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Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante stagione della monodia per giungere al trionfo dell’esperienza polifonica. Il tutto con proposte d’ascolto, novità discografiche, recensioni librarie e incontri con i protagonisti, sia attraverso interviste sia come ospiti in studio.
- 1168 - Francesco Landini “Pop Star” del Trecento italiano
Oggi a “Quilisma” Giovanni Conti affronta la straordinaria figura di un musicista che fu una vera e propria stella del firmamento musicale trecentesco in Italia. Francesco Landini (noto anche come Francesco Cieco o Francesco degli Organi, c. 1325–1397) è stato il più importante compositore, organista e poeta italiano dell’Ars nova. Divenuto cieco da bambino a causa del vaiolo, fu un brillante polistrumentista e teorico. Fu organista nella chiesa di San Lorenzo a Firenze ed eccelse nella composizione vocale. Di lui ci sono giunte 141 ballate, 12 madrigali, una caccia e un virelai. È secondo solo a Guillaume de Machaut per quantità di opere profane pervenuteci. Nel settembre 1368 vinse una celebre competizione a Venezia, dove fu incoronato d’alloro dal re di Cipro, Pietro I di Lusignano, alla presenza del Petrarca. Coltivò con successo anche gli studi filosofici, astronomici e la poesia. Fu inoltre inventore di strumenti musicali, tra cui la sirena delle sirene.
Sun, 24 May 2026 - 28min - 1167 - A tavola con i Signori
Nel cuore delle sontuose corti rinascimentali, i banchetti signorili parlano, oltre che di una nuova cultura gastronomica, del grandioso dispendio simbolico in cui a quell’epoca si dispiega il teatro del potere. Su quelle vetrine di magnificenza che sono le tavole imbandite ogni piatto allude a un’alleanza, ogni gesto mira a conquistare l’osservatore, ogni oggetto parla il linguaggio del prestigio, ogni rituale può dissimulare, grazie alla squisita arte della seduzione mondana, precise strategie politiche. Ospite della puntata odierna è Jean-Claude Maire Vigueur professore nelle Università di Firenze e di Roma Tre, uno dei maggiori conoscitori della storia politica del Medioevo e del Rinascimento italiano e autore di un libro dedicato a questo tema appena pubblicato dall’editrice Il Mulino.
Al microfono di Giovanni Conti ci condurrà in un percorso che attraverserà le Corti più celebri, dagli Sforza ai Malatesta, dai Montefeltro agli Este, dai Gonzaga ai Medici.
Sun, 17 May 2026 - 28min - 1166 - Il mondo secondo Francesco D’Assisi
Secoli ci separano dal vissuto di una delle figure più celebri a livello planetario, trasversalmente alle religioni e alle culture. Stiamo parlando di Francesco d’Assisi del quale, quest’anno, ci celebra l’800mo dalla sua morte o, come la tradizione vuole, dal suo “transito” da questa terra alle braccia di ‘Sorella morte’, come il santo amorevolmente la definiva. Tra le tante, troppe, iniziative editoriali - molte delle quali stucchevoli, ripetitive e poco consistenti - si è affacciata differenziandosi quella delle edizioni Il Mulino che, lontano da essere una proposta oleografica e sentimentalistica, è capace di dare al lettore la dimensione della incredibile forza di un uomo che al suo tempo fu segno di contraddizione e, per certi versi, lo è ancora oggi. Oltre 400 pagine in cui si dipana il racconto sull’uomo, sul periodo, sul contesto e molto altro, dando vita a una vera e propria indagine che porta la firma del medievista Antonio Musarra dell’Università La Sapienza di Roma, ospite al microfono di Giovanni Conti.
Sun, 10 May 2026 - 41min - 1165 - Alla ricerca di eternità
È nell’Alto Medioevo che prese piede in Europa l’idea del pellegrinaggio come atto penitenziale. un’esperienza faticosa e pericolosa che per primi vide i cristiani recarsi in Terra Santa, nei luoghi della passione di Cristo.
A questi, nell’anno 1300, quando papa Bonifacio VIII chiamò a Roma tutti i fedeli per il primo Giubileo, si aggiunsero i pellegrini che raggiungevano la Città eterna per beneficiare del perdono dei peccati innescato dalla concessione delle indulgenze. Meta di pellegrinaggio era anche il santuario di Santiago de Compostela, nella Spagna nordoccidentale. Il pellegrinaggio nel Medioevo divenne così un fenomeno di massa per devozione, penitenza o ricerca di grazie divine, che coinvolse tutte le classi sociali.Di questo ed altro Giovanni Conti ne parla con lo storico Marco Ferrero presidente del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny.
Sun, 03 May 2026 - 29min - 1164 - Uomo, natura e ambiente e paesaggio nel Medioevo
Nel Medioevo il rapporto tra uomo e natura si presentava articolato e lontano dalle moderne concezioni ecologiste.
Pur non esistendo una sensibilità ambientale nel senso contemporaneo del termine, erano diffuse forme di rispetto e di stretta interdipendenza con il mondo naturale.
La natura, infatti, occupava un ruolo centrale nella visione spirituale dell’epoca.
Fortemente influenzata dal pensiero teologico, la società medievale considerava l’universo come un grande sistema di simboli: un linguaggio figurato attraverso il quale si manifestavano le verità divine.
Boschi, animali, stagioni e fenomeni naturali non venivano osservati soltanto per la loro utilità pratica, ma interpretati come segni capaci di trasmettere insegnamenti morali e religiosi.
In questo quadro, l’ambiente non era separato dalla vita dell’uomo, bensì profondamente intrecciato con la dimensione religiosa e culturale del tempo.
Giovanni Conti ne parla con il medievista Marco Ferrero, presidente del Centro studi medievali Ponzio di Cluny.
Sun, 26 Apr 2026 - 29min - 1163 - La Fabula di Orfeo (2./2)
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l’incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all’indirizzo della Santa Sede, una cattedra all’Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L’originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell’arte della scena. Perciò questo Orfeo è un’opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest’opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l’ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l’équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull’interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l’intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all’allestimento scenico.
Sun, 19 Apr 2026 - 29min - 1162 - La Fabula di Orfeo (1./2)
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l’incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all’indirizzo della Santa Sede, una cattedra all’Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L’originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell’arte della scena. Perciò questo Orfeo è un’opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest’opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l’ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l’équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull’interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l’intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all’allestimento scenico.
Sun, 12 Apr 2026 - 29min - 1161 - E se le tre Marie... fossero sette?
Le donne accorse al sepolcro di Gesù il giorno di Pasqua, considerate le prime testimoni della Resurrezione, occupano un ruolo centrale nella tradizione cristiana, ma con interpretazioni differenti tra Oriente e Occidente. Nella tradizione latina, esse vengono comunemente identificate con le cosiddette “tre Marie”. Diversamente, nella tradizione greca e ortodossa, si è consolidata nel corso dei secoli la credenza nelle cosiddette mirofore — letteralmente “portatrici di mirra” — che sarebbero state sette. In un volume pubblicato da Carocci editore il professor Rocco Schembra dell’Università di Torino, analizza per la prima volta queste figure nella loro dimensione collettiva, ricostruendo il processo storico e culturale che ha portato alla loro progressiva aggregazione e alla loro “canonizzazione” come gruppo. Uno studio articolato e originale di un aspetto fondamentale della cristianità al femminile, capace di offrire nuovi spunti di riflessione su una tradizione ricca e complessa. Giovanni Conti vuole ripercorrerlo proprio nel giorno di Pasqua in compagnia di Rocco Schembra.
Sun, 05 Apr 2026 - 35min - 1160 - Il paganesimo nell’Europa medievale
Dalla conversione di Costantino alla conquista di Arkona nel 1168, in una vasta regione che dal Mediterraneo raggiungeva il Mar Baltico e l’Irlanda, donne e uomini continuarono a seguire usanze antiche, praticando potenti rituali e immolando agli dèi. I cristiani li chiamarono pagani, narrandone il caleidoscopico mondo spirituale in racconti laconici e incerti, tra fascinazione e biasimo. Sono tracce sbiadite che conducono in luoghi distanti: le zone d’ombra dei grandi regni, foreste tenebrose e stagni profondi, fino alle sconfinate terre che si estendevano oltre i limiti della parola scritta. Rare testimonianze che ci consentono di gettare uno sguardo su pratiche, credenze e divinità: scorgiamo i grandi fuochi accesi sui campi nel cuore dell’inverno, il legame che univa le streghe, la luna e i lupi, i cruenti sacrifici officiati nelle paludi del Nord, il fosco Wodan e la sinistra schiera di numi senza nome.
Al microfono di Giovanni Conti il medievista Francesco Borri dell’Università Cà Foscari di Venezia ci guida in un viaggio attraverso un mondo perduto, oscuro ma rischiarato da frammenti che scintillano nel buio.
Sun, 29 Mar 2026 - 29min - 1159 - Guerre di oggi e guerre di ieri
La guerra è figlia del sistema sociale o del potere?. Lo era in entrambi i casi nell’Antichità, lo era nel Medioevo e lo è anche oggi.
“Quilisma” vuole analizzare il pensiero bellico e la sua evoluzione attraverso i secoli. A partire dall’antichità le guerre si sono mosse per cause legate al possedere territori e ricchezze arrivando a giustificarne le ragioni elaborando il concetto di “guerra giusta” ed anche “guerra santa” . Un excursus che Giovanni Conti effettuerà in compagnia dello storico Marco Ferrero presidente del Centro Studi Ponzio di Cluny di Vicenza.
Sun, 22 Mar 2026 - 29min - 1158 - Quando Venezia... non era Venezia
La lunga storia di Venezia ha inizio già con le vicende del Patriarcato di Aquileia, rappresentando una vera e propria identità culturale e geografica durante il Medioevo e il Rinascimento.
La sua eredità musicale, infatti, è espressione del mondo religioso dell’epoca e gli archivi raccontano uno stile inconfondibile in particolar modo nella liturgia e nella sfera religiosa del tempo.
Accanto alla devozione, la vita culturale laico-profana viaggia in diverse forme e regala ancora oggi una moltitudine di testimonianze legate alla capacità di conservazione di molti documenti compositivi.
La puntata di “Quilisma” prende spunto da un concerto dell’ensemble Anonima Frottolisti nell’ambito della rassegna Cantar di Pietre. Un concerto che ha raccontato lo spaccato “popolareggiante”, per quanto estremamente colto, del gusto musicale cortese e profano del XV e XVI secolo. I racconti, le maschere, i personaggi, l’amore, la vita, sono stati solo alcuni dei temi trattati dal repertorio eseguito: una “fotografia” dell’estetica e della ricerca tanto letterale quanto musicale dell’epoca.
Sun, 15 Mar 2026 - 29min - 1157 - Cantando la misericordia
Terminati gli eccessi del Carnevale è cominciata la Quaresima che – credenti o no, coinvolge tutti, perché anche nel vivere quotidiano c’è qualcosa che tocca la sensibilità dei singoli. Chi vive un tempo di ripresa di preghiera, chi si impegna in rinunce e digiuni, chi cerca luoghi densi di spiritualità nella consapevolezza - ma anche no - che la Quaresima è tempo di Misericordia. La Quaresima affonda le sue radici primi secoli della Cristianità come tempo di penitenza, digiuno e preghiera per i catecumeni e la comunità dei credenti. Radicato nel simbolismo biblico dei 40 giorni di Gesù nel deserto e i 40 anni nel deserto dell’Esodo, si strutturò nel IV secolo grazie al Concilio tenutosi a Nicea nel 325. La musica ha dato un contributo notevole, attraverso i secoli, nel sottolineare il concetto di “misericordia” esplicitato dalle sacre scritture. Una delle composizioni più famose è certamente il Miserere che Gregorio Allegri compose nella prima metà del Seicento. Una pagina musicale straordinaria della quale “Quilisma” ci guiderà alla scoperta e alla comprensione, svelandoci una versione mai scritta ma più volte cantata.
