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Tutto quello che è successo dopo alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana. Una storia ogni mese, il primo del mese. Un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.

134 - Milano - 24 luglio 1971 - Prima parte
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  • 134 - Milano - 24 luglio 1971 - Prima parte

    Il 24 luglio 1971 una ragazza uscì di casa: si chiamava Simonetta Ferrero, aveva 25 anni. Due giorni dopo fu trovata morta in un bagno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: era stata uccisa con 33 coltellate. Uscendo di casa non aveva detto di avere appuntamenti, nessuno la vide entrare nell’università, nessuno la incontrò all’interno. Perché era lì? Chi l’aveva uccisa? Perché? Nessuna di queste domande ha mai avuto una risposta. Quello che viene ricordato come “il delitto della Cattolica” è uno dei cosiddetti “cold case” più noti d’Italia. Periodicamente è stato riesaminato, e il fascicolo d’indagine non è mai stato formalmente archiviato: a distanza di tanti anni, quell’omicidio è ancora insoluto. Però ci sono state indagini, alcune persone sono state indagate, sono state formulate ipotesi. *** Martedì 3 novembre negli Stati Uniti si vota per le elezioni di metà mandato. Che cosa c’è in gioco? E quali conseguenze potrà avere il voto sui prossimi due anni di presidenza di Donald Trump e sul resto del mondo?Ne parleremo in due dirette video sul Post e sul canale YouTube di Da Costa a Costa: martedì 3 novembre dalle 20, per capire come funzionano queste elezioni e perché sono importanti, e mercoledì 4 dalle 19, per commentare i risultati e capire quali scenari si apriranno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    Sun, 01 Nov 2026
  • 133 - Milano - 24 luglio 1971 - Seconda parte

    Il 24 luglio 1971 una ragazza uscì di casa: si chiamava Simonetta Ferrero, aveva 25 anni. Due giorni dopo fu trovata morta in un bagno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: era stata uccisa con 33 coltellate. Uscendo di casa non aveva detto di avere appuntamenti, nessuno la vide entrare nell’università, nessuno la incontrò all’interno. Perché era lì? Chi l’aveva uccisa? Perché? Nessuna di queste domande ha mai avuto una risposta. Quello che viene ricordato come “il delitto della Cattolica” è uno dei cosiddetti “cold case” più noti d’Italia. Periodicamente è stato riesaminato, e il fascicolo d’indagine non è mai stato formalmente archiviato: a distanza di tanti anni, quell’omicidio è ancora insoluto. Però ci sono state indagini, alcune persone sono state indagate, sono state formulate ipotesi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    Sun, 01 Nov 2026
  • 132 - Bologna – 9 e 31 ottobre 2021 – Prima parte

    Giulia Tateo, 87 anni, e sua figlia Isabella Linsalata, 62, furono trovate morte nei loro letti nell’ottobre del 2021, a ventidue giorni di distanza l’una dall’altra. L’autopsia riscontrò nel corpo di Isabella Linsalata la presenza di due sostanze a uso ospedaliero, il sevoflurano e il midazolam, farmaci utilizzati per le anestesie. Venne trovato anche un altro farmaco, una benzodiazepina, reperibile anche in farmacia. Mesi dopo venne riesumato il corpo di Giulia Tateo e durante gli accertamenti sui resti vennero riscontrate tracce delle stesse sostanze. L’ipotesi della procura di Bologna fu quella che le due donne fossero state uccise. A essere accusato, e arrestato, fu il marito di Isabella Linsalata, Giampaolo Amato, medico oculista noto in città. Nel corso del processo si sono confrontate due tesi opposte. Per l’accusa a somministrare le sostanze alle due donne era stato Amato. Il movente sarebbe stato il suo desiderio di vivere con un’altra donna con cui aveva una relazione senza dover affrontare una separazione legale che l’avrebbe allontanato definitivamente dai figli. Fu ipotizzato anche un movente economico. Per la difesa Isabella Linsalata avrebbe assunto da sola quelle sostanze perché dipendente dai farmaci. In Giulia Tateo invece le tracce dei farmaci sarebbero rimaste dopo un intervento a cui era stata sottoposta alcuni mesi prima. Il confronto in aula è stato soprattutto tra consulenti tecnici delle due parti che hanno dato letture opposte dei dati riscontrati, ma anche sulle modalità di assunzione delle sostanze, sul loro reale effetto, sui tempi della somministrazione. La difesa chiese in appello la riapertura del dibattimento con una perizia disposta dalla corte, ma i giudici respinsero la richiesta. È un caso unico al mondo: non esistono precedenti nella lettura scientifica di indagini e processi per omicidio con l’utilizzo di quelle specifiche sostanze. E questo ha reso tutto ancora più complesso per la mancanza di dati di riferimento. Ed è soprattutto un caso che mette in evidenza come spesso le analisi scientifiche diano risultati soggetti a interpretazioni opposte. Spetta poi ai giudici decidere quale delle interpretazioni accogliere per arrivare a un verdetto “oltre ogni ragionevole dubbio”. Giampaolo Amato è stato condannato in primo e secondo grado. Manca ancora il pronunciamento della Corte di Cassazione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    Thu, 01 Oct 2026
  • 131 - Bologna – 9 e 31 ottobre 2021 – Seconda parte

