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Mirabilia - Il Podcast delle storie straordinarie

Mirabilia - Il Podcast delle storie straordinarie

Alessandro Calzolaro

Questo è Mirabilia, il Podcast delle Storie Straordinarie. Con ogni episodio, proveremo ad aprire uno spiraglio sulla Storia, alla ricerca dell’incredibile, del misterioso, dell’improbabile, del meraviglioso e dell’assurdo, per scoprire che la Storia dell’umanità è fatta anche e soprattutto di fatti irrazionali e al limite dell’impossibile, di cose che non potevano o non dovevano succedere ma sono successe davvero.

191 - 186. La grande guerra di Annibale (seconda parte)
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  • 191 - 186. La grande guerra di Annibale (seconda parte)

    Con questo episodio si conclude la grande guerra di Annibale: trovate la prima parte subito prima di questa puntata. In questa seconda parte racconteremo la fine della grande guerra che Annibale combatté in Italia e in Africa, la sua incredibile parabola ascendente, la sconfitta totale di Roma e l’epilogo del conflitto, cercando di capire le mosse dei due avversari, cosa spinse a certe scelte e cosa diede a Roma la forza di continuare a combattere dopo le peggiori sconfitte della sua storia. Questa puntata non racconta solo la fine di una guerra, ma una svolta decisiva della storia, quella che segnerà l’inizio del più grande impero occidentale della storia. Dal lago Trasimeno a Zama, seguiremo le vicende di Annibale e di un altro grande generale, Scipione, detto “l’Africano”: due geni di tattica militare che si troveranno uno di fronte all’altro, uno con l’esperienza di decenni di guerra, l’altro con la forza della gioventù e il desiderio di rivalsa di un popolo intero. Attraverso le vicende belliche, proveremo anche a capire le ragioni profonde della “fortitudo” romana, ma anche le ragioni profonde di alcune delle mosse più controverse nella storia dei conflitti mondiali, andando alla radice delle profonde differenze che contraddistinsero la cultura romana da quella di tutte le altre civiltà di quel tempo.

    Mon, 02 Nov 2026
  • 190 - 186. La grande guerra di Annibale (prima parte)

    L’anno è il 218 avanti Cristo, o meglio il 536 dalla fondazione di Roma, o meglio ancora, l’anno in cui l’esercito di Cartagine attaccherà Sagunto, iniziando la più grande guerra della storia dell’antichità. Questa è una storia che moltissimi di voi avranno già sentito, d’altronde quasi tutti prima o poi si sono trovati davanti ai libri di scuola aperti sul capitolo delle guerre puniche, ma ho deciso di raccontarla lo stesso perché c’è qualcosa, in questa guerra in particolare, che a scuola di solito non si studia o su cui si passa velocemente, e che la distingue da tutte le altre guerre della storia. C’è qualcosa di epico, tragico e straordinario nel modo in cui questa guerra è stata condotta, da entrambe le parti, e per il gigantesco impatto che il suo esito ha avuto sul mondo occidentale. È la guerra che ha aperto la porta di un impero e chiuso la porta di un altro, uno di quei momenti in cui entrambe le parti erano perfettamente consapevoli della posta in gioco, del fatto di essere di fronte alla chiamata della storia, e della certezza di doversi giocare tutto, fino all’extrema ratio, fino all’ultima risorsa, in un gioco in cui solo uno dei giocatori sarebbe sopravvissuto, un gioco in cui, per usare un termine del poker, bisognava avere l’enorme coraggio andare all in, mettere tutto sul piatto, vivere o morire, vincere tutto o perdere tutto, senza vie di mezzo possibili. Questa è la storia di una guerra che ha dentro di sé un tale senso tragico che, caso più unico che raro, non porta il nome del vincitore, ma quello dello sconfitto. Questa è la storia della grande guerra di Annibale.