Sun, 08 Mar 2026 - 29min - 1156 - Il romanzo della Storia
Medioevo e Rinascimento sono epoche che hanno da tempo affascinato poeti, scrittori e romanzieri. Sullo sfondo di vicende storiche si è scritto molto e non sempre con felici risultati. A fare la differenza sono però i Romanzi storici che trovano sempre un ottimo posizionamento nelle classifiche delle vendite in libreria. Un’epoca inaugurata, per quanto riguarda autori italofoni, nel 1939 con romanzo d’esordio di Maria Bellonci Lucrezia Borgia e, da allora, ampliatasi accogliendo il frutto del lavoro anche di autori stranieri felicemente tradotti in italiano. Ma per rimanere vicino temporalmente e geograficamente, attenzione la merita la penna e l’impegno di Giancarlo Mele giornalista e scrittore, classe 1954, e autore della fortunata Saga degli Sforza articolata in tre libri dedicati rispettivamente a Francesco, Galeazzo e Ludovico Sforza (nell’immagine) dei quali ci restituisce la verità storica del loro agire, calandoli in contesti nei quali la scarsità di notizie gli ha consentito di spaziare con la sua creatività letteraria. Ne sono nati altrettanti lavori estremamente accattivanti pubblicati da meraviglie edizioni.
Della vocazione a Romanziere storico, Giovanni Conti ne parla con Giancarlo Mele.
Sun, 01 Mar 2026 - 26min - 1155 - Ricordando John Dowland
Morto a Londra nel 1626, John Dowland era nato nel 1563 in una località ancora oggi sconosciuta. Diventato, nel 1588, baccelliere in musica ad Oxford, soggiornò in Germania ed in Italia e in patria fu insignito del dottorato in musica a Cambridge (1597). Lo troviamo in Danimarca, dal 1598 al 1606, come liutista di camera del re, e finalmente di nuovo a Londra, liutista di Lord Walden e poi (1612) membro del sestetto liutistico del re d’Inghilterra. In ragione dell’armoniosa composizione architettonica, della dolcezza d’espressione e di suono della sua musica, J. D. è da considerarsi come uno dei maggiori maestri inglesi e tra i pochi, dell’epoca elisabettiana, che ancora oggi possano ottenere piena comprensione nei concerti.
Il numero delle sue opere è veramente considerevole, e molte ne appaiono anche in raccolte di musiche per liuto. Tra le principali vanno ricordate le Lachrimae, or seven Teares figured in seven passionate Pavans, ecc., a 5 voci, per liuti e viole . Di questa straordinaria pagina parliamo oggi con il gambista Cristiano Contadin che, con il suo ensemble, ha pubblicato un appassionato cd registrato negli studi della nostra Radio.
Sun, 22 Feb 2026 - 29min - 1154 - Di carnevale ed altre... sregolatezze
Non è agevole ricondurre alle sue autentiche e primigenie radici una ricorrenza quale il Carnevale, né risulta possibile delinearne con chiarezza i molteplici tratti distintivi, poiché nel corso dei secoli e all’interno di differenti contesti geografici esso si è progressivamente arricchito di significati, forme ed espressioni sempre nuove.
L’etimologia del termine Carnevale sembra ricondursi, con verosimile attendibilità, all’espressione latina carnem levare, con la quale, in età medievale, si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal consumo di carne a partire dal primo giorno della Quaresima. Nel calendario liturgico cattolico-romano, infatti, il Carnevale trova la propria collocazione temporale tra la solennità dell’Epifania, celebrata il 6 gennaio, e l’inizio del periodo quaresimale.
Le più antiche attestazioni documentarie di tale festività risalgono all’epoca medievale, già a partire dall’VIII secolo circa, e descrivono una celebrazione connotata da un disinibito abbandono ai piaceri della tavola, delle bevande e dei sensi. In tale contesto, l’ordine sociale vigente veniva temporaneamente sovvertito, mentre l’individuo, celando la propria identità dietro l’uso delle maschere, si concedeva una libertà altrimenti inammissibile.
Sun, 15 Feb 2026 - 29min - 1153 - Fitoterapia longobarda
I Longobardi entrarono a contatto con il mondo bizantino e la politica dell’area mediterranea, nel 568, guidati da Alboino, si insediarono in Italia, dove diedero vita a un regno indipendente che estese progressivamente il proprio dominio sulla massima parte del territorio italiano continentale e peninsulare. Il dominio longobardo fu articolato in numerosi ducati, che godevano di una marcata autonomia rispetto al potere centrale dei sovrani insediati a Pavia. Nel corso dei secoli, i Longobardi, si integrarono progressivamente con il tessuto sociale italiano, grazie all’emanazione di leggi scritte in latino (Editto di Rotari, 643), alla conversione al cattolicesimo (fine VII secolo) e allo sviluppo, anche artistico, di rapporti sempre più stretti con le altre componenti socio-politiche della Penisola (bizantine e romane). Ospite dei microfoni di Quilisma è oggi il farmacista e fitoterapeuta Franco Fornasaro. Autore di un libro dedicato appunto al mondo Longobardo egli vuole smentire il “ruolo liberticida e puramente di rottura” che, secondo una tradizione mai sopita, avrebbero avuto i longobardi rispetto alla cultura latina; esistono invece legami ed elementi di scambio fra la società longobarda e quella tardo-romana, segni che indicano un piano di continuità storica, benché entro un processo di transizione inevitabilmente conflittuale nel quale si misurano le due culture.
Sun, 08 Feb 2026 - 29min - 1152 - Gli 80 anni di Giovanni Acciai (2./2)
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell’Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L’Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l’Italia del Choir Olympic Council, sotto l’egida dell’UNESCO. È fra i fondatori dell’Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne.
Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest’ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l’occasione riproponiamo. Che dire di più?
Sun, 01 Feb 2026 - 28min - 1151 - Gli 80 anni di Giovanni Acciai (1./2)
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell’Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L’Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l’Italia del Choir Olympic Council, sotto l’egida dell’UNESCO. È fra i fondatori dell’Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne.
Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest’ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l’occasione riproponiamo. Che dire di più?
Sun, 25 Jan 2026 - 29min - 1150 - Francesco: una morte che parla di vita
Ottocento anni fa, il Poverello d’Assisi non moriva, ma “transitava“, passava cioè dalla vita terrena a quella eterna, con una gioia e una serenità che ancora oggi interrogano e ispirano. Celebrare questo centenario assume il significato non solo di ricordare un evento storico, ma immergersi nel significato profondo di una scomparsa che, come disse Gilbert Chesterton, fece sì che «le stelle non videro mai un uomo morire così felice».
La morte di San Francesco, infatti, non fu un addio malinconico, ma un inno alla vita. Venti anni dopo la sua conversione, Francesco sentì l’ora della sua dipartita avvicinarsi. Lungi dall’essere turbato, chiese ai suoi frati più cari di cantare le lodi al Signore, intonando egli stesso un salmo di Davide. Conscio della fine imminente, ma soprattutto dell’inizio di una nuova vita, perdonò e benedisse tutti i suoi figli spirituali, presenti e assenti. Racconta la sua biografia che era «Circondato dai suoi frati, la sua anima si staccò dal corpo, ascendendo al cielo in una visione luminosa, come una stella che brilla più del sole» (cf. FF 508-14).
Un disco intitolato Gloriosus Franciscus firmato dall’Anonima Frottolisti ci guida nel percorso. Ospite al microfono di Giovanni Conti sarà Massimiliano Dragoni.
Sun, 18 Jan 2026 - 29min - 1149 - Quando la musica celebra il natale
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Il Natale ha offerto ispirazione a moltissimi compositori nel corso dei secoli. Ne sono nate pagine che sono divenute esse stesse parte integrante della tradizione contribuendo a creare quel clima particolare che anche chi non festeggia la nascita di Cristo avverte non rinunciandovi.
A volte prevale l’idillio del tipico paesaggio innevato con presepi entrati nell’uso dalla fine del Duecento oppure, come al Nord delle Alpi, alberi addobbati e pieni di luci. Qualunque sia la dimensione nel quale viene vissuto l’essenza, la natura stessa della festa è cela il mistero del Dio, incarnato che diviene un piccolo bimbo.
Melodie che spesso si somigliano e vengono declinate in maniera diversa con strumenti o voci o insieme, trasformandosi in testimoni del sentimento religioso e del pensiero musicale dell’epoca in cui vennero create, anzi superandole. Lorenzo Donati, compositore aretino e esperto di musica corale ha registrato per la rivista Amadeus un cd con il Coro della Cattedrale di Siena. Giovanni Conti lo ha ospitato in collegamento telefonico per parlare del cd natalizio ma non solo.
Sun, 28 Dec 2025 - 29min - 1148 - Natale medievale
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Francesco d’Assisi ha dato il via a un’esperienza di devozione e fede che ha segnato profondamente le tradizioni europee legate alla celebrazione del Natale. L’affresco nella grotta di Greccio ne da testimonianza e ci racconta dei sentimenti di un santo che non ha eguali.
Se le arti plastiche e figurative si sono espresse con visibile risultato nel corso dei secoli sul tema della nascita di Cristo, la musica ha proseguito la sua strada intrapresa nei primi secoli del cristianesimo e mutata, con pregevole risultato, sino al tardo medioevo. Natale e Medioevo sono dunque divenuti un binomio caratterizzante di cui vogliamo parlare con un esperto di questi repertori, Massimiliano Dragoni dell’ensemble Anonima Frottolisti.
Prima emissione: 26 dicembre 2021.
Sun, 21 Dec 2025 - 30min - 1147 - Medioevo, musica, emancipazione
Con la fine delle grandi invasioni barbariche, nell’Europa del tardo medioevo, si ha una generale crescita del benessere economico e, nonostante le carestie continuino a mietere vittime, anche un diffuso aumento demografico. Commercio e agricoltura si potenziano, le città si ingrandiscono, sorgono nuovi borghi e castelli e si definiscono le maggiori corti presso le principali città europee, che subito divengono importanti centri di sviluppo culturale e artistico, nascono le prime corporazioni di insegnanti ed allievi che presto diventeranno università. Anche se il cristianesimo rimane fondamentale motivo ispiratore di tutte le espressioni artistiche, progressivamente si affacciano nuove esperienze che tendono a distaccarsi dalla pratica religiosa ed hanno come oggetto l’uomo con i suoi sentimenti o sono ispirate dall’ambiente naturale. La pratica musicale quindi non è più soltanto legata alla preghiera ma inizia ad acquisire un valore espressivo autonomo, una maggiore dignità artistica.
Sun, 14 Dec 2025 - 27min - 1146 - Monteverdi e il Vespro della Beata Vergine
Direttore, cantante, didatta e divulgatore musicale, Walter Testolin è stato tra i protagonisti della trama L’eco di Monteverdi, ospitata da una recente edizione di Trame Sonore, Mantova Chamber Music Festival. Alla guida di un imponente ensemble vocale e strumentale, che ha visto uniti RossoPorpora, De labyrintho, La Pifarescha e More Antiquo, sua è stata la lettura del Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi nella mantovana Basilica di Santa Barbara… Occasione in cui, a 380 anni dalla scomparsa di Monteverdi, il suo monumentale capolavoro, ha rivisto la luce in uno di luoghi più significativi della sua vita. In quella Mantova che lo ha accolto al servizio dei Gonzaga dal 1590 al 1612.
Testolin ci accompagna alla scoperta del monteverdiano Vespro, pagina tra le più importanti e solenni della musica sacra del XVII secolo, data alle stampe nel 1610 con dedica al Papa Paolo V e scritta sopra canti fermi a 6 voci e 6 strumenti. Proprio come indicato nel titolo Vespro della Beata Vergine da concerto composto sopra canti fermi sex vocibus et sex instrumentis. Abbiamo incontrato Walter Testolin, nella sacrestia della Basilica di Santa Barbara proprio in occasione di questa imponente esecuzione.Sun, 07 Dec 2025 - 29min - 1145 - Medico del dolore è per gli uomini il Canto
La musica, da sempre, è stata considerata un rimedio contro le ‘asprezze’ dell’esistenza. Il suo effetto benefico si è irradiato sull’umano, come sul naturale, senza differenze di status, età, genere. Depositaria di un potere terapeutico pervasivo, non vi è essere animato, né inanimato che non ne subisca l’azione armonizzatrice. Se la musica degli uomini è capace di riscattare dal silenzio il proprio mondo, l’atto di produrre suono, nella cultura occidentale, è atto intrinsecamente metaforico, come testimoniano le figure mitiche che l’hanno esercitato: Apollo, padre di Esculapio, il dio della medicina, che allontana il male dagli esseri umani; Orfeo che suonando la sua taumaturgica lira ammansisce le fiere, placa i bellicosi e sovverte, addirittura, l’ordine delle cose nell’utopia delusa di riportare in vita la sua amata; David, che col suono della sua arpa salva dai tormenti della melanconia re Saul, erigendosi ad archetipo del potere salvifico della musica nel mondo cristianizzato, un potere che i manuali degli esorcisti ci rivelano essere così pervasivo da riuscire a scacciare persino il demonio.