    Giulia Tateo, 87 anni, e sua figlia Isabella Linsalata, 62, furono trovate morte nei loro letti nell’ottobre del 2021, a ventidue giorni di distanza l’una dall’altra. L’autopsia riscontrò nel corpo di Isabella Linsalata la presenza di due sostanze a uso ospedaliero, il sevoflurano e il midazolam, farmaci utilizzati per le anestesie. Venne trovato anche un altro farmaco, una benzodiazepina, reperibile anche in farmacia. Mesi dopo venne riesumato il corpo di Giulia Tateo e durante gli accertamenti sui resti vennero riscontrate tracce delle stesse sostanze. L’ipotesi della procura di Bologna fu quella che le due donne fossero state uccise. A essere accusato, e arrestato, fu il marito di Isabella Linsalata, Giampaolo Amato, medico oculista noto in città. Nel corso del processo si sono confrontate due tesi opposte. Per l’accusa a somministrare le sostanze alle due donne era stato Amato. Il movente sarebbe stato il suo desiderio di vivere con un’altra donna con cui aveva una relazione senza dover affrontare una separazione legale che l’avrebbe allontanato definitivamente dai figli. Fu ipotizzato anche un movente economico. Per la difesa Isabella Linsalata avrebbe assunto da sola quelle sostanze perché dipendente dai farmaci. In Giulia Tateo invece le tracce dei farmaci sarebbero rimaste dopo un intervento a cui era stata sottoposta alcuni mesi prima. Il confronto in aula è stato soprattutto tra consulenti tecnici delle due parti che hanno dato letture opposte dei dati riscontrati, ma anche sulle modalità di assunzione delle sostanze, sul loro reale effetto, sui tempi della somministrazione. La difesa chiese in appello la riapertura del dibattimento con una perizia disposta dalla corte, ma i giudici respinsero la richiesta. È un caso unico al mondo: non esistono precedenti nella lettura scientifica di indagini e processi per omicidio con l’utilizzo di quelle specifiche sostanze. E questo ha reso tutto ancora più complesso per la mancanza di dati di riferimento. Ed è soprattutto un caso che mette in evidenza come spesso le analisi scientifiche diano risultati soggetti a interpretazioni opposte. Spetta poi ai giudici decidere quale delle interpretazioni accogliere per arrivare a un verdetto “oltre ogni ragionevole dubbio”. Giampaolo Amato è stato condannato in primo e secondo grado. Manca ancora il pronunciamento della Corte di Cassazione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    Thu, 01 Oct 2026
  • 130 - New York - 11 settembre 2001, con Francesco Costa

    Prima dell’11 settembre 2001, il mondo era diverso da oggi. Negli aeroporti si potevano accompagnare le persone in partenza fino al gate. Le regole sui bagagli erano poche e anche alcune lame corte erano ammesse a bordo. I dirottamenti capitavano più spesso di oggi, ma l’obiettivo di solito era ottenere qualcosa attraverso una trattativa. Chi dirottava un aereo, per ottenere quello che voleva, aveva bisogno di restare vivo. Le porte delle cabine di pilotaggio non erano blindate, perché non c’era ragione di blindarle. Tutto questo cambiò l’11 settembre 2001, quando 19 terroristi di al Qaida dirottarono quattro aerei civili per lanciarli contro obiettivi simbolo degli Stati Uniti. Stefano Nazzi e Francesco Costa raccontano i dirottamenti e quello che accadde quel giorno sugli aerei e dentro le Torri Gemelle, e ricostruiscono i giorni e i mesi precedenti, e quelli successivi. I segnali ignorati, gli errori e i fallimenti che impedirono di prevenire gli attentati; i cambiamenti politici e culturali innescati, in tutto il mondo, dall’11 settembre: la sorveglianza di massa, le guerre e l’instabilità in Medio Oriente, l’Islam come tema politico e culturale, la perdita di autorevolezza degli Stati Uniti. Altre Indagini è un podcast per le persone abbonate al Post, che racconta le grandi vicende che hanno cambiato l’Italia. Questa è una puntata speciale che ricostruisce invece un evento che ha cambiato gli Stati Uniti e il mondo: per ascoltarla puoi abbonarti al Post, già da ora. Ed è speciale anche perché è disponibile in versione video: si può vedere sul sito e sull’app del Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    Fri, 11 Sep 2026
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