». Il secondo si dichiara più improvvisato e interessato principalmente alle coppie mature, perché «più espansive e rumorose». Anche lui ha ricevuto minacce, in passato. Una volta l’hanno addirittura speronato, fino a farlo finire con l’auto in un fosso.
Ma quanto sanno, questi due amici, del terzo delitto del cosiddetto mostro di Firenze? Cosa possono aver visto?
A cavallo tra anni Settanta e Ottanta, le campagne toscane furono teatro di un fenomeno inquietante capace di intrecciarsi drammaticamente con i crimini attribuiti al Mostro di Firenze. Non poche zone appartate, luoghi di incontro di coppiette in cerca di un po' di intimità, divennero con il tempo meta di silenziose presenze notturne, i cosiddetti «voyeur», figure soltanto all’apparenza marginali e «folcloristiche».
Più comunemente definiti «guardoni», osservavano nell'ombra le coppiette appartate. Giravano armati di torce, talvolta registratori e taccuini sui quali annotare targhe e spostamenti. Una pratica tanto diffusa quanto inquietante, che finì per calamitare l’attenzione degli inquirenti.
Nel caso del duplice omicidio Foggi-De Nuccio, il ritrovamento dei bossoli confermò immediatamente il legame con i precedenti omicidi. Parallelamente alle indagini sul «maniaco seriale», i riflettori si accesero sul fenomeno del guardonismo, che riguardava, tra le tante, le aree tristemente note per le vicende legate al «Mostro».
Alcuni di questi «osservatori» dichiararono di essere stati nei paraggi la notte dell’omicidio del 6 giugno 1981. Tuttavia, le loro versioni, assieme a qualche ammissione, si riveleranno in genere parziali, omissive, piene di contraddizioni se non di vere e proprie menzogne. Racconti che, contribuendo ad alimentare un clima di sospetto, spingeranno gli inquirenti a esaminare più a fondo le attività di chi si aggirava, di notte, in quei luoghi.
Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Il voyeurismo «organizzato» nelle campagne fiorentine dei primi anni Ottanta; 2) Il delitto di Scandicci del giugno 1981; 3) Il profilo di Enzo S. e Fosco F., due frequentatori abituali delle zone dove si appostavano le coppie; 4) Spostamenti e contraddizioni; 5) Una riflessione finale sulle informazioni note a «Enzo» prima della divulgazione ufficiale; 6) «Non...Fri, 24 Jan 2025 - 397 - [397] Toscana esoterica. Scomparse e superstizioni nella terra del «Mostro»
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) «Non preoccuparti, si sta via al massimo un'ora e mezzo»; 2) «Babbo, è quel santone dove vanno tutti. Dicono faccia miracoli»; 3) Dieci anni dopo, piena campagna toscana; 4) «Uno strano sodalizio»; 5) Il ritrovamento di un «diario».
Il brano utilizzato nell'episodio è: Creepy Music Box - Halloween Music - Horror Scary Spooky Dark AmbientFri, 17 Jan 2025 - 396 - [396] David Kraiselburd e l'uccisione del pensiero liberale in Argentina
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) La morte di Perón; 2) La «Tripla A»; 3) Gli omicidi di Arturo Mor Roig e David Kraiselburd; 4) Sulla incompatibilità tra peronismo e democrazia liberale; 5) L'agenzia di stampa «Telam» e il tentativo di governativo di controllo dei media; 6) La figura di David Kraiselburd nell'Argentina kirchnerista del Terzo millennio.Fri, 10 Jan 2025 - 395 - [395] Il Nicaragua degli anni Ottanta, una «Gerusalemme» della rivoluzione
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Il decennio sandinista; 2) L' afflusso di migliaia di «simpatizzanti rivoluzionari» da tutto il mondo; 3) Militanti, esuli e intelligence. L'Intercontinental Hotel di Managua; 4) Un passaporto in cambio della collaborazione con i sandinisti; 5) La «piñata» dopo la sconfitta elettorale del 1990; 6) Capo dell'intelligence e ministro degli Interni. La figura di Tomas Borge Martinez; 7) Stati Uniti e Contras. Milioni di dollari per la «controrivoluzione»; 8) Repressione e censura nel Nicaragua sandinista. Le persecuzioni contro religiosi cattolici e indigeni Miskito.Fri, 03 Jan 2025 - 394 - [394] All’ombra della P2. La scabrosa ipotesi di una «cupola montonera» al servizio di Massera
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Una devastante esplosione nel cuore di Buenos Aires; 2) venticinque kg di nitroglicerina per il viceammiraglio Armando Lambruschini; 3) Sulla incredibile «capacità» dei Montoneros di agire indisturbati sotto gli occhi del regime militare; 4) Il contesto politico. L'avvicendamento dei vertici; 5) Il controverso rapporto tra Lambruschini e Massera; 6)
La ESMA come centro di tortura e potere; 7) I «collaboratori» forzati; 8) Sui presunti accordi tra i leader Montoneros e Massera, sotto la mediazione di Licio Gelli; 9) Sul «viavai» di militanti Montoneros negli anni della Giunta militare; 10) Elena Holmberg e una verità scomoda; 11) Il ruolo della Loggia P2 nell'ascesa di Massera; 12) Ambizioni e caduta di Massera.Fri, 27 Dec 2024 - 393 - [393] L’ombra lunga di Alois Brunner. Come Gehlen e il BND protessero il braccio destro di Eichmann
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) La composizione dell'Organizzazione Gehlen/BND e i legami con l'epoca nazista; 2) Il caso Globke; 3) L’Operazione «Gleisdreieck»; 4) Alois Brunner; 5) Fuga e rifugio in Siria; 6) La rete di ex nazisti nella Repubblica araba unita; 7) La distruzione di documenti da parte del BND; 8) La rete Beisner; 9) La protezione delle autorità siriane; 10) Gli attentati del Mossad contro Brunner; 11) La morte (presumibile) tra il 2001 e il 2010.