Il discorso mitico, alimentato dagli stupefacenti effetti ascritti alla disciplina musicale, si configura come un potente mezzo per descrivere soggiacenti meccanismi psicologici di risposta emozionale alla musica all’interno del paradigma concettuale della filosofia greca, paradigma per secoli continuamente riscritto, senza mai venir meno.
La puntata odierna ha ospite al microfono di Giovanni Conti, Stefano Lorenzetti, uno dei fondatori dell’ensemble Umbra Lucis che nell’ambito di Cantar di Pietre ha proposto un programma che traduce in suono, in suono reale e vitale, proprio tale discorso mirabilmente sintetizzato da una similitudine antichissima e iterata per secoli: come uno strumento scordato non è capace di produrre buona musica, altrettanto, un animo, ‘scordato’ non è capace di vivere. La similitudine strumento musicale/animo umano ci guida, dunque, attraverso un’antropologia degli affetti e degli effetti della musica.
Sun, 02 Nov 2025 - 26min - 1144 - Quando la musica canta l’amore infelice
Viva Biancaluna Biffi. presenta un suo recital da lei volutamente costruito su uno schema d’opera. Fermate il Passo si sviluppa intorno a una trama ben conosciuta: l’amore infelice, tema universale, presente in tutte le epoche della storia, sia in poesia che in musica. In questo programma la donna è senza dubbio protagonista, ma è essa vittima o carnefice? La maggior parte dei testi frottolistici propongono un’apparente visione al maschile: io (uomo, poeta) soffro per le pene d’amore provocate da lei (la dama). Questa figura femminile distante e indifferente è un elemento che ricorre spesso nella storia della poesia e di conseguenza nella poesia tradotta in musica. Ma, come accade sovente, ci vengono offerti più livelli di lettura. La poesia trascende il significato delle sue stesse parole e rivolge sempre lo sguardo ad un panorama più ampio. In realtà i testi descrivono un ideale d’amore, di dolore, d’emozione e sentimento, che può essere interpretato da molti punti di vista differenti. La donna “carnefice” si trasforma quindi in “vittima” grazie ad un gioco di specchi e di illusioni poetiche e canta il suo abbandono, il suo dolore e la sua resa.
Sun, 26 Oct 2025 - 27min - 1143 - Una passeggiata nel rinascimento musicale
Questa settimana Quilisma compie un breve viaggio nel Rinascimento focalizzando la propria attenzione su alcuni aspetti caratterizzanti della musica.
È in questo momento storico che si assiste alla rinascita culturale e sociale dell’Occidente e contemporaneamente allo sviluppo delle grandi nazioni. È un momento di gloria per l’Italia le cui signorie caratterizzano culturalmente le proprie corti favorendo la musica con importanti e fondamentali azioni di mecenatismo. L’istruzione musicale diviene così aspetto imprescindibile nell’educazione di un nobile o di un ricco borghese, e saper cantare o suonare uno strumento un’attività del tutto normale. Ecco perché l’esecuzione musicale è diretta non solo e non soprattutto a un pubblico di ascoltatori (come invece accade oggi) ma a un pubblico di musicisti, seppur dilettanti.
Sun, 19 Oct 2025 - 28min - 1142 - Quando la Musica corre sull’Acqua… della Laguna
La lunga storia di Venezia ha inizio già con le vicende del Patriarcato di Aquileia, rappresentando una vera e propria identità culturale e geografica durante il Medioevo e il Rinascimento.
La sua eredità musicale, infatti, è espressione del mondo religioso dell’epoca e gli archivi raccontano uno stile inconfondibile in particolar modo nella liturgia e nella sfera religiosa del tempo.
Accanto alla devozione, la vita culturale laico-profana viaggia in diverse forme e regala ancora oggi una moltitudine di testimonianze legate alla capacità di conservazione di molti documenti compositivi.
La puntata di Quilisma prende spunto da un concerto dell’ensemble Anonima Frottolisti nell’ambito della rassegna Cantar di Pietre. Un concerto che ha raccontato lo spaccato “popolareggiante”, per quanto estremamente colto, del gusto musicale cortese e profano del XV e XVI secolo. I racconti, le maschere, i personaggi, l’amore, la vita, sono stati solo alcuni dei temi trattati dal repertorio eseguito: una “fotografia” dell’estetica e della ricerca tanto letterale quanto musicale dell’epoca.
Sun, 12 Oct 2025 - 29min - 1141 - Mala Punica
Fondato nel 1994 dal Pedro Memelsdorf, l’ensemble Mala Punica è riconosciuto a livello internazionale per il suo approccio alla musica medievale e rinascimentale. I suoi progetti, frutto di anni di ricerca e di un lavoro d’ensemble di altissimo livello, hanno contribuito a riscoprire repertori dimenticati e a offrirli in interpretazioni vive, raffinate e appassionate. Con una discografia pluripremiata e numerose collaborazioni con festival e istituzioni di prestigio, il gruppo ha saputo coniugare rigore musicologico e forza espressiva, guadagnandosi un posto d’eccellenza nella scena della musica antica.
Mala Punica sarà protagonista lunedì 6 ottobre nella Chiesa del Collegio Papio nell’ambito delle Settimane musicali di Ascona. Per l’occasione Quilisma propone un incontro che Giovanni Conti ha avuto con Pedro Memelsdorf.
Sun, 05 Oct 2025 - 27min - 1140 - Palestrina 500 (3./3)
Il 2025 il Cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei più illustri compositori del Rinascimento e figura fondamentale della musica sacra. Per celebrare questo importante anniversario, in tutto il mondo sono state promosse manifestazioni e progetti che intendono riscoprire e valorizzare l’opera del Palestrina, coinvolgendo un vasto pubblico e promuovendo la conoscenza della sua musica. Anche la Svizzera italiana fa la sua parte con la Rassegna Cantar di pietre che prenderà il via il 28 settembre eseguendo nella Cattedrale di Lugano il Capolavoro di Palestrina ovvero la Missa Papae Marcelli. Il programma è consultabile sul sito cantardipietre.ch
Sun, 28 Sep 2025 - 29min - 1139 - Invecchiare nel Medioevo
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La puntata odierna di “Quilisma” si occupa di un tema con cui, prima o poi, tutti devono confrontarsi. Si tratta della vecchiaia, un dato sociale, biologico ed anche culturale che ha mutato il suo ruolo sociale attraverso la storia. Nel mondo antico – solo per fare un esempio - la vecchiaia era un avvenimento eccezionale. La vita media infatti non superava i 30 anni e non erano molti coloro che riuscivano a raggiungere una età avanzata (o considerata tale secondo gli standard della comunità di appartenenza). Società e comunità di appartenenza hanno in passato determinato il destino dei vecchi la cui condizione oscillava tra estremi ed opposti cioè il rifiuto e l’umiliazione, umiliazione da una parte e il rispetto e la venerazione dall’altra. Atteggiamenti che furono il risultato della somma di risvolti economici, sociali, psicologici e persino magico-religiosi.
Prima emissione: 15 giugno 2025.
Sun, 09 Nov 2025 - 29min - 1138 - Palestrina 500 (2./3)
Il 2025 il Cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei più illustri compositori del Rinascimento e figura fondamentale della musica sacra. Per celebrare questo importante anniversario, in tutto il mondo sono state promosse manifestazioni e progetti che intendono riscoprire e valorizzare l’opera del Palestrina, coinvolgendo un vasto pubblico e promuovendo la conoscenza della sua musica. Anche la Svizzera italiana fa la sua parte con la Rassegna Cantar di pietre che prenderà il via il 28 settembre eseguendo nella Cattedrale di Lugano il Capolavoro di Palestrina ovvero la Missa Papae Marcelli. Il programma è consultabile sul sito cantardipietre.ch
Sun, 21 Sep 2025 - 25min - 1137 - Palestrina 500 (1./3)
Il 2025 il Cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei più illustri compositori del Rinascimento e figura fondamentale della musica sacra. Per celebrare questo importante anniversario, in tutto il mondo sono state promosse manifestazioni e progetti che intendono riscoprire e valorizzare l’opera del Palestrina, coinvolgendo un vasto pubblico e promuovendo la conoscenza della sua musica. Anche la Svizzera italiana fa la sua parte con la Rassegna Cantar di pietre che prenderà il via il 28 settembre eseguendo nella Cattedrale di Lugano il Capolavoro di Palestrina ovvero la Missa Papae Marcelli. Il programma è consultabile sul sito cantardipietre.ch.
Sun, 14 Sep 2025 - 28min - 1136 - Tutto cominciò con Gregorio detto Magno
Sono trascorsi pochi giorni dalla data in cui – puntualmente ogni anno – il 3 settembre si fa memoria di Gregorio Magno, nato a Roma intorno al 540 da una famiglia patrizia degli Anici, “gens” di fede cristiana e nota anche per i servizi resi alla Sede Apostolica. I genitori Gordiano e Silvia gli trasmettono alti valori evangelici offrendogli anche un grande esempio. Dopo gli studi di diritto, Gregorio intraprende la carriera politica e ricopre la carica di prefetto della città di Roma. Questa esperienza gli fa maturare uno sguardo più consapevole sull’urbe e le sue problematiche e un profondo senso dell’ordine e della disciplina. Pochi anni dopo, attratto dalla vita monastica, decide di ritirarsi, dona i suoi averi ai poveri e fa della casa paterna al Celio un monastero che intitola a Sant’Andrea. Qui si dedica alla preghiera, al raccoglimento e allo studio della Sacra Scrittura e dei Padri della Chiesa. E poi l’elezione a Papa…
Sun, 07 Sep 2025 - 28min - 1135 - Venezia chiama Costantinopoli…
Pagine perlopiù inedite in tempi moderni che sottolineano l’antico rapporto tra San Marco a Venezia e Aghia Sophia a Istanbul.
Due luoghi di culto dalla storia millenaria che idealmente incorniciano la figura della Vergine Maria, posta al centro di questo concerto: a parlare è la Donna per antonomasia, la Madre, la Regina, la Soccorritrice, che ha dato alla luce un Dio; la più bella tra tutte le donne. Il concerto propone musiche polifoniche e monodiche di differente provenienza e di vari autori sia nello stile di ampia polifonia, eseguita in San Marco, sia di cromatici melismi bizantini che da secoli hanno fatto eco sotto le cupole di Aghia Sophia.
Ne sono stati protagonisti i componenti dell’ensemble Modulata Carmina coordinati da Luigi Santos nel contesto della stagione di Cantar di Pietre.Sun, 08 Jun 2025 - 29min - 1134 - Obrecht e il suo capolavoro
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La storiografia ci riporta la notizia che il duca Ercole I d’Este preferiva la musica di Jacob Obrecht a quella degli altri compositori. Non ci meraviglia quindi che la Missa Caput sia pervenuta a noi attraverso un manoscritto copiato alla Corte di Ferrara. Si tratta di un’opera probabilmente scritta attorno al 1440 e divenuta estremamente celebre in tutta Europa. Costruita su un cantus firmus la cui origine è rimasta sconosciuta fino al 1950 quando il musicologo Manfred Bukofzer scopri che si trattava dell’ultimo melisma dell’antifona gregoriana Venit ad Petrum cantata il Giovedì santo per commemorare il gesto di Gesù che lavò i piedi agli apostoli. Stilisticamente innovativa, prorompente ed esaltante del testo, la pagina di Obrecht rompe gli schemi delle concezioni fiamminghe e apre nuove vie che segneranno in prima battuta il contesto musicale italiano per poi influenzare il resto del continente.