    Wed, 28 Oct 2026
  • 189 - 185. L’eroe della Manciuria

    In questo episodio andremo ad esplorare uno degli archivi più oscuri della storia. Dopo la Guerra di Corea, in un clima di sospetto e paranoia, nasce negli Stati Uniti un progetto delirante per lo studio del controllo mentale e delle tecniche più spregiudicate e aggressive per ottenere confessioni dai prigionieri e dalle spie, e per creare assassini a comando da attivare come marionette oltre le linee nemiche. Il progetto prenderà, nella sua forma più matura, il nome di MK-Ultra, un nome ormai famigerato per le modalità illegali e completamente fuori da ogni etica scientifica con cui verrà portato avanti. Ma è davvero possibile controllare la mente di un individuo a propria scelta? Si può costringere, con l’uso di droghe psichedeliche e trattamenti invasivi sulla psiche, qualcuno a diventare un automa controllabile a proprio piacimento? Questo è quello che cercheremo di capire, ripercorrendo gli archivi e gli effetti del progetto MK-Ultra, insieme all’enorme impatto psico-sociale che questo progetto fantasma ebbe su tutta la cultura occidentale.

    Thu, 08 Oct 2026
  • 188 - 184. Amore, fuoco e cose pericolose

    Nel 1987 esce un libro che cambia le carte in tavola rispetto ad uno dei punti chiave della filosofia e della psicologia cognitiva, quello che riguarda il modo in cui gli esseri umani mettono certe cose in certe categorie. Per secoli la filosofia occidentale si è concentrata sul come definire esattamente le categorie in base alle caratteristiche degli oggetti che ci finiscono dentro, ma questo nuovo approccio, proposto dal linguista e filosofo cognitivo George Lakoff, cambia completamente la prospettiva. Le cose non finiscono nelle categorie perché hanno certe caratteristiche, ma perché, in una certa cultura, che ha i suoi valori e il suo modo di associare le cose, gli esseri umani decidono di raggrupparle così. Lakoff prova a confrontare il suo approccio con culture molto diverse, come il popolo dei Dyirbal australiani, dimostrando che il loro modo di creare categorie e associazioni è molto diverso dal nostro, ma, una volta capite le loro tradizioni e credenze, ha perfettamente senso. Anche nella vita quotidiana facciamo continuamente associazioni di questo tipo, che per noi sono chiare finché non cerchiamo di analizzarle troppo da vicino. A quel punto il nostro sistema va in tilt, perché le categorie della nostra mente non sono fatte per essere viste con il microscopio, ma come un vasto panorama da abbracciare tutto insieme con lo sguardo. E questo, anche se potrebbe non sembrare, ha molto a che fare con il modo in cui categorizziamo le persone, e persino nel modo in cui ci innamoriamo.

    Mon, 28 Sep 2026
  • 187 - 183. Il Torneo delle Ombre

    Nel XIX secolo venne combattuta una strana guerra, in un territorio che fino a quel momento era stato semplicemente considerato un grande vuoto nelle cartine geografiche occidentali. L’Asia centrale era stata per secoli completamente ignorata dai grandi imperi coloniali, ma di colpo divenne il centro di interesse sia per l’Impero Russo che per quello britannico. L’ignoranza geografica, l’arroganza coloniale e la paranoia politica portarono inglesi e russi a combattere un conflitto anomalo, fatto prima di spie ed avventurieri, e poi di grandi battaglie in campo aperto. Questo “Grande Gioco”, come venne chiamato al tempo dagli inglesi, portò a rivoluzionare completamente gli equilibri mondiali e a disegnare una nuova geografia politica dell’Asia centrale, lasciando segni profondi, molti dei quali sono ben visibili ancora oggi. I russi chiamarono questa strana guerra il “Torneo delle Ombre”, che è forse la definizione più interessante di questo ultimo atto del teatro coloniale delle superpotenze ottocentesche, e che porterà ad uno dei più grandi disastri militari e politici della Compagnia delle Indie e della Corona inglese.

    Mon, 07 Sep 2026
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