Per approfondire i temi trattati all'interno dell'episodio, segnaliamo: «Gli uomini di Himmler. Il passato nazista dei Servizi segreti tedeschi» (Carocci editore, giugno 2024).Thu, 19 Dec 2024 - 392 - [392] Gli uomini di Himmler: il passato nazista dei Servizi tedeschi (con Gianluca Falanga)
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Roma, 8 dicembre 2024, Centro Congressi «La Nuvola». Presentazione del nuovo libro di Gianluca Falanga «Gli uomini di Himmler. Il passato nazista dei Servizi segreti tedeschi» (Carocci, giugno 2024). Con l'autore, è intervenuta Tonia Mastrobuoni.
Tra i temi toccati all'interno della presentazione: 1) Sulla «ipocrisia della cosiddetta denazificazione». Un Paese che non ha fatto i conti con la vera storia della nascita dei suoi servizi segreti; 2) Pullach «come sinonimo di scandali»; 3) «Il BND? E' l'ultima istituzione dello Stato che ha aperto» parzialmente «i suoi archivi»; 4) Il 20 per cento dei 2650 funzionari BND, in servizio durante gli anni Sessanta, provenivano dagli apparati del terrore di Himmler; 5) «Gli americani? Subito dopo la guerra, hanno creduto seriamente alla denazificazione»; 6) Sulla necessità Usa di raccogliere, nel campo dell'intelligence, «conoscenze da chi le conoscenze tecniche le aveva»; 7) Sulla «posizione ambivalente» del Dominus americano; 8) «Non si può buttare l'acqua sporca quando non ne hai di pulita»; 9) Sul rapporto Adenauer-Gehlen. L'attività di dossieraggio; 10) La «democratura» nella Repubblica federale del dopoguerra; 11) La progressiva «impresentabilità» di Gehlen, fino al pensionamento nel 1968; 12) Sul rapporto coi sovietici. La ricattabilità del personale ex nazista inglobato nel BND; 13) Il caso Heinz Felfe; 14) L'affare Eichmann e le coperture per Hans Globke; 15) Alcune biografie; 16) Il BND oggi.Fri, 13 Dec 2024 - 391 - [391] Teresilla Barillà. La suora degli anni di piombo
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Dalla Calabria a Roma; 2) Una religiosa come «tante»; 3) La «suora degli anni di piombo»; 4) A Paliano. Il rapporto con Valerio Morucci; 5) Origine e trasmissione del «memoriale» Morucci; 6) Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri; 7) L'invio del memoriale a Cossiga invece che all'autorità giudiziaria; 8) Il caso di Ciro Cirillo; 9) «Secondo me aveva tutte le stimmate tranne quelle della religiosa»; 10) La testimonianza di Alberto Franceschini; 11) Travolta da un'auto. La morte nel 2005.Fri, 06 Dec 2024 - 390 - [390] Antonio Varisco: un osservatore privilegiato dei misteri italiani
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Un nome, una «password»; 2) I primi incarichi; 3) Il «mistero di via Monaci»; 4) Dal caso Valpreda all’inchiesta sulla «Rosa dei Venti»; 5) Il «caso Lockheed»; 6) Conoscenze altolocate; 7) L'inquietante «scatto» in via Gradoli; 8) Sinistri avvertimenti; 9) La testimonianza di Cristina Nosella; 10) L’agguato del 13 luglio 1979; 11) Una strana rivendicazione; 12) Perché Varisco?Fri, 29 Nov 2024 - 389 - [389] Quando «annega» un senatore. La strana fine di Antonio Bisaglia
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Un politico di «razza»; 2) Il legame con Mariano Rumor; 3) Il controllo delle Partecipazioni Statali e l'enorme flusso di denaro pubblico; 4) I collegamenti con Enrico Mattei; 5) Gli attacchi di Giorgio Pisanò; 6) I contatti con Mino Pecorelli; 7) Ustica e Bologna. Le dichiarazioni di Bisaglia; 8) I misteri del veliero «Rosalù»; 9) L’autopsia mancata; 10) Un'altra «strana» morte. Quella di don Mario Bisaglia; 11) Le «rivelazioni» in confessionale; 12) Ugo Niutta; 13) Parole premonitrici.Fri, 22 Nov 2024 - 388 - [388] Massoneria e Chiesa cattolica si parlano. Riusciranno a capirsi?
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Milano, 16 febbraio 2024. Un tentativo di riavviare il dialogo tra Chiesa e Massoneria; 2) Tra ostilità e scomuniche; 3) Gran maestri e alti prelati nella medesima sala; 4) Il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa); 5) Sull'impossibilità per i cattolici di essere massoni; 6) La condanna storica della Massoneria da parte della Chiesa; 7) L'interessante dissertazione di Padre Zbigniew Suchecki; 8) Tra volontà di dialogo e distanza persistente.
I brani utilizzati nell'episodio:
Bach - Polonaise in G-minor - BWV Anh. 119 - Arranged for Strings
Bach - Violin Concerto in A minor - 1. Movement - BWV 1041 - Allegro
Schubert - Impromptu No.1 - Op 142 - D 935
Scarlatti - Sonata in F minor - K466 - Arranged for Strings
Scarlatti - Sonata in G major, K.547 - Arranged for Harpsichord GregorQuendel
Bach - Violin Concerto in A minor - 3. Movement - BWV 1041Fri, 15 Nov 2024 - 387 - [387] Tony Chichiarelli: l'Icaro marsicano dei misteri d'Italia
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) La misteriosa figura di Antonio "Tony" Chichiarelli; 2) La rapina alla "Brink’s Securmark" del 1984; 3) Il "borsello del Piper"; 4) Il depistaggio del lago della Duchessa durante il caso Moro; 5) La morte violenta di Chichiarelli nel 1984; 6) I cambiamenti nel tenore di vita di "Tony"; 7) I racconti di amici e conoscenti; 8) La testimonianza di Chiara Zossolo;
9) Il sospetto di un complice nella collocazione del borsello; 10) Caso Pecorelli. Il presunto pedinamento di Franca Mangiavacca; 11) Un'oscura rete informativa.