Prima emissione: 3 marzo 2024
Sun, 30 Nov 2025 - 29min - 1133 - Notre-Dame
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Con la puntata odierna di Quilisma, chiudiamo una settimana speciale dedicata alla cattedrale di Parigi.
Inaugurata e riconsacrata lo scorso 7 dicembre, Notre-Dame è stata al centro di un’attenzione inimmaginabile. Cinque anni di lavori incessanti per ricostruirla esattamente come prima, dopo l’incendio del 15 aprile 2019.
Notre-Dame è il simbolo più noto e divulgato del gotico nella cultura generale. La sua costruzione era iniziata intorno al 1160 ma storia della sua architettura si estende per secoli, arrivando giusto ai giorni nostri.
Il gotico è uno stile che nasce nella Francia medievale e ne diventa il simbolo più emblematico. Amato, rinnegato, cancellato e poi riscoperto, il gotico ha segnato profondamente l’identità non solo francese ma europea, affascinando con la sua ricerca di leggerezza e di luminosità, ma anche di grandiosità.
Delle vicissitudini della cattedrale di Notre-Dame ci parlerà, oggi, il Professor Carlo Tosco, architetto, storico dell’architettura, professore del Politecnico di Torino e delegato al patrimonio architettonico del paesaggio dalla stessa università.
Ha fatto parte del Comitato Internazionale incaricato per lo studio della ricostruzione della cattedrale e, di recente, ha pubblicato il volume Le vie delle cattedrali gotichepubblicato da Il Mulino.
Prima emissione: 15 dicembre 2024
Sun, 30 Aug 2026 - 30min - 1132 - Musica sulle strade di Betlemme (2./2)
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Seconda delle due puntate che non vogliono rinunciare all'aggancio con la ricorrenza religiosa per ripercorrere le vie dei pellegrini verso la terra santa. Ci incamminiamo dunque verso questa meta vestendo i panni del viaggiatore medievale, sia esso pellegrino, crociato, messaggero, studente, mendicante, mercante, re o papa. Tutti verso il luogo che la tradizione identifica come quello della nascita di quel Gesù il cui messaggio cambierà radicalmente i destini del mondo. Un viaggio che Quilisma percorrerà attraverso la musica natalizia medievale di Germania, Inghilterra, Macedonia, Croazia, Bulgaria, Spagna, Turchia e Siria.
Prima emissione: 8 gennaio 2023
Sun, 11 Jan 2026 - 29min - 1131 - Musica sulle strade di Betlemme (1./2)
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Prima delle due puntate che non vogliono rinunciare all'aggancio con la ricorrenza religiosa per ripercorrere le vie dei pellegrini verso la terra santa. Ci incamminiamo dunque verso questa meta vestendo i panni del viaggiatore medievale, sia esso pellegrino, crociato, messaggero, studente, mendicante, mercante, re o papa. Tutti verso il luogo che la tradizione identifica come quello della nascita di quel Gesù il cui messaggio cambierà radicalmente i destini del mondo. Un viaggio che Quilisma percorrerà attraverso la musica natalizia medievale di Germania, Inghilterra, Macedonia, Croazia, Bulgaria, Spagna, Turchia e Siria.
Prima emissione: 31 dicembre 2022
Sun, 04 Jan 2026 - 24min - 1130 - Cercar tesori nel Medioevo
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Protetto da draghi o spiriti maligni, gravato da maledizioni, rivelato da sogni e visioni, il tesoro è materia magica per eccellenza e fra le più affascinanti. Se cercassimo una ricetta alchemica per crearne uno, avremmo bisogno di alcuni ingredienti fondamentali. Il primo è il valore, quello scintillio che accende il desiderio. Il secondo è il segreto, la consapevolezza che esso esiste senza sapere dove. Il terzo è il tempo, al quale è sopravvissuto e che l'ha reso libero da ogni possesso: attende chi saprà meritarselo ma non è più di nessuno. Nel suo libro Allegra Iafrate segue la storia della ricerca dei tesori fra Medioevo ed Età Moderna, analizzando le sfumature del desiderio che ha colto gli uomini attraverso i secoli, descrivendo alcuni degli oggetti che hanno alimentato i racconti più favolosi, svelando come nascono certe leggende, alla scoperta dei nascondigli e dei loro custodi, sulla scia di quei cercatori che, dalle sponde meridionali del Mediterraneo fino all'Europa settentrionale, per secoli hanno seguito il miraggio della ricchezza fra magia e misteriose topografie auree. Giovanni Conti ospita Allegra Iafrate nella puntata odierna di Quilismaper parlare di tesori, Medioevo e non solo.
Prima emissione: 10 ottobre 2021
Sun, 31 Aug 2025 - 29min - 1129 - L’Impero carolingio
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Sesto ed ultimo degli incontri con il medievista Marco Ferrero alla scoperta a volo d’uccello dei passaggi fondamentali che contribuirono alla costruzione del Medioevo. Dopo esserci addentrati nella conoscenza di Franchi e Longobardi e dopo aver posto attenzione sui Carolingi, che con Carlo Magno, come dinastia, per prima salì sul trono del Sacro romano impero, oggi è la volta dell’Europa come dato di fatto. L’organizzazione data all’Impero da Carlo anche in termini amministrativi, costituì il modello anche dopo la sua morte, reggendo le sorti di quella larga unione di domini, popoli e culture che di lì a poco avrebbe visto ascendere al trono la dinastia ottoniana con Ottone I (nell’immagine)
Prima emissione domenica 3 aprile 2022
Sun, 10 Aug 2025 - 29min - 1128 - L’ascesa al trono di Carlo Magno
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Continuano gli incontri con il medievista Marco Ferrero alla scoperta a volo d’uccello dei passaggi fondamentali che contribuirono alla costruzione del Medioevo. Dopo esserci addentrati nella conoscenza di Franchi e Longobardi si torna a parlare di Franchi per focalizzare l’attenzione sui Carolingi, dinastia che successe ai Merovingi e, con Carlo Magno, per prima salì sul trono del Sacro romano impero realizzando una larga unione di domini, popoli e culture, e restituendo all’Europa la fisionomia politica e il prestigio perduti con la fine dell’Impero romano.
Prima emissione: 27 marzo 2022
Sun, 27 Jul 2025 - 26min - 1127 - Caratteristiche e cause dell’ascesa dei Longobardi
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Prosegue il percorso a grandi tappe di analisi della costruzione dell’identità europea attraverso le popolazioni che ne hanno fatto la storia. Se Siamo abituati a pensare alla fine dell’impero di Roma come al reale conclusione di un’esperienza oppure, al più, al suo trasferimento in oriente, dove Costantinopoli sostituisce una capitale non più attiva, la realtà risulta diversa. Oltre ai già citati Franchi, i Longobardi ebbero un ruolo fondamentale che già abbiamo introdotto nella scorsa puntata. Oggi, sempre con l’aiuto del medievista Marco Ferrero, ne comprendiamo meglio le caratteristiche e le cause che ne determinarono l’ascesa, ma soprattutto la disfatta.
Prima emissione domenica 20 marzo 2022
Sun, 20 Jul 2025 - 29min - 1126 - I Longobardi
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Siamo abituati a pensare alla fine dell’impero di Roma come alla reale conclusione di un’esperienza oppure, al più, al suo trasferimento in oriente, dove Costantinopoli sostituisce una capitale non più attiva. In realtà, nel sud della Francia, il connubio tra l’aristocrazia senatoria romana e la classe dirigente di origine locale, unite all’episcopato cattolico sempre più potente, pone le basi di quello che sarà di lì ad alcuni secoli l’impero carolingio. Dopo aver affrontato il tema dei FRANCHI, Giovanni Conti entra nel mondo dei LONGOBARDI insieme allo storico del Medioevo Marco Ferrero presidente del Centro Studi medievali ‘Ponzio di Cluny’.
Prima emissione domenica 13 marzo 2022
Sun, 13 Jul 2025 - 29min - 1125 - I Franchi
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Samo abituati a pensare alla fine dell’impero di Roma come al reale conclusione di un’esperienza oppure, al più, al suo trasferimento in oriente, dove Costantinopoli sostituisce una capitale non più attiva. In realtà, nel sud della Francia, il connubio tra l’aristocrazia senatoria romana e la classe dirigente di origine locale, unite all’episcopato cattolico sempre più potente, pone le basi di quello che sarà di lì ad alcuni secoli l’impero carolingio. Giovanni Conti ne parla in questa seconda puntata della serie "Costruire il Medioevo"con lo storico Marco Ferrero presidente del Centro Studi medievali "Ponzio di Cluny".
Prima emissione domenica 6 marzo 2022
Sun, 06 Jul 2025 - 29min - 1124 - Introduzione
Siamo abituati a pensare alla fine dell’impero di Roma come al reale conclusione di un’esperienza oppure, al più, al suo trasferimento in oriente, dove Costantinopoli sostituisce una capitale non più attiva. In realtà, nel sud della Francia, il connubio tra l’aristocrazia senatoria romana e la classe dirigente di origine locale, unite all’episcopato cattolico sempre più potente, pone le basi di quello che sarà di lì ad alcuni secoli l’impero carolingio. Giovanni Conti ne parla con lo storico del Medioevo Marco Ferrero presidente del Centro Studi medievali "Ponzio di Cluny".
Prima emissione domenica 20 febbraio 2022
Sun, 29 Jun 2025 - 29min - 1123 - L'uomo che si credeva il re di Francia
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C’era una volta un re. Così cominciano tante fiabe della tradizione, e così può prendere avvio anche l’incredibile racconto dell’avventura di Giannino, che per molti aspetti somiglia davvero a una fiaba.
Chi era quest’uomo? Giannino di Guccio di Mino di Geri Baglioni: un mercante dell’opulenta città di Siena, amministratore avveduto, carico di soldi e di figli, il quale, alla rispettabile età di quaranta anni, si lasciò convincere da Cola di Rienzo, senatore dei romani, di essere nientemeno che il re di Francia.
Era il settembre 1354…..
Prima emissione: 24 febbraio 2019
Sun, 23 Nov 2025 - 29min - 1122 - ‘Cantate Deo’ a voce sola
Cantate Deo: questo l’evocativo titolo di una incisione discografica del tenore anglo-partenopeo Marco Beasley. Il cantante applauditissimo in ogni occasione offre un modo originale per scoprire il repertorio religioso italiano scritto per due tenori. Sono gli ultimi sussulti dello stile rinascimentale e i prodromi del fastoso barocco che Quilisma proporrà all’ascolto nella realizzazione che Beasley ha fatto sovrapponendo la sua voce con la tecnica della registrazione ripetuta. In altre parole è sempre lui a cantare entrambe le parti che in fase di editing del cd sono state sovrapposte. Un’esperienza singolare che non appartiene alla tradizione delle incisioni di questo tipo ma che è stata decisiva per realizzare un momento musicale di straordinario impatto emotivo. Si va da brani di Alessandro Grandi e Bonifacio Graziani a composizioni di Biagio Marini, Claudio Monteverdi e Giuseppe Giamberti ed altri ancora che Marco Beasley affronta impeccabilmente con l’inseparabile Guido Morini all’organo e al clavicembalo e alla direzione del suo storico Ensemble Accordone.
Prima emissione: 4 luglio 2021
Sun, 22 Jun 2025 - 29min - 1120 - Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (3./3)
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 9 febbraio 2025.
Sun, 09 Aug 2026 - 29min - 1119 - Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (2./3)
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 2 febbraio 2025.
Sun, 02 Aug 2026 - 29min - 1118 - Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (1./3)
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 26 gennaio 2025.