I brani utilizzati nell'episodio:
Texas Roch & Blues 70' instrumental
Bamboo Beats
Synthwave | Parallel Visions
241013 - Piano / Ambient / Relaxing / Minimal / Game / Anime / Video
MY OBSESSION
80s Pulse Synthwave Dude
Simple synth retro theme
08 MY SYNERGY r-12
D-Free
Synthwave | Midnight HighwaysFri, 08 Nov 2024 - 386 - [386] Edoardo Toscano: una morte ancora senza verità
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Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Un omicidio irrisolto; 2) L’Operaietto; 3) La dinamica dell’agguato; 4) Una vita criminale precoce; 5) Il ruolo all'interno della Banda della Magliana; 6) Una scarcerazione controversa; 7) Le testimonianze di Claudio Sicilia e Fabiola Moretti; 8) La figura di Bruno Tosoni; 9) Un’identità sconosciuta per un omicidio irrisolto.
I brani utilizzati nell'episodio:
Fusion Jazz Funk Catchy Urban Groovy Stylish Music
Miami beach
Dark Impression
ひとかけら Piece
SeparationFri, 01 Nov 2024 - 385 - [385] All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin (terza parte)
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«All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin» è un podcast che racconta la vita nella Germania Est durante la Guerra Fredda e gli anni Ottanta a Dresda del futuro capo del Cremlino. Un viaggio tra un passato (soltanto apparentemente lontano) e le ombre che hanno plasmato l'Europa moderna.
Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) La relativa «prosperità» della Germania Est; 2) Dresda, dicembre 1989. Il minacciato «assalto» alla locale sede del KGB; 3) «Nessun rinforzo»; 4) «Chi sono? Un interprete»; 5) Ultimi atti e ritorno a S.Pietroburgo; 6) «Finirò a guidare un taxi?»; 7) La figura di Anatoly Sobchak; 8) Una nuova carriera.
I brani utilizzati nell'episodio:
Alien white space
Nanoparticles
Haydn Piano Sonata
Mother GaiaFri, 25 Oct 2024 - 384 - [384] All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin (seconda parte)
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«All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin» è un podcast che racconta la vita nella Germania Est durante la Guerra Fredda e gli anni Ottanta a Dresda del futuro capo del Cremlino. Un viaggio tra un passato (soltanto apparentemente lontano) e le ombre che hanno plasmato l'Europa moderna.
Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) Vladimir Putin. Nascita e primi anni di vita; 2) Le radici familiari; 3) Le difficili condizioni di vita a Leningrado; 4) Un adolescente ribelle; 5) L’influenza delle arti marziali; 6) Il sogno di diventare un agente segreto; 7) La scelta degli studi universitari; 8) Percorso accademico e ingresso nel KGB; 9) Il primo incarico a Leningrado; 10) L’ Istituto Yuri Andropov Red Banner; 11) Il trasferimento a Dresda (1985); 12) Il rapporto con la Stasi; 13) L’attività sotto copertura a Dresda; 14) Le rimostranze della Stasi; 15) La «talpa» nella residentura di Dresda.
I brani utilizzati nell'episodio:
Romeo and Juliet - Dance of the Knights - Prokofiev - (Music Box)
Calm Night - Piano Music
True Crime Mystery Music - loopable
Protection Racket
Stalking My Next Victim - Cinematic True Crime and Detective Music
The Secret Base
Soft Piano MusicSun, 20 Oct 2024 - 383 - [383] All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin (prima parte)
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«All'ombra del Muro. La DDR e gli anni di Putin» è un podcast che racconta la vita nella Germania Est durante la Guerra Fredda e gli anni Ottanta a Dresda del futuro capo del Cremlino. Un viaggio tra un passato (soltanto apparentemente lontano) e le ombre che hanno plasmato l'Europa moderna.
Tra i temi toccati all'interno dell'episodio: 1) «Barriera antifascista» o «muro della vergogna»?; 2) Fughe di massa dalla DDR; 3) La lenta reazione delle cancellerie occidentali; 4) Il progressivo adeguamento tecnologico del Muro; 5) Il venticinquennale (1986); 6) Una generazione cresciuta sotto il segno del Muro; 7) Colorato dai graffiti; 8) Peter Fechter e gli altri; 9) Tentativi di fuga ingegnosi; 10) La disillusione degli anni Ottanta; 11) L'industria della DDR dopo l’unificazione-annessione; 12) Nostalgia e crisi sociale
I brani utilizzati nell'episodio:
80s Futuristic Analog Synthwave Pop Retro Synth Music;
Retro arpegio;
Di Oxyde - synthwave retrowave 1970s 1980s instrumental;
80's Nostalgia;
Bach - Violin Concerto in A minor - 3. Movement - BWV 1041;
Bach Fugue No.21;
Into The Night - 80s Retro SynthwaveTue, 15 Oct 2024 - 382 - [382] 11 settembre 1973. Gli uomini di Salvador Allende
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Roma, 15 aprile 2015, Fondazione Lelio e Lisli Basso. Registrazione in file mp3 del dibattito intitolato: 11 settembre 1973. Gli uomini di Salvador Allende (parte del ciclo di incontri: Testimonianze del Processo CONDOR). Introduce: Franco Danieli, già viceministro degli Affari esteri con delega agli italiani nel mondo. Interventi di: Rina Belvederessi (parte civile), Arturo Salerni (avvocato di parte civile), Luis Mario Henriquez (funzionario di Polizia in servizio a La Moneda), Juan Osses Beltran e Julio Soto (GAP, scorta del Partito Socialista). Il dibattito è stato moderato da Jorge Ithurburu, (24marzo Onlus).
Tra i temi toccati durante il dibattito: 1) Un processo di «democratizzazione» delle forze armate cilene, in particolar modo i Carabineros; 2) Il «processo Condor»; 3) Il «dispositivo di sicurezza» attorno al presidente Allende; 4) «Sembrava volessero ammazzare tutti»; 5) Nomi «politici» e nomi reali; 6) La «cupola» della DINAcilena; 7) La testimonianza, in lingua spagnola, di Julio Soto e Juan Osses Beltran (scorta del presidente Allende); 8) La testimonianza, in lingua spagnola, di Luis Mario Henriquez (funzionario di polizia in servizio a La Moneda).Fri, 23 Aug 2024 - 381 - [381] Dal sogno alla tragedia. Il caso Nicaragua
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Roma, 20 giugno 2018. Sala conferenze Fondazione Lelio e Lisli Basso. Registrazione in file MP3 del dibattito dal titolo: Nicaragua: dal sogno alla tragedia. Introduzione a cura di Franco Ippolito (Presidente della Fondazione Lelio e Lisli Basso). Interventi di: Patricio Cranshaw; Giorgio Novelli. Coordinamento e moderazione a cura di: Claudia Fanti.
Tra i temi toccati durante il dibattito:1) Sulla difficile situazione nicaraguense; 2) La famosa «piñata sandinista» ; 3) La «speranza tradita» della rivoluzione sandinista; 4) L'America latina come «laboratorio per eccellenza di sperimentazioni antisistemiche»; 5) Il peso crescente di Russia e Cina a scapito degli Usa; 6) I «tratti originali» della rivoluzione sandinista; 7) Il difficile rapporto con Giovanni Paolo II; 8) Il «nuovo» Daniel Ortega; 9) «I sindacati? Sono venduti al sistema»; 10) Salariati e pensionati; 11) La «cleptocrazia» nicaraguense e le «concessioni» a favore degli stranieri (soprattutto minerarie e forestali); 12) Una ricostruzione della «involuzione della rivoluzione sandinista»; 13) «Tu, in un mese, hai fatto peggio di ciò che ha combinato Somoza in trent'anni»; 14) «A sinistra? C'è poca informazione»; 15) Il progetto del «Canale Interoceanico»; 16) «La destra nicaraguense? Insignificante»; 17) Sandinismo e «Orteghismo»; 18) Sugli impiegati pubblici precettati per le manifestazioni del regime; 19) Domande e risposte; 20) «Ortega? E' la parte finale di un cammino iniziato quarant'anni fa»
Si consiglia l'utilizzo di auricolari, per l'ascolto della registrazione, soprattutto nella parte relativa alle domande del pubblico presente al dibattito.Wed, 07 Aug 2024 - 380 - [380] Il processo Condor (2017). Sentenza e analisi delle motivazioni
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Roma, 28 aprile 2017. Sala conferenze Fondazione Lelio e Lisli Basso. Otto condanne all'ergastolo, 19 assoluzioni e alcune sentenze di non luogo a procedere per morte degli imputati. E' stata questa la decisione della III Corte di Assise di Roma a conclusione del processo (2015-2017) sul cosiddetto Piano Condor, la strategia elaborata negli anni Settanta dalle dittature militari di molti Paesi del Cono Sud volta alla sistematica eliminazione delle opposizioni politiche, intellettuali e sindacali. Il processo ha visto imputati, per la maggior parte, militari uruguaiani, accusati, tra gli altri reati, di omicidio plurimo aggravato e sequestro di persona ai danni di alcune decine di cittadini di origine italiana sequestrati e uccisi tra il 1973 e il 1980 in Cile, Bolivia, Brasile, Uruguay e Argentina.
Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, l’associazione 24Marzo Onlus ha organizzato, appunto nell'aprile 2017, un incontro, del quale qui diamo conto in formato MP3,con l'obiettivo di analizzare le possibilità di ricorrere in appello.
La sentenza si può scaricare dal sito internet di 24marzo Onlus.
Interventi di: Maurizio Greco, Avvocatura dello Stato
Arturo Salerni, avvocato di Parte Civile
Mario Antonio Angelelli, avvocato di Parte Civile e Presidente di Progetto Diritti Onlus
Nadia Angelucci, corrispondente di La Diaria
Maria Chiara Campisi, European University Institute di Firenze
Mirtha Guianze, giurista (via Skype)
Francesca Lessa, Università di Oxford&Observatorio Luz Ibarburu (Uruguay) (via Skype) Modera: Jorge Ithurburu, 24marzo Onlus
Per un difetto dell'MP3 originario, non dipendente dalla nostra volontà, è andato perduto l'intervento della Dott.ssa Francesca Lessa. Della stessa segnaliamo comunque la seguente interessante pubblicazione in lingua italiana: I processi Condor. La repressione transnazionale e i diritti umani in America del Sud.
Tra i temi toccati durante il dibattito:1) Otto ergastoli e svariate pronunce di prescrizione, 2) I desaparecidos di origine italiana; 3) Un ex ufficiale dell'intelligence uruguaiana in Italia. La figura di Jorge Nestor Troccoli; 4) L'oscura vicenda del cosiddetto Comando Barneix; 5) Il silenzio dei militari e la scarsa documentazione disponibile; 6) Sul rapporto di collaborazione tra torturatori uruguaiani e argentini; 7) «La nostra frustrazione è tanta perché arriviamo sempre in ritardo»; 8) Sul tema dei nostalgiciall'interno delle organizzazioni dei militari in pensione. L'apologia della tortura; 9) Le minacce su chi cerca di ottenere verità e giustizia sugli anni della guerra sporca in Uruguay; 10) Un pattotra dittature militari. Il Piano Condor; 11) Alcune criticità della sentenza. Il tema del reato di sparizione forzata; 12) Un processo poco seguito dai media; 13) Il piano Condor. Sullo sforzo giudiziario italiano, caso unico in EuropaTue, 09 Jul 2024 - 379 - [379] Il segreto di Piazza Fontana. Parlano Paolo Cucchiarelli e Giovanni Pellegrino
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Ostuni, biblioteca comunale, 15 dicembre 2012. Presentazione del libro di Paolo Cucchiarelli «Il segreto di Piazza Fontana» (Ponte alle Grazie). Interventi di: Paolo Cucchiarelli (giornalista); Giovanni Pellegrino (Senatore della Repubblica dal 1990 al 2001 e Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi dal 1994 al 2001); Joe Fallisi (tenore, attore, compositore e attivista); Domenico Tanzarella (sindaco di Ostuni). Presentazione dell'evento a cura di Francesco Pecere.