Sun, 26 Jul 2026 - 29min - 1117 - L’avventura dei trovatori (4./4)
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 29 ottobre 2017
Sun, 19 Jul 2026 - 29min - 1116 - L’avventura dei trovatori (3./4)
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 22 ottobre 2017
Sun, 12 Jul 2026 - 27min - 1115 - L’avventura dei trovatori (2./4)
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 15 ottobre 2017
Sun, 05 Jul 2026 - 27min - 1114 - L’avventura dei trovatori (1./4)
“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 8 ottobre 2017
Sun, 28 Jun 2026 - 26min - 1113 - Tutti pazzi per la danza
Il percorso proposto si configura come una ricognizione retrospettiva dedicata al fenomeno della danza, inteso non soltanto come pratica coreutica, ma come dispositivo culturale capace di riflettere, in ogni epoca, tensioni sociali, codici simbolici e modelli antropologici. Nella puntata odierna di Quilisma, Giovanni Conti assume come punto di partenza la fine del XVI secolo per risalire progressivamente fino al XIII, con l’obiettivo di mettere in luce la natura profondamente ambivalente dell’atteggiamento medievale e post‑medievale nei confronti della danza: da un lato sospetta, talvolta stigmatizzata dalle autorità ecclesiastiche; dall’altro onnipresente nella vita quotidiana, nelle cerimonie civili, nei rituali comunitari e nelle forme di intrattenimento popolare.
Questa polarità, lungi dall’essere un’invenzione rinascimentale, affonda le proprie radici in una lunga tradizione medievale in cui la danza, pur soggetta a regolamentazioni morali e teologiche, si manifesta come pratica diffusa in ogni strato della società: dalle danze rituali legate al calendario liturgico alle forme più spontanee di espressione comunitaria, dalle coreografie cortigiane alle rappresentazioni drammatico‑musicali. Il percorso a ritroso consente dunque di cogliere la continuità e al tempo stesso la trasformazione dei modelli coreutici, mostrando come la danza, nelle sue molteplici declinazioni, costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere la cultura europea tra Medioevo ed età moderna.
Sun, 21 Jun 2026 - 31min - 1112 - I 400 anni di Giovanni Legrenzi
A quattrocento anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, avvenuta nel 1626 a Clusone, la città natale del compositore gli rende omaggio con un festival monografico concepito in una prospettiva pluriennale. Attraverso concerti, incontri di studio e iniziative divulgative, la manifestazione intende valorizzare la figura di uno dei protagonisti della musica italiana del secondo Seicento e approfondire il contesto storico e culturale nel quale si sviluppò la sua produzione.
Ammirato dai contemporanei e stimato da musicisti quali Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Johann Adolf Hasse, Legrenzi fu tra le personalità più influenti del tardo Seicento. Erede della tradizione veneziana e al tempo stesso innovatore del linguaggio musicale dell’epoca, concluse la propria carriera come maestro di cappella della Basilica di San Marco, incarico che ne consacrò il prestigio nella storia della musica sacra italiana.
Alla riscoperta moderna della sua opera ha contribuito in modo decisivo l’attività di Giovanni Acciai, che con l’ensemble Nova Ars Cantandi ha promosso importanti progetti discografici dedicati al compositore. Tra questi si colloca la pubblicazione per Naxos dell’Op. 3, Harmonia d’affetti devoti, raccolta emblematica della maturità legrenziana, nella quale convergono sapienza contrappuntistica, intensità espressiva e raffinatezza del linguaggio sacro.
Di questo nuovo progetto discografico e dell’eredità artistica di Legrenzi dialoga Giovanni Conti con il maestro Acciai.
Sun, 14 Jun 2026 - 30min - 1111 - Goliardi, gli anticonformisti del Medioevo
Erano una voce libera e critica all’interno della cultura medievale: uomini colti e spesso irrequieti che, attraverso l’ironia, la satira e la poesia, espressero il desiderio di una vita più autentica e meno vincolata alle rigide convenzioni del loro tempo.
I goliardi erano studenti, chierici e intellettuali itineranti che vissero soprattutto tra il XII e il XIII secolo nell’Europa medievale. Provenivano in genere dagli ambienti delle scuole e delle prime università e possedevano una solida formazione culturale basata sul latino, la lingua della Chiesa e della cultura del tempo. Molti di loro conducevano una vita errante, spostandosi da una città all’altra in cerca di insegnamento, protezione o sostegno economico. Pur appartenendo spesso al mondo ecclesiastico, si distinguevano per il loro atteggiamento anticonformista e critico nei confronti delle autorità religiose e della società medievale.
Attraverso poesie, canzoni e componimenti satirici scritti prevalentemente in latino, i goliardi denunciavano la corruzione del clero, l’ipocrisia dei potenti e le ingiustizie sociali. Allo stesso tempo esaltavano gli aspetti più terreni dell’esistenza, celebrando il vino, l’amore, l’amicizia, il gioco e il piacere di vivere. Questa visione del mondo, spesso in contrasto con gli ideali di austerità e disciplina promossi dalla Chiesa, contribuì a renderli figure originali e talvolta controverse. Di questo ed altro Giovanni Conti parla oggi in ”Quilisma.”
Sun, 07 Jun 2026 - 28min - 1110 - Micrologus, il Trattato compie 1000 anni
Si celebrano quest’anno i 10 secoli dalla redazione del Micrologus de musica, considerato il più importante trattato del Medioevo. Ne fu autore Guido d’Arezzo celebre monaco musicista che nacque intorno al 995 in un villaggio vicino a Pomposa (Ferrara). Entrò nel monastero benedettino dell’abbazia di Pomposa e poi si trasferì ad Arezzo, dove maturò il suo nuovo metodo per l’apprendimento del canto liturgico, che espose a papa Giovanni XIX, il quale ne favorì la propagazione.
Con il suo Micrologus de musica Guido diede una soluzione ai molteplici tentativi di una nuova notazione e fu una figura soprattutto per l’impostazione del modo di leggere la musica: sistematizzò il rigo mjusicale e utilizzò la notazione quadrata.
L’obiettivo di Guido d’Arezzo era quello di trovare un sistema che consentisse al cantore di intonare un canto senza averlo mai visto prima. Giovanni Conti ne parla con i musicologi Angelo Rusconi e Giacomo Baroffio.
Sun, 31 May 2026 - 28min - 1063 - Natale una storia immortale
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Natale è la Festa della natività di Gesù Cristo. Uomini corpulenti vestiti di rosso in realtà sono dei perfetti estranei alla celebrazione religiosa che affonda le sue radici in tradizioni pre-cristiane. La sua storia è tutta in divenire, basti pensare che il Natale in quanto festa è ignota nei primi 3 secoli dell’era cristiana e manca una tradizione autorevole circa la data della sua istituzione. Si ritiene che sia d’origine romana ed è certo che a Roma, verso la metà del 4° sec., si celebrava il 25 dicembre. Nella scelta ha influito il calendario civile romano che dalla fine del 3° sec. festeggiava in quel giorno il solstizio invernale e il natale del “sole invitto”: i cristiani vollero così opporre e sovrapporre alla festa pagana la festa della nascita del vero sole, Cristo. In poco meno di un secolo, la festa si diffuse in tutta la cristianità e fu adottata anche nelle Chiese orientali, nelle quali fino ad allora era celebrata il 06 gennaio, unita con l’Epifania. Per ripercorrere questa vicenda lo storico Marco Ferrero è ospite di Giovanni Conti ai microfoni di “Quilisma”.
Prima emissione: 23 dicembre 2018
Sun, 22 Dec 2024 - 29min - 1062 - Vieni con me nel silenzio della notte (3./3)
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 21 maggio 2023
Sun, 25 Aug 2024 - 29min - 1061 - Vieni con me nel silenzio della notte (2./3)
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 14 maggio 2023
Sun, 18 Aug 2024 - 28min - 1060 - Vieni con me nel silenzio della notte (1./3)
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 7 maggio 2023
Sun, 11 Aug 2024 - 28min - 1059 - Rinascimento, che passione!
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Questa settimana “Quilisma” compie un breve viaggio nel Rinascimento focalizzando la propria attenzione su alcuni aspetti caratterizzanti della musica.
È in questo momento storico che si assiste alla rinascita culturale e sociale dell’Occidente e contemporaneamente allo sviluppo delle grandi nazioni. È un momento di gloria per l’Italia le cui signorie caratterizzano culturalmente le proprie corti favorendo la musica con importanti e fondamentali azioni di mecenatismo. L’istruzione musicale diviene così aspetto imprescindibile nell'educazione di un nobile o di un ricco borghese, e saper cantare o suonare uno strumento un'attività del tutto normale. Ecco perché l'esecuzione musicale è diretta non solo e non soprattutto a un pubblico di ascoltatori (come invece accade oggi) ma a un pubblico di musicisti, seppur dilettanti.
Prima emissione: 5 giugno 2022
Sun, 23 Jun 2024 - 28min - 1008 - Il canto della purezza
Recentissimamente in Ticino, protagonista di un concerto memorabile nella cattedrale luganese , la Cappella Pratensis.
Cappella Pratensis (nella foto) ci restituisce il clima di una Confraternita rinascimentale, un Banchetto e tanta musica. È l’ultima fatica discografica del, celebre ensemble vocale dei Paesi Bassi. Pubblicato per l’etichetta Challengerecords, il cd offre una plausibile ricostruzione della Festa del Cigno ovvero il banchetto che la Confraternita di Nostra Signora della città di Hertogenbosch nella regione del Brabante organizzava per la festa dei Santi Innocenti.Il Cigno è emblema di purezza e nel Medioevo, il nome, lo si voleva derivato dal latino canere ovvero cantare, in relazione al canto dell’animale dal lungo e flessibile collo.
Brani sacri e profani si alternano in un contesto che in quel momento storico non aveva confini e testimoniato dai molti manoscritti di proprietà della Confraternita, gli stessi manoscritti da cui Cappella Pratensis ha attinto per realizzare la registrazione. Di questo e di altro Giovanni Conti ne parla con una delle storiche voci dell’ensemble,Peter De Laurentiis.Sun, 01 Jun 2025 - 27min - 963 - Medico del dolore è per gli uomini il Canto
La musica, da sempre, è stata considerata un rimedio contro le “asprezze” dell’esistenza. Il suo effetto benefico si è irradiato sull’umano, come sul naturale, senza differenze di status, età, genere. Depositaria di un potere terapeutico pervasivo, non vi è essere animato, né inanimato che non ne subisca l’azione armonizzatrice. Se la musica degli uomini è capace di riscattare dal silenzio il proprio mondo, l’atto di produrre suono, nella cultura occidentale, è atto intrinsecamente metaforico, come testimoniano le figure mitiche che l’hanno esercitato: Apollo, padre di Esculapio, il dio della medicina, che allontana il male dagli esseri umani; Orfeo che suonando la sua taumaturgica lira ammansisce le fiere, placa i bellicosi e sovverte, addirittura, l’ordine delle cose nell’utopia delusa di riportare in vita la sua amata; David, che col suono della sua arpa salva dai tormenti della melanconia re Saul, erigendosi ad archetipo del potere salvifico della musica nel mondo cristianizzato, un potere che i manuali degli esorcisti ci rivelano essere così pervasivo da riuscire a scacciare persino il demonio.
Il discorso mitico, alimentato dagli stupefacenti effetti ascritti alla disciplina musicale, si configura come un potente mezzo per descrivere soggiacenti meccanismi psicologici di risposta emozionale alla musica all’interno del paradigma concettuale della filosofia greca, paradigma per secoli continuamente riscritto, senza mai venir meno.
La puntata odierna ha ospite al microfono di Giovanni Conti, Stefano Lorenzetti, uno dei fondatori dell’ensemble Umbra Lucis che nell’ambito di Cantar di Pietre ha proposto un programma che traduce in suono, in suono reale e vitale, proprio tale discorso mirabilmente sintetizzato da una similitudine antichissima e iterata per secoli: come uno strumento scordato non è capace di produrre buona musica, altrettanto, un animo, “scordato” non è capace di vivere. La similitudine strumento musicale/animo umano ci guida, dunque, attraverso un’antropologia degli affetti e degli effetti della musica.
Sun, 25 May 2025 - 26min - 919 - Cantando gioie e dolori dell’amore
Ospite della puntata odierna di Quilisma è Viva Biancaluna Biffi. La musicista, contesa dai maggiori gruppi di musica antica del momento, presenta un suo recital da lei volutamente costruito su uno schema d’opera. Fermate il Passo si sviluppa intorno a una trama ben conosciuta: l’amore infelice, tema universale, presente in tutte le epoche della storia, sia in poesia che in musica. In questo programma la donna è senza dubbio protagonista, ma è essa vittima o carnefice? La maggior parte dei testi frottolistici propongono un’apparente visione al maschile: io (uomo, poeta) soffro per le pene d’amore provocate da lei (la dama). Questa figura femminile distante e indifferente è un elemento che ricorre spesso nella storia della poesia e di conseguenza nella poesia tradotta in musica. Ma, come accade sovente, ci vengono offerti più livelli di lettura. La poesia trascende il significato delle sue stesse parole e rivolge sempre lo sguardo ad un panorama più ampio. In realtà i testi descrivono un ideale d’amore, di dolore, d’emozione e sentimento, che può essere interpretato da molti punti di vista differenti. La donna “carnefice” si trasforma quindi in “vittima” grazie ad un gioco di specchi e di illusioni poetiche e canta il suo abbandono, il suo dolore e la sua resa.
Sun, 18 May 2025 - 27min - 918 - Il conclave prima del conclave
In questi giorni in cui siamo attorniati da qualunque tipo di media impegnato a parlare di papato e di conclave, spesso ci è capitato di sentire non poche inesattezze storiche. È fenomeno ricorrente che, di fronte ad un evento di portata mondiale, anche i giornalisti, come l’uomo della strada, si improvvisi esperto con il risultato che, spesso, ciò che ne deriva è spesso fonte di autentici errori che il tam tammediatico appunto, finisce per ingigantire.
Quilisma vuole dire la sua al proposito, limitandosi tuttavia ai periodi di sua competenza. Per approfondire l’argomento abbiamo chiesto a un amico di Rete Due di essere con noi per guidarci in questo percorso e quindi diamo il benvenuto allo storico del medioevo e presidente del Centro Studi medievali Ponzio di Cluny Marco Ferrero.
Sun, 11 May 2025 - 29min - 876 - I giardini dell’anima
I 12 giardini è il titolo di un trattato di ascesi spirituale scritto intorno al 1435 dall’appena ventenne Caterina De Vigri, clarissa, venerata in seguito come Santa Caterina da Bologna. Ma è pure il titolo di un cd prodotto dalla nostra Rete e che vede affiancati gli ensemble La Reverdie e Adiastema. Caterina da Bologna - prima donna nella storia europea della quale si conservano un gran numero di scritti autografi - percorre 12 stadi del cammino di unione dell’anima con Cristo, descrivendoli come Giardini in cui, come nel Cantico dei Cantici, sovrabbondano immagini simboliche di luce, colore, calore, odore e sapore, suono e ritmo, canto e danza. In ogni giardino possiamo ascoltare il canto della Sposa, che esprime l’intima risonanza della Parola divina dentro l’anima attratta sempre più vorticosamente dallo Sposo.
Un approfondito lavoro di ricerca musicologica ha permesso a Livia Caffagni, fondatrice e membro storico dell’ensemble La Reverdie, di ricostruire l’esecuzione musicale di 12 cantici spirituali in uso nel Monastero del Corpus Domini - che Caterina fondò a Bologna nel 1456 - nei cui testi si riflettono perfettamente i contenuti e le atmosfere descritti dalla Santa nei 12 Giardini.
Sun, 04 May 2025 - 28min - 875 - Voci della Gallia medievale
Francia XII secolo. Sono l’ultimo retaggio di una stagione iniziata quasi 500 anni prima quando prefetto di Roma era quel Gregorio che avrebbe lasciato il servizio allo Stato per farsi monaco. Quel Gregorio che la storia ci ha consegnato come Gregorio Magno dopo essere divenuto papa. Uno dei più straordinari Pontefici del primo millennio della cristianità per la sua autorevolezza, che si riscontra in tutti i campi al punto da lasciare ovunque la sua impronta. Per noi che ci occupiamo di musica il riferimento al suo nome è fondamentale, anche se non del tutto realistico, ma certo è che si deve a lui la conquista dell’aver assegnato un ruolo didattico all’arte e, quindi, anche alla musica. Così come la pittura, per Gregorio, la musica consente una migliore comprensione dei testi biblici e lo fa soprattutto a beneficio degli illetterati.
Sun, 27 Apr 2025 - 28min - 835 - Maria di Magdala, apostola fra gli apostoli
Maria Maddalena fu fra coloro che maggiormente condivisero i tre anni di vita pubblica di Gesù Cristo. Fu sotto la croce, senza fuggire come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece Pietro, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Sepolcro. Ma chi era in realtà Maria di Magdala? In maniera assolutamente erronea per i più fu la prostituta redenta da Cristo. La tradizione, infatti, non è andata oltre la pagina evangelica in cui si si narra la storia della conversione di un’anonima peccatrice, colei che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli. Si era così, senza nessun reale collegamento, identificata Maria di Magdala con quella prostituta senza nome. Ora, questo stesso gesto di venerazione verrà ripetuto nei confronti di Gesù da un’altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione. E, così, si consumerà un ulteriore equivoco per Maria di Magdala: da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea.
Ma dalla profonda spiritualità monastica altomedievale e, in particolare, dagli ambienti cluniacensi, prese il via la venerazione quale Santa e, pertanto, in suo onore sono state scritte pagine di musica. Come quella che porta la firma del compositore rinascimentale Nicolas Champion recentemente eseguita dalla prestigiosa Cappella Pratensis nella cattedrale di Lugano per la rassegna de i Vesperali 2025 sotto la direzione di Stratton Bull. Giovanni Conti ne parla con il produttore artistico dell’ensemble Peter De Laurentiis.
Sun, 13 Apr 2025 - 29min - 796 - I balli di Sfessania (2./2)
Le figurine di Jacques Callot hanno acceso la fantasia di scrittori, registi, scultori e musicisti. Hanno maschere in cuoio e nomi noti – Scaramuccia, Scapino, Razzullo, Ricciulina, Pulliciniello – ma anche spade, bastoni, strumenti musicali. Alcune si esibiscono su un palco, quasi tutte sono circondate da spettatori, soprattutto sullo sfondo. Per secoli sono state viste come riproduzioni di attori del Seicento, eppure Callot ha intitolato la sua raccolta Balli di Sfessania, con un riferimento immediato e preciso alle danze; in questo cd l’ensemble Salon de Musique.
Sun, 06 Apr 2025 - 29min - 758 - I balli di Sfessania (1./2)
Le figurine di Jacques Callot hanno acceso la fantasia di scrittori, registi, scultori e musicisti. Hanno maschere in cuoio e nomi noti – Scaramuccia, Scapino, Razzullo, Ricciulina, Pulliciniello – ma anche spade, bastoni, strumenti musicali. Alcune si esibiscono su un palco, quasi tutte sono circondate da spettatori, soprattutto sullo sfondo. Per secoli sono state viste come riproduzioni di attori del Seicento, eppure Callot ha intitolato la sua raccolta Balli di Sfessania, con un riferimento immediato e preciso alle danze; in questo cd l’ensemble Salon de Musique.
Sun, 30 Mar 2025 - 29min - 721 - Miserere
Una delle composizioni più famose dell’esperienza musicale rinascimentale è certamente il Miserere che Gregorio Allegri compose nella prima metà del Seicento. Una pagina musicale straordinaria che ebbe larga diffusione dopo che nel 1880 venne pubblicato a cura di una casa editrice inglese. La peculiarità del Miserere di Allegri, come più volte sottolineato dagli studiosi di questo cantore-compositore, non è nell’uso di tecniche innovative o di artifici melodici o armonici, ma paradossalmente nella sua apparente semplicità. Il carattere musicale è strettamente legato ai luoghi sacri, al punto che l’impatto emotivo al di fuori di tali contesti non è apprezzabile. Si può immaginare che il sovrapporsi delle note del Miserere all’interno di una chiesa, con la sua ridondanza naturale, trovi in esse la sua naturale fonte d’origine e la sua naturale cassa di risonanza emotiva. Ma questa musica veniva eseguita come fu scritta?
Sun, 23 Mar 2025 - 29min - 685 - Improvvisar all’Organo
Verso la fine del secolo XIX, in Italia, la didattica organistica iniziò ad ammiccare lo sguardo verso nuovi orizzonti. La disciplina dell’accompagnamento alla tastiera del canto gregoriano, infatti, andò ad affiancarsi allo studio di una prassi tanto antica quanto difficilmente codificata in forma scritta e in maniera sistematica nei secoli precedenti: l’improvvisazione organistica. A prestare attenzione a questo dato di fatto, riferendolo alla prestigiosa attività musicale svolta nel Duomo di Milano è Claudio Cardani. Partendo dalla fine del Seicento per arrivare agli inizi del Novecento.
Cardani ha pazientemente raccolto - in una pubblicazione edita dall’Associazione Serassi - gli elementi che fanno la storia del ruolo dell’improvvisazione organistica nella pratica liturgica della Cappella milanese. Lo ha fatto descrivendo le modalità con cui la Fabbrica del Duomo gestiva i diversi incarichi musicali, l’analisi dei regolamenti e dei bandi di Concorsi le cui prove dimostrano che la quasi totalità degli interventi organistici erano di carattere improvvisativo. Claudio Cardaniè ospite al microfono di Giovanni Conti.
Sun, 16 Mar 2025 - 29min - 680 - Carnevale e Quaresima: un prolifico contrasto
Oggi a Quilisma è di scena il contrasto tradizionale tra Carnevale e Quaresima ovvero l’alternarsi di un testo profano di cortigiana memoria e un severo richiamo alla vita saggia, un’anima che si deve nuovamente svegliare agli occhi di predicatori irrequieti in piazze gremite di uomini e donne. La Quaresima pone freno al caos del Carnevale e conclude la sua azione nella festività della Pasqua, nel passaggio dalla Morte alla Vita: tradizione religiosa che nella musica risalta in ogni contesto, nella tradizione colta e in quella orale. La lingua, il volgare italiano, subisce con piacere il suono “dialettale” delle diverse aree di provenienza soprattutto della musica, tanto da raccontare simbolicamente un viaggio attraverso il gusto e la cultura dell’epoca. Dall’Alto Medioevo al Cinquecento assistiamo a interessanti variazioni su tema che prende le mosse da melodie profane, alle quali veniva adattato un testo spirituale, devozionale, paraliturgico: così frottole, strambotti, villotte, barzellette, odi, pèrdono la loro tipica connotazione laica, amorosa, carnascialesca, sposando in pieno quella letteratura spirituale, dal sapore popolar-religioso, utile a raccontare virtù teologiche e immagini tratte dalle Sacre Rappresentazioni.
Sun, 09 Mar 2025 - 30min - 646 - Quando la danza conquistava tutti
Un percorso a ritroso nel tempo interamente dedicato alla danza. Nella puntata odierna di Quilisma Giovanni Conti parte dalla fine del 16mo secolo per risalire fino al 1200 per comprendere come l’atteggiamento nei confronti della danza fu ambivalente e nel contempo vide la danza diffusa in ogni ambito, contesto e strato della società medioevale e da lì in avanti nelle diverse epoche.
Il nostro cammino prende il via nella prima metà del 1500, momento in cui l’alternanza di Pavana e Gagliarda diventa rappresentativa dell’alternanza di passi di danza lenti e rapidi.
Sun, 02 Mar 2025 - 31min - 613 - Josquin, padrone delle note
Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Stiamo parlado di Josquin Desprez del quale sono da poco trascorsi i 500 anni dalla morte. Uno dei più straordinari compositori del Rinascimento, un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin (nella foto) che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Sun, 23 Feb 2025 - 29min - 581 - Celebrando Josquin
Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Stiamo parlando di Josquin Desprez del quale sono da poco trascorsi i 500 anni dalla morte. Uno dei più straordinari compositori del Rinascimento, un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Sun, 16 Feb 2025 - 29min - 519 - Le jeu de Robin et Marion
Le jeu de Robin et Marion, una narrazione in musica della seconda metà del XIII secolo che porta la firma di Adam de la Halle protagonista a Quilisma. È musica semplice e facile, con melodie agevoli e ingenue, composta per lo più nello stile del discanto assai in voga in quel momento storico. Una delle più antiche opere di teatro volgare conosciute in Francia, scritta in dialetto piccardo. Rappresentata probabilmente nel 1283 a Napoli in presenza della corte angioina, racconta dell’amore tra i pastori Robin e Marion disturbato da un nobile cavaliere di nome Aubert. Il tema dell’amore è sempre presente nell’espressione dei Trovieri, categoria che annovera Adam de la Halle, che era nato ad Arras nel 1235 circa e morto probabilmente a Napoli 1287. Visse dal 1283 presso la corte angioina di Napoli lasciando una trentina di poesie liriche e due ludi scenici, il Jeu de la feuillée e il Jeu de Robin et Marion, che sono fra i più antichi saggi del teatro profano del Medioevo e ci offrono due quadri vivaci, l’uno della vita cittadina, l’altro della vita pastorale. Adam deve la sua educazione musicale a studi compiuti presso l’abbazia di Vaucelles essendo destinato alla vita ecclesiastica. Le sue composizioni sono o per sola voce, o a tre voci con accompagnamento di viola oppure d’altro strumento.