Tra i temi toccati durante il dibattito:1) I «comizi volanti» in piazza Duomo; 2) Qualche aneddoto su Giuseppe Pinelli; 3) «La strage era di Stato? Lo affermammo per intuito»; 4) La ballata del Pinelli; 5) «La formula del malore attivo? E' una vergogna»; 6) «Restiamo il Paese di Coppi e Bartali»; 7) «La bomba? Doveva scoppiare a banca chiusa»; 8) «Freda e Ventura? L'apparato probatorio è stato sufficiente a far dire alla Cassazione che erano colpevoli»; 9) «Le sentenze non servono a fare storia»; 10) Gli anni di piombo «come guerra civile a bassa intensità parallela alla Guerra Fredda»; 11) «I capi del Pci? Non parlarono» per tutelare la fragile democrazia italiana; 12) «Il giornalista è l'unica persona che può mettere insieme tutti gli elementi, se vuole»; 13) «I giornali dell'epoca? Sono sempre ricchi di spunti importanti»; 14) Miccia e timer; 15) «Se si vedono così le cose, i fatti sono comprensibili. E questo dà fastidio»; 16) «La seconda repubblica? E' stata un fallimento, nonostante la fine della Guerra fredda»; 17) «L'attacco frontale» di Sofri.
Ci scusiamo per alcuni «salti» nell'audio, non imputabili alla nostra volontà.Tue, 02 Jul 2024 - 378 - [378] «La mia Costituzione». Parla Oscar Luigi Scalfaro
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Aula Magna Rettorato Università degli Studi Roma Tre, 12 gennaio 2006. Presentazione del libro-intervista «La mia Costituzione. Dai padri costituenti al mestiere di voltagabbana. Dai principi fondamentali ai tentativi di riforma in contrasto con la democrazia» (Oscar Luigi Scalfaro, Guido Dell'Aquila. Passigli Editori) Interventi di: Guido Fabiani (Rettore Università degli Studi Roma Tre), Guido Dell'Aquila (giornalista parlamentare), Oscar Luigi Scalfaro (Presidente Emerito della Repubblica e Senatore a vita).
Tra i temi toccati durante il dibattito: 1) Perché l'assemblea costituente?; 2) Dallo statuto albertino al fascismo; 3) «Il fascismo è andato al potere nel rispetto assoluto delle norme in vigore»; 4) Giacomo Matteotti; 5) Gli anni Trenta; 6) Il 1938 e le leggi razziali; 7) Il 1940 e la dichiarazione di guerra; 8) «Si sbaglia tutto quando si crede di domare un prepotente cedendo»; 9) L'8 settembre; 10) «Lo statuto albertino? Era stato sepolto dalle istituzioni della dittatura»; 11) «Le istituzioni della dittatura alla fine della guerra? Cadute con la dittatura. Era quindi indispensabile una assemblea di popolo con il compito di scrivere la nuova carta costituzionale»; 12) Sulla maggioranza che elaborò e votò la Costituzione; 13) Sui «do di petto lanciati da chi non conosce la musica»; 14) «Il denominatore comune all'interno della costituente? E' sulla constatazione della persona umana»; 15) «La condizione della persona umana nella dittatura? E' miserevole»; 16) «Costoro hanno sofferto insieme»; 17) De Gasperi e Nenni; 18) «L'Italia ripudia la guerra». Un articolo della Costituzione superato?; 19) Sul rapporto tra «politica e affari»; 20) Sul progetto di riforma costituzionale (XIV legislatura 2001-2006)
L'evento, qui riproposto in file Mp3, è stato originariamente trasmesso dall'emittente «NessunoTv».Fri, 28 Jun 2024 - 377 - [377] Le «mille balle blu». Parlano Peter Gomez e Marco Travaglio
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Roma, 20 marzo 2006. Spettacolo teatrale dal titolo «Le mille balle blu. Detti e contraddetti, bugie e figuracce, promesse e smentite, leggi vergogna e telefonate segrete dell'uomo che da dodici anni prende in giro gli italiani: Napoleone Berlusconi». Interventi di: Peter Gomez, Sabina Guzanti e Marco Travaglio.
Tra i temi toccati durante l'evento: 1) «E' il bugiardo più sincero che ci sia»; 2) «Un partito di Berlusconi? Non c'è stato e non ci sarà mai»; 3) «Gli italiani? Sono come un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco»; 4) Le lamentele di Craxi verso il Giornale di Montanelli; 5) Trattare bene Craxi, senza «dire niente a Indro»; 6) Il «non amore» di Berlusconi verso Spadolini; 7) Cinà-Dell'Utri; 8) Berlusconi-Cuffaro; 9) «Il diritto naturale» a evadere; 10) «La sinistra deve isolare certi Pm, come fece con le Br»; 11) «La mafia? E' uno stato d'animo»; 12) «Speriamo di non fare più la Piova in televisione»; 13) «Mettere sotto accusa Andreotti per mafia è una cosa che offende l'appeal dei nostri prodotti all'estero»; 14) Sugli «psicotici dietro alle scrivanie dello Stato»; 15) La «cimice perfettamente funzionante»; 16) Un racconto di Oscar Mammì; 17) «Mi hanno definito nano, ma sono alto come Aznar»; 18) «Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta»Fri, 07 Jun 2024 - 376 - [376] La ragazza del secolo scorso. Parla Rossana Rossanda
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Roma, 31 gennaio 2006. Presentazione del libro di Rossana Rossanda «La ragazza del secolo scorso». Interventi di Alberto Asor Rosa e Nadia Fusini. Moderatore del dibattito: Severino Cesari. L'evento, qui riproposto in file Mp3, venne originariamente trasmesso dall'emittente «NessunoTv».
Tra i temi trattati durante la presentazione: 1) «Il più bel romanzo degli ultimi dieci anni»; 2) «Un gran bel libro sulla memoria»; 3) «Un tono non sentimentale, ma elegiaco, che commuove»; 4) L'importanza di essere «presenti al presente»; 5) «Rossanda, in questo libro, non rinnega e non si pente. Cerca di dire la verità»; 6) «Era con loro che dovevo andare»; 7) Tra partito «milanese» e «romano»; 8) Il 1969. «Quelli che hanno ragione perdono sempre. Quelli che vincono, sono i peggiori»; 9) «Noi siamo stati il sale della terra»; 10) «Non ho mai pensato che l'Urss fosse il paradiso»; 11) «Ho voluto raccontare che cosa è stata una comunista italiana di quegli anni»; 12) La memoria come «animale vivente»; 13) «Il Sessantotto? Non so che giudizio dare»; 14) Una occasione perduta; 15) «I nodi del Novecento sono tutti lì, irrisolti»Tue, 04 Jun 2024 - 375 - [375] Dalla costruzione del Muro all'arrivo di Putin nella DDR. Parla Gianluca Falanga
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Dalla costruzione del muro all'arrivo di Putin nella Germania Est. Intervista (gennaio 2023) a Gianluca Falanga. Studioso di storia contemporanea, Falanga vive e lavora a Berlino come libero ricercatore e consulente scientifico del Museo della Stasi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: «Gli uomini di Himmler. Il passato nazista dei Servizi segreti tedeschi» (Carocci); «Non si parla mai dei crimini del comunismo» (Laterza); «La diplomazia oscura. Servizi segreti e terrorismo nella Guerra fredda» (Carocci); «Labirinto Stasi. Vite prigioniere negli archivi della Germania Est» (Feltrinelli).
Tra gli argomenti toccati nell'intervista: 1) «Gli americani non avevano grandi reti informative proprie nella Germania orientale. Al contrario sostenevano la costruzione di reti informative da parte della Organizzazione Gehlen poi BND»; 2) «E' imminente la chiusura del confine». Il BND, poco prima della costruzione del muro, sapeva cosa si stava preparando; 3) «Brandt ha sempre negato di aver avuto informazioni precise su ciò che stava per avvenire»; 4) Un accordo tra Usa e Urss. L'ambasciatore sovietico prima del 13 agosto 1961 sulle misure che la DDR intendeva prendere; 5) Giugno 1961. L'assenso di Krusciov per la costruzione del muro; 6) «L'Ovest? Ha avuto una reazione rabbiosa»; 7) Il muro «visto» da Est e da Ovest; 8) «L'abbattimento non esisteva come opzione politica». L'appello di Reagan a Gorbaciov; 9) Il progetto «Muro 2000»; 10) Modalità per fuggire. I «tunnel» sotto il Muro; 11) Uno specifico reato nel codice penale DDR; 12) Non solo muro. Gli «altri» confini; 13) Il tema del riconoscimento internazionale della DDR e le ricadute mediatiche; 14) Unificazione o annessione? 15) L'arrivo di Putin nella DDR. Alcuni aspetti psicologici dell'uomo; 16) Il Kgb durante l'epoca brezneviana; 17) Perché Dresda? 18) «Dentro» la residentura di Putin; 19) Il lavoro di «coordinamento» nella collaborazione tra Stasi e Kgb; 20) L'individuazione di «profili» potenzialmente reclutabili; 21) Una sorta di «diritto di veto» della Stasi rispetto allo spionaggio sovietico; 22) Sulla figura di Lena S.; 23) Il mantenimento, da parte di Putin, dei rapporti con tutti i principali membri della residentura di Dresda;Fri, 31 May 2024 - 374 - [374] Le tante vite di Antonio D’Inzillo, il killer che faceva paura ai boss
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La parabola criminale di «Antonietto» D'Inzillo. Da terrorista nero a killer della Banda della Magliana, fino alla misteriosa morte in Africa nel 2008.
Tra i temi trattati all'interno dell'episodio: 1) Dicembre 1979. Il primo arresto in occasione del delitto Leandri; 2) «Ma facciamo tardi? Perché se si va oltre le nove dovrei avvertire a casa...»; 3) «Baby Killer»; 4) Quindici anni di reclusione «virtuali»; 5) Un piano di evasione dal carcere di Rebibbia; 6) «Per me quella gente, in carcere, può pure morirci»; 7) Patrizia Spallone; 8) Marcello Colafigli; 9) «Un killer ricco d’ardimento che non ha paura di niente e di nessuno»; 10) Gennaro Mokbel; 11) La fuga all'estero; 12) La nuova vitatra Kenya e Uganda; 13) «Una persona squisita»; 14) La morte per una presunta cirrosi epatica in un ospedale di NairobiTue, 28 May 2024 - 373 - [373] Intervista al «Compagno G». Parla Primo Greganti
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Intervista* (2006) di Luca Sofri a Primo Greganti. Ex funzionario del Pci-Pds, definito «Compagno G» dalla grande stampa durante gli anni di Mani Pulite, Greganti venne arrestato con l'accusa di aver ricevuto, per conto del suo partito, una tangente di 621 milioni di lire dal gruppo Ferruzzi. Al centro delle cronache giudiziarie del periodo, il suo nome ebbe notorietà anche perché, al contrario di molti altri accusati, durante i tre mesi in arresto a San Vittore, si rifiutò di attribuire al proprio partito rapporti con il ricco conto bancario a lui intestato presso una banca svizzera. Scarcerato il 31 maggio 1993, Greganti, per il suo comportamento in carcere, si guadagnò una certa stima «bipartisan» venendo definito come paradigmatico esempio di «perfetto comunista che non molla mai».