Sun, 19 Jan 2025 - 24min - 516 - Una passeggiata nel Rinascimento musicale
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Quilisma
Cultura e suoni dal Medioevo e dal Rinascimento
Domenica 14 febbraio 2016 alle 10:00In replica domenica 07 dicembre 2024 alle 10:00
Questa settimana "Quilisma" compie un breve viaggio nel Rinascimento focalizzando la propria attenzione su alcuni aspetti caratterizzanti della musica.
È in questo momento storico che si assiste alla rinascita culturale e sociale dell'Occidente e contemporaneamente allo sviluppo delle grandi nazioni. È un momento di gloria per l'Italia le cui signorie caratterizzano culturalmente le proprie corti favorendo la musica con importanti e fondamentali azioni di mecenatismo. L'istruzione musicale diviene così aspetto imprescindibile nell'educazione di un nobile o di un ricco borghese,e saper cantare o suonare uno strumento un'attività del tutto normale. Ecco perché l'esecuzione musicale è diretta non solo e non soprattutto a un pubblico di ascoltatori (come invece accade oggi) ma a un pubblico di musicisti, seppur dilettanti.
Prima emissione: 14 febbraio 2016
Sun, 08 Dec 2024 - 28min - 515 - La musica di Isabella di Castiglia
Isabella – nell’altorilievo raffigurata con Cristoforo Colombo - fu l’ultima grande sovrana medievale e, insieme, la prima grande sovrana dell’età moderna. Sposando Ferdinando d’Aragona e con la presa di Granada (ancora sotto il controllo musulmano) portò a termine il processo di riunificazione della Penisola Iberica; creò lo Stato spagnolo, che sotto di lei arrivò a costituire un vastissimo impero che andava dall’America al Mediterraneo. Nel 1492, con la presa di Granada, Isabella colse il definitivo successo contro i Mori da secoli presenti nel Sud della Penisola Iberica. Ai vinti fu chiesto di convertirsi al cristianesimo oppure di andare via. Lo stesso fu imposto agli ebrei e più di 100.000 di loro furono costretti a partire. La riconquista dei territori spagnoli sottratti ai musulmani fu il pilastro su cui si fondò la formazione della Spagna moderna. Questo grande successo spinse a nuove imprese.
Sun, 01 Dec 2024 - 27min - 514 - Guido d’Arezzo questo sconosciuto
Guido d’Arezzo nacque intorno al 995 d.C. in un villaggio vicino a Pomposa (Ferrara). Entrò nel monastero benedettino dell’abbazia di Pomposa e poi si trasferì ad Arezzo, dove maturò il suo nuovo metodo per l’apprendimento del canto liturgico, che espose a papa Giovanni XIX, il quale ne favorì la propagazione. Le sue opere:Il micrologus de musica, considerato il più importante trattato del Medioevo,Il prologus in antiphonarium in cui l’antifonario viene dato nella nuova notazione.
Guido diede una soluzione ai molteplici tentativi di notazione diastematica e fu una figura importante nella storia della notazione musicale, soprattutto per l’impostazione del modo di leggere la musica: sistematizzò il tetragramma e utilizzò la notazione quadrata.
L’obiettivo di Guido d’Arezzo era quello di trovare un sistema che consentisse al cantore di intonare un canto senza averlo mai visto prima. Giovanni Conti ne parla con i musicologi Angelo Rusconi e Giacomo Baroffio.
Sun, 24 Nov 2024 - 28min - 513 - Il massacro medievale dei Catari
L’appellativo catharos fu loro applicato a partire dal 1163 dall’abate Ecberto di Schönau (c.1132-1184) che scrisse contro di loro. I catari chiamavano se stessi boni homini, boni christiani, perfecti. Sono conosciuti anche più frequentemente come albigesi, dalla città di Albi, una delle roccaforti catare in Francia. Seguaci di dottrine ereticali dualiste, diffuse in area cristiana durante il Medioevo si contrapposero alla chiesa cattolica. La dottrina dei catari vedeva il bene e il male come forze in continuo conflitto si propagò soprattutto nel sud della Francia e nell’Italia settentrionale, dove si fece portatrice delle istanze innovatrici e moralizzatrici che avevano animato, già dagli inizi dell’XI secolo, vari gruppi fautori della povertà volontaria e della vita evangelica. Il successo dei Catari è da collegare al fatto che essi utilizzarono i difetti della cura pastorale medievale e l’appello dei riformatori a una Chiesa povera, per affermare la propria dottrina.
Sun, 17 Nov 2024 - 28min - 491 - Viaggio tra Provenza e Italia nei secoli XII e XIII
Quilisma oggi è in compagnia dell’ensemble Murmur Mori che ha voluto così intitolare la propria performance artistica all’edizione 2024 di Cantar di Pietre, prendendo spunto da una formula spesso utilizzata come envoi, perfetta per indicare il lungo peregrinare che fecero la poesia e la musica giunte dalla Provenza in Italia influenzando la poesia volgare, viaggiando dalle corti del Nord alle piazze di Bologna, lasciando traccia di materia di Francia anche nelle celebri rime dei Memoriali Bolognesi. L’Italia dei secoli XII e XII fu terra che accolse nelle sue Corti e nei suoi Comuni le Muse Provenzali e Francesi che spesso ripararono in territorio italico per cercare fortuna presso i potenti o per sfuggire alle persecuzioni religiose. Alimentarono una scuola di poesia e musica nostrana che già andava formandosi e che scolorì soltanto con l’arrivo della poesia degli stilnovisti che, primi tra tutti Dante e Petrarca, spesso cantarono l’ammirazione dei trovatori che li precedettero. Ospiti di Giovanni Conti Silvia KuroeMirkò Volpe.
Sun, 10 Nov 2024 - 29min - 490 - Un pellegrinaggio musicale
“Da Montserrat a Burgos, da Léon a Santiago: queste le tappe che compongono il cammino musicale verso la tomba di San Giacomo. Ogni tappa è identificata da un codice musicale, da cui sono tratti alcuni dei brani che i pellegrini medievali possono aver ascoltato durante il tragitto. Una silloge di generi musicali e diverse spiritualità: dalle forme devozionali del Llibre Vermell de Montserrat alla polifonia dotta del monastero femminile cistercense di Santa Maria de Las Huelgas a Burgos, passando per il monumento devozionale delle Cantigas de Santa Maria e concludendo con il Codex Calixtinus (nella foto). Un viaggio la cui guida è l’inno dei pellegrini di Santiago e la sua più nota acclamazione, Ultreya! Suseya!, che da secoli, nel saluto reciproco tra chi va e chi viene, rinfranca nell’incontro chi è in cammino.
Sun, 27 Oct 2024 - 29min - 489 - Quando Milano era spagnola...
Oggi la musica ci porta in piena epoca rinascimentale e ci porta in Lombardia all’indomani della battaglia di Pavia che nel 1525 vide la vittoria delle armate imperiali di Carlo V e del suo alleato Francesco Sforza, evento che di fatto segnò l’inizio di un lungo periodo di dominazione spagnola che si protrarrà per quasi 200 anni. Carlo V è il vertice della casata degli Asburgo, la più potente in quel momento storico, e alla sua corte e a quella in seguito di suo figlio Filippo II, le arti e la musica occupano un posto di grande rilievo. Sono anni in cui la Capilla Real è divisa in due straordinari organici, La Capilla Real e la Capilla Flamenca ai cui vertici si alternarono musicisti di straordinario valore.
Milano dunque si fa in qualche modo spagnola ed anche la musica lascia la sua traccia importante. Musica spagnola a Milano che ha assunto caratteristiche specifiche, musica che è stata oggetto di un progetto di ricerca svizzero sfociato in un disco pubblicato i dalla casa disc ARCANA e che vede protagonisti Evangelina Mascardi e Maurizio Croci.
Sun, 20 Oct 2024 - 29min - 488 - Marco Polo immortale
Un Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo nel 700esimo della morte. È quello che propone oggi alle 18.30 nel Tempio di Santa Croce a Riva San Vitale l’ensembleLaReverdie affiancato da David Riondino. Il tutto ripercorrendo la suggestione de “Il Milione” ovvero la storia di un mercante e avventuriero che trascorse gran parte della sua vita in viaggio attraversando il Medio Oriente e l’Asia Centrale fino alla Cina diventando uomo di fiducia presso la Corte. La fama di Marco Polo sta soprattutto nel fatto di aver lasciato il racconto della sua straordinaria esperienza di vita: un racconto che, filtrato dalla penna abile di un poeta di Chanson de geste quale il pisano Rustichello, alterna descrizione di luoghi a narrazione di eventi storici e leggende. Gli usi e costumi nelle diverse regioni che il protagonista attraversa durante il viaggio vengono descritti con nitidezza a volte scientifica della corte del Gran Khan, ma anche nella descrizione di animali che sembrano usciti da quel “Medioevo fantastico” in cui si alternano storia e leggenda, santi e briganti, re e sudditi, in un rapporto di prodigiosa contiguità con il viaggiatore…
Dalla lettura di questa straordinaria opera è nata l’idea di affidare alla voce narrante di David Riondino la lettura di alcune tappe di questo racconto di viaggio e di costruire una sorta di colonna sonora in cui l’EnsembleLa Reverdie dà suono ad alcuni dei temi toccati da Marco raccontando un mondo meraviglioso ed esotico con una logica ed uno stile profondamente legati al mondo medievale Occidentale, analogamente la musica che commenterà la narrazione, proviene dall’ambiente veneto e francese coevo. Ma l’atmosfera dei luoghi, dei colori, dei profumi, trovano nell’improvvisazione melodica di un saz e di un tanbur e nei ritmi del tabla, suonati da due musicisti specializzati in repertorio orientale, un contraltare sonoro che inevitabilmente ci porta in quel mondo meraviglioso e remoto, dall’irresistibile fascino. A guidarci, ospite di Giovanni Conti, anche lo storico del Medioevo Marco Ferrero.
Sun, 13 Oct 2024 - 26min - 487 - Ultreya! Suseya!
Da Montserrat a Burgos, da Léon a Santiago: queste le tappe che compongono il cammino musicale che apre il 6 ottobre la 37ma edizione della Rassegna CANTAR DI PIETRE.
A inaugurarla, nella splendida cornice della chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo a Biasca sarà la Schola medievale Paer che per ciascuna delle tappe darà voce a un diverso codice musicale, così come i pellegrini medievali durante il loro tragitto. Sì perché il tema della rassegna 2024 è il viaggio che nel Medioevo ha rappresentato un affascinante intreccio di esperienze individuali e collettive, riflettendo una società in movimento e in continua evoluzione. I pellegrinaggi, in particolare, costituiscono uno dei fenomeni più emblematici di questa epoca. Migliaia di individui intraprendevano viaggi verso luoghi sacri, cercando non solo la salvezza dell’anima, ma anche una connessione più profonda con la loro fede e con le comunità religiose. In definitiva, il viaggio nel Medioevo emerge come un fenomeno complesso e sfaccettato, in cui la mobilità diventa sinonimo di ricerca e scoperta. Non solo un movimento da un luogo all’altro, ma un viaggio interiore, capace di trasformare l’individuo e di plasmare la sua percezione del mondo e di se stesso, tracciando percorsi di crescita che si intrecciano con la spiritualità e il sapere. La strada, dunque, diventa una metafora della vita, sottolineando il continuo cambiamento dell’anima umana e il suo incessante desiderio di Assoluto.
Sun, 06 Oct 2024 - 28min - 486 - Sefarad: la musica di una tragica epopea
La musica ebraica spagnola trae le proprie origini dalla cultura sefardita, ovvero la cultura degli ebrei vissuti in Spagna, la biblica Sefarad, sino all’espulsione del 1492. Una scelta che i sovrani di Spagna, la cattolicissima Spagna, fecero più per soddisfare le pressioni esterne di natura politica, che per una vera e propria convinzione. Una cosa è certa, quella decisione - sciagurata - scatenò una serie di reazioni a catena, la prima tra tutte quella di originare una imponente diaspora degli ebrei iberici portandoli in esilio in tutto il bacino mediterraneo, dall’Africa del Nord fino ai Balcani, attraversando addirittura l’Impero Ottomano. Una lunga e drammatica vicenda di cui Giovanni Conti in Quilismaci proporrà suoni e considerazioni.
Sun, 29 Sep 2024 - 27min - 485 - Il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi
Direttore, cantante, didatta e divulgatore musicale, Walter Testolin è stato tra i protagonisti della trama L’eco di Monteverdi, ospitata da una recente edizione di Trame Sonore, Mantova Chamber Music Festival. Alla guida di un imponente ensemble vocale e strumentale, che ha visto uniti RossoPorpora, De labyrintho, La Pifarescha e More Antiquo, sua è stata la lettura del Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi nella mantovana Basilica di Santa Barbara… Occasione in cui, a 380 anni dalla scomparsa di Monteverdi, il suo monumentale capolavoro, ha rivisto la luce in uno di luoghi più significativi della sua vita. In quella Mantova che lo ha accolto al servizio dei Gonzaga dal 1590 al 1612. Testolin ci accompagna alla scoperta del monteverdiano Vespro, pagina tra le più importanti e solenni della musica sacra del XVII secolo, data alle stampe nel 1610 con dedica al Papa Paolo V e scritta sopra canti fermi a 6 voci e 6 strumenti. Proprio come indicato nel titolo Vespro della Beata Vergine da concerto composto sopra canti fermi sex vocibus et sex instrumentis. Abbiamo incontrato Walter Testolin, nella sacrestia della Basilica di Santa Barbara proprio in occasione di questa imponente esecuzione.
Sun, 15 Sep 2024 - 29min - 484 - Ripensando a Josquin Desprez (2./2)
Ci siamo lasciati alle spalle le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Josquin Desprez, uno dei più straordinari compositori del Rinascimento . Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Josquin, come viene comunemente chiamato, fu un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e recentemente pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Sun, 16 Jun 2024 - 29min - 483 - Ripensando a Josquin Desprez (1./2)
Ci siamo lasciati alle spalle le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Josquin Desprez, uno dei più straordinari compositori del Rinascimento . Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Josquin, come viene comunemente chiamato, fu un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e recentemente pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Sun, 09 Jun 2024 - 29min - 482 - Lombardia medievale
Nella vicina Lombardia, ma ovviamente anche nella Svizzera italiana, il Medioevo è una presenza profonda. Lo si ritrova in veste “ufficiale” nelle chiese e nelle abbazie, manifestazione ora intimistica, ora monumentale, del rapporto tra l’uomo e il sacro. E lo si riscontra negli abiti più schietti e immediati delle raffigurazioni presenti sui capitelli e sui bassorilievi, laddove angeli e santi si alternano a mostri e fiere demoniache, incarnando un immaginario sospeso tra terrore della dannazione e speranza di salvezza.
La ricercatrice Elena Percivaldi ha recentemente dato alle stampe per i tipi delle Edizioni del Capricorno, la sua ultima fatica intitolata Lombardia medievale(Edizioni del Capricorno, 2022). Il libro propone un itinerario suddiviso in tre parti. Si inizia da alcune importanti testimonianze paleocristiane e altomedievali per poi ripercorrere la grande stagione del Romanico, espressione dei cambiamenti socioeconomici, politici e culturali che tra l’XI e il XIII secolo hanno caratterizzato l’età comunale. Infine, alcuni gioielli trecenteschi, frutti che maturano dall’estetica gotica, nell’autunno del Medioevo, in un viaggio appassionante che conduce alle radici dell’arte lombarda.
Giovanni Conti ne ha parlato con l’autrice del libro.Sun, 02 Jun 2024 - 28min - 481 - “La Festa del Cigno”
Una Confraternita rinascimentale, un Banchetto e tanta musica. È il quadro entro cui si colloca l’ultima fatica discografica della Cappella Pratensis, celebre ensemble vocale dei Paesi Bassi. Pubblicato per l’etichetta Challengerecords, il cd offre una plausibile ricostruzione della Festa del Cigno ovvero il banchetto che la Confraternita di Nostra Signora della città di Hertogenbosch nella regione del Brabante organizzava annualmente il 28 di dicembre – festa dei Santi Innocenti - sotto il segno del Cigno scelto come emblema in quanto simbolo di purezza. Se poi si pensa alla simbologia medievale, cigno si vorrebbe nome derivato dal latino canereovvero cantare, in relazione al canto dell’animale dal lungo e flessibile collo. Brani sacri e profani si alternano in un contesto che in quel momento storico non aveva confini e testimoniato dai molti manoscritti di proprietà della Confraternita, gli stessi manoscritti da cui Cappella Pratensis ha attinto per realizzare la registrazione. Di questo e di altro Giovanni Conti ne parla con una delle storiche voci dell’ensemble, Peter De Laurentiis.
Sun, 26 May 2024 - 27min - 480 - Quando il medioevo inventò il teatro (2./2)
Oggi Quilisma affrontaLe jeu de Robin et Marion, una narrazione in musica della seconda metà del XIII secolo che porta la firma di Adam de la Halle. È una delle più antiche opere di teatro volgare conosciute in Francia, scritta in dialetto piccardo. Rappresentata probabilmente nel 1283 a Napoli in presenza della corte angioina, racconta dell’amore tra i pastori Robin e Marion disturbato da un nobile cavaliere di nome Aubert. Il tema dell’amore è sempre presente nell’espressione dei Trovieri, categoria che annovera Adam de la Halle, che era nato ad Arras nel 1235 circa e morto probabilmente a Napoli 1287. Visse dal 1283 presso la corte angioina di Napoli lasciando una trentina di poesie liriche e due ludi scenici, il Jeu de la feuillée e il Jeu de Robin et Marion, che sono fra i più antichi saggi del teatro profano del Medioevo e ci offrono due quadri vivaci, l’uno della vita cittadina, l’altro della vita pastorale. Adam deve la sua educazione musicale a studi compiuti presso l’abbazia di Vaucelles essendo destinato alla vita ecclesiastica. Le sue composizioni sono o per sola voce, o a tre voci con accompagnamento di viola oppure d’altro strumento. È musica semplice e facile, con melodie agevoli e ingenue, composta per lo più nello stile del discanto assai in voga in quel momento storico.
Sun, 12 May 2024 - 24min - 479 - Quando il medioevo inventò il teatro (1./2)
Oggi Quilisma affrontaLe jeu de Robin et Marion, una narrazione in musica della seconda metà del XIII secolo che porta la firma di Adam de la Halle. È una delle più antiche opere di teatro volgare conosciute in Francia, scritta in dialetto piccardo. Rappresentata probabilmente nel 1283 a Napoli in presenza della corte angioina, racconta dell’amore tra i pastori Robin e Marion disturbato da un nobile cavaliere di nome Aubert. Il tema dell’amore è sempre presente nell’espressione dei Trovieri, categoria che annovera Adam de la Halle, che era nato ad Arras nel 1235 circa e morto probabilmente a Napoli 1287. Visse dal 1283 presso la corte angioina di Napoli lasciando una trentina di poesie liriche e due ludi scenici, il Jeu de la feuillée e il Jeu de Robin et Marion, che sono fra i più antichi saggi del teatro profano del Medioevo e ci offrono due quadri vivaci, l’uno della vita cittadina, l’altro della vita pastorale. Adam deve la sua educazione musicale a studi compiuti presso l’abbazia di Vaucelles essendo destinato alla vita ecclesiastica. Le sue composizioni sono o per sola voce, o a tre voci con accompagnamento di viola oppure d’altro strumento. È musica semplice e facile, con melodie agevoli e ingenue, composta per lo più nello stile del discanto assai in voga in quel momento storico.
Sun, 05 May 2024 - 26min - 470 - Quando musica e teatro si incontrano (2./2)
Quilisma oggi torna a percorre i sentieri musicali strettamente connessi con il teatro e le sue forme a partire dal 400. Lo facciamo grazie ad una pubblicazione della ricercatissima etichetta MAXRESEARCH che dalla sua bellissima sede di Civitella in Val di Chiana ha immesso sul mercato un compact disc di straordinaria bellezza. Uno di quei prodotti dei quali ci si può innamorare a prima vista, in questo caso a primo ascolto. Un disco ben fatto sotto tutti i profili, da quello della riproduzione del suono a quello delle scelte musicali. Un disco che vede riuniti i 7 musicisti dell’ensemble Salon de musiques sotto la guida di Marco Ferrari (nella foto) poliedrico protagonista della musica antica.
Sun, 28 Apr 2024 - 29min - 467 - Medioevo enologico
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Musica e piaceri della tavola sono da sempre buoni alleate e, nei secoli, anche il vino è stato un loro degno compagno.
A testimoniarlo sono i numerosi brani che esaltano alcune pietanze o narrano la loro preparazione come l’inno Ave color vini clari, o il Tourdion e Oy comamos y bebamos che ci raccontano di ricchi banchetti e di spensierate serate in taverna, e quelli che sfruttano la pratica del cucinare per alludere a giochi erotici in cui il cibo diviene metafora di alcune parti del corpo, come nel canto carnascialesco delle Donne nó siam di chianti, o per inveire contro uno sconosciuto rivale come fa in De mia farina fò le mie lasagne.
La puntata di Quilisma, con la musica eseguita dall’ensemble Orientis Partibus vuole far rivivere proprio le suggestioni del banchetto e della taverna dal medioevo al rinascimento attraverso brani molto vari non solo per epoca di composizione ma anche per collocazione geografica.
Prima emissione: 7 aprile 2024
Sun, 08 Sep 2024 - 27min - 466 - Tre donne al sepolcro di Cristo
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Il teatro sacro del Medioevo nasce nella Chiesa e dalla Chiesa. Le navate e l’altare rappresentano la sua prima scenografia, i chierici sono autori e attori delle storie bibliche messe in scena e i fedeli sono i suoi primi spettatori. Questo fatto non sorprende se ci si sofferma sull’intrinseco carattere drammatico del rito cattolico. È sufficiente pensare alla suggestiva teatralità nell’ufficio liturgico del Mattino di Pasqua per comprendere il fenomeno, peraltro quasi paradossale, attraverso il quale dalla liturgia cristiana si stacca il germe da cui nascerà - verso la metà del XIII secolo - il teatro sacro vero e proprio, totalmente emancipato dall’influsso ecclesiastico. Tutilone, monaco benedettino di San Gallo, cantore e musico morto nel 909, creò il primo dramma liturgico aggiungendo al testo biblico un seguito di parole sue proprie e accompagnandole con melodie.
Prima emissione: 31 marzo 2024
Sun, 20 Apr 2025 - 29min - 452 - Ebrei e trovatori
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Durante il periodo turbolento, che si inserisce tra la messa al rogo del Talmud (1242-1244) e la grande deportazione del 1306, gli ebrei del Vecchio continente svolgono sostanzialmente la stessa vita quotidiana dei cristiani e hanno la stessa lingua dei paesi in cui vivono. Condividono anche lo stesso gusto per i libri, i monumenti, la gioia di vivere e persino il canto popolare.
Le canzoni delle comunità ebraiche del tempo riflettono infatti la vita quotidiana degli ebrei e degli eventi, felici o tragici, che punteggiano l’esistenza umana. Sono espressione vocale di una popolazione, custode dei suoi riti e delle tradizioni. La lingua ebraica sarà conservata per le preghiere e i testi liturgici oggetto della puntata odierna di Quilisma.
Prima emissione: 3 dicembre 2023
Sun, 03 Nov 2024 - 27min
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