Tra i temi trattati all'interno dell'intervista: 1) Un processo molto lento; 2) Da una economia puramente keynesiana alla globalizzazione; 3) «Lo Stato di diritto può sbagliare e su di me ha sbagliato»; 4) «Sui giornali si leggeva che Di Pietro stesse per arrestare Dio. Chi era?»; 5) «Si diceva ciò che era più comodo per uscire dal carcere»; 6) «Andare da Di Pietro voleva dire andare contro un carro armato ed essere certamente sconfitti e distrutti»; 7) «Greganti non si è mai rifiutato di rispondere»; 8) «Corruzione e finanziamento illecito? Io non sono mai stato un pubblico ufficiale e i soldi non sono mai stati trovati. Perché non c'erano»; 9) «La difesa dovrebbe potersi avvalere degli stessi strumenti dell'accusa»; 10) Il rapporto con «il partito» e la politica dopo la condanna; 11) «Io ho difeso la mia innocenza, documentandola»; 12) Sull'utilizzo della carcerazione preventiva; 13) Sulla figura di Antonio Di Pietro; 14) «Ho ricevuto attestati di stima, non solo dal mio partito»; 15) Due temi centrali: il finanziamento e la funzione della politica; 16) «Il Pci? Parte del suo finanziamento avveniva con il mancato pagamento dei dipendenti»; 17) «La corruzione è un fatto anche individuale, non solo legata alla struttura del partito»; 18) Sul «caso Unipol»; 19) «Questo Paese manca di politica»; 20) Sulle cosiddette «coop rosse».
* L’intervista, originariamente pubblicata sul periodico «Vanity Fair», è stata successivamente ripresa in forma integrale dalla emittente «NessunoTv».Fri, 24 May 2024 - 372 - [372] Cuori neri. Parla Luca Telese
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Roma, 2006, studi dell'emittente «NessunoTV». Presentazione del libro «Cuori Neri», edito da Sperling&Kupfer. Interventi di: Luca Telese (autore); Umberto Croppi; Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse; Claudia Mancina; Marco Ferrando. Moderatore: Stefano Cappellini.
Tra i temi trattati all'interno del dibattito: 1) «Ero molto preoccupato per questo libro»; 2) Gli anni di piombo rimossi «perché non facevano più comodo a nessuno»; 3) Sulla «costante sensazione di poter essere uccisi» in qualsiasi momento; 4) «Gli anni Settanta? Nego ci fosse una guerra per bande di fronte a una società attonita»; 5) «La crisi della democrazia italiana? Risale agli anni attorno al Sessantotto»; 6) «Tanti soggetti, soprattutto di movimento, avevano una cultura politica assolutamente non democratica»; 7) Lo «sciagurato assalto» all'università di Roma «di Almirante e Caradonna»; 8) «L'antifascismo negli anni Settanta? Non una esperienza esistenziale, ma di massa»; 9) Il caso Varalli; 10) La «catena del sangue»; 11) Sul rogo di Primavalle; 12) Sui «gruppi» alla sinistra del Pc; 13) La mobilitazione antifascista degli anni Settanta come «figlia di un'epoca»; 14) Sul rapporto Pci-gruppi di estrema sinistra negli anni del compromesso storico; 15) Sulla necessità di fare i conti «con la propria cultura della violenza»Tue, 21 May 2024 - 371 - [371] Il contesto italiano negli anni della strategia della tensione
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Università Statale di Milano, gennaio 2010. Lezione dello storico Ivano Granata sullo scenario politico italiano negli anni della strategia della tensione. Si ringrazia il Laboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.
Tra gli argomenti trattati durante la lezione: 1) Ritornare al contesto politico per comprendere la strategia della tensione; 2) Dalla strategia della tensione alla teoria degli «opposti estremismi»; 3) L'importanza del biennio 68-69; 4) Le premesse. Dal '48 agli anni Sessanta; 5) La mancata approvazione della legge maggioritaria del '53; 6) L'instabilità di governo; 7) L'inizio del centrosinistra. Il «Fanfani IV»; 8) «Il colpo d'acceleratore e il colpo di freno»; 9) Le richieste dei socialisti e la rivista «Critica sociale»; 10) Nazionalizzazione dell'energia, cedolare secca e scuola media unica; 11) Con i voti missini. Da Gronchi a Segni; 12) Le politiche del '63 e l'estate del '64; 13) Segni, la legge sui suoli e il cosiddetto «piano Solo»; 14) Qual era lo scopo del «piano De Lorenzo»?; 15) Le elezioni politiche del '68; 16) Gli attentati della primavera-estate '69. Piazza Fontana; 17) Un'Italia politicamente «spaccata in due»; 18) Una destra presente «nel tessuto della società»; 19) Il «rapporto Mazza»; 20) Domande e risposteFri, 26 Apr 2024 - 370 - [370] Tatuaggi e rituali della camorra
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NOTA BENE: Il presente lavoro non ha alcun fine apologetico, ma risponde a un intento puramente documentaristico. Le parti audio sono state prodotte tramite software AI.
Dial M di Twin Musicom è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Fonte: http://www.twinmusicom.org/song/277/dial-m
Interloper di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Fonte: https://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100401
Artista: https://incompetech.com/
Tra i temi trattati all'interno dell'episodio: 1) Cutolo e la NCO; 2) Alcuni tratti caratteristici e «tipici» della Camorra ottocentesca; 3) Una «setta» delle carceri; 4) Un repertorio ritualistico con toni sacrali da società segreta; 5) Cesare Lombroso sulla «Camorra di Napoli»; 6) Le ricerche ottocentesche sulla Camorra; 7) «L'olio della Madonna»; 8) Una piccola porzione di suolo. Il «pizzo»; 9) Tatuaggi e affiliazione; 10) «Carcere, galera e tomba...»; 11) Abele De Blasio sulle varie tipologie di tatuaggio degli affiliati; 12) Il tatuaggio religioso; 13) Il culto popolare delle cosiddette «anime pezzentelle»; 14) Il tatuaggio di vendetta; 15) Altri simboli «distintivi»; 16) I tatuaggi di «data memorabile»; 17) Il «battesimo di sangue» o «fedelizzazione»;
Si ringrazia il canale You Tube «Archivi e Dossier»per la condivisione dei materiali.Wed, 24 Apr 2024 - 369 - [369] Il ferimento di Massimo Carminati e l'omicidio del capitano Francesco Straullu
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Il ferimento di Massimo Carminati, nei pressi del valico del Gaggiolo (aprile 1981), e il barbaro omicidio del capitano DIGOS Francesco Straullu e della guardia scelta Ciriaco Di Roma (Acilia, ottobre 1981).
Tra i temi trattati all'interno dell'episodio: 1) «Ci hanno sparato come cani...»; 2) L'arresto di Cristiano Fioravanti; 3) Gilberto Cavallini; 4) Bloccare «il nero» alla frontiera; 5) 20 aprile 1981; 6) Una pallottola centra la testa di Carminati; 7) La testimonianza di Domenico Magnetta; 8) Dei poliziotti molto nervosi; 9) Una gazzella dei carabinieri; 10) 21 ottobre 1981; 11) Parla Walter Sordi; 12) Supposizioni? Pettegolezzi? Chiacchiere da bar?; 13) Reduci da Beirut; 14) Una sfortunata coincidenza; 15) Una pioggia di fuoco; 16) «Gli hanno sparato con un fucile che a seicento metri buca un elefante da parte a parte…»; 17) Excalibur; 18) La deposizione di Stefano Soderini
Le parti audio di questo podcast, comprese le testimonianze processuali rese a verbale, sono state prodotte tramite software AI.
Il brano utilizzato per questo episodio è «Tibet» di SergeQuadrado.
Si ringrazia il canale You Tube «Archivi e Dossier»per la condivisione dei materiali.Fri, 29 Mar 2024 - 368 - [368] DDR e spazio ex sovietico: cosa rimane? Parla Francesco Alberti
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Bolzano, aprile 2019. Presentazione del libro diFrancesco Alberti «DDR. Che cosa rimane?». Moderazione del dibattito a cura di Marco Pugliese. Si ringrazia la Biblioteca Provinciale Italiana Claudia Augustaper la condivisione dell'evento.
Il volume può essere acquistato qui.
Tra i temi toccati durante la presentazione: 1) La DDR come «cuore del Patto di Versavia» e non «Stato-fantoccio»; 2) «Nessuna intenzione di costruire un muro»; 3) Il crollo del Muro? Una «cesura» soltanto parziale; 4) La Germania orientale come «partner più fidata di Mosca»; 5) La DDR come «modello di socialismo»; 6) Lo sport come strumento di propaganda; 7) Sulla differenza tra sport e gioco; 8) Genio individuale e genio collettivo; 9) Sul peso degli investimenti bellici nelle economie di Usa e Urss; 10) Una nuova guerra fredda; 11) L'importanza della guerra ibrida; 12) La formazione «delle giovani menti»; 13) Il ruolo delle repubbliche ex sovietiche; 14) La strategia americana post '89; 15) Interventi e domande da parte del pubblicoFri, 22 Mar 2024 - 367 - [367] Sulle armi nucleari tattiche. Parla Emilio Del Giudice
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Università Statale di Milano, marzo 2009. «Clip» del fisico Emilio Del Giudice sugli ordigni nucleari tattici. Aspetti tecnici e utilità militare.
Tra gli argomenti toccati durante l'intervento: 1) La richiesta di armi nucleari più «controllabili»; 2) Fusione calda e fusione fredda; 3) L'interesse degli ambienti militari per il nucleare tattico.
Si ringrazia il Laboratorio Lapsus per la condivisione del reperto.Thu, 21 Mar 2024 - 366 - [366] Il sogno che uccise mio padre. Parla Luca Tarantelli
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Bolzano, 4 settembre 2013. Presentazione del libro di Luca Tarantelli «Il sogno che uccise mio padre. Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti» (Rizzoli, 2013). Si ringrazia la Biblioteca Provinciale Italiana Claudia Augustaper la condivisione dell'evento.
Tra i temi toccati durante la presentazione: 1) «Un libro che dovrebbe esser letto nelle scuole»; 2) «I maestri di Tarantelli? Stiglitz, Samuelson, ma soprattutto Franco Modigliani»; 3) «Tarantelli sulla scala mobile? In pieni anni Settanta, assieme a Modigliani, sosteneva andasse abolita»; 4) «Portare la contrattazione a livello europeo, in un mercato europeo libero»; 5) L'inflazione come fattore che produce disoccupazione; 6) «La politica dei redditi era al centro del pensiero di Tarantelli»; 7) «Mio padre fin dall'inizio si è interessato all'inflazione e alle dinamiche del mercato del lavoro»; 8) «L'ottimismo lo pervadeva»; 9) «Il professor Tarantelli all'università? Amava confrontarsi con gli studenti»; 10) Gli inizi alla Banca d'Italia; 11) La scelta della carriera accademica; 12) Una crisi esistenziale; 13) Il rapporto tra Ezio Tarantelli e il sindacato; 14) Un sogno premonitore; 15) Il giorno dell'omicidio da parte delle Br; 16) Un uomo con una «mission» sempre presente; 17) L'Europa unita come terza forza stabilizzante nei rapporti militari tra Est e Ovest; 18) Un sindacato europeo; 19) «Da noi, in Italia, chi evade va in barca. In altri Paesi, va in galera»; 20) Interventi e domande da parte del pubblicoWed, 20 Mar 2024